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Imprese e certificazione di genere: il bilancio è magro

La prassi Uni 125/2022 che definisce le linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere nelle imprese è stata approvata quattro anni fa. I risultati ottenuti fin qui sono legati agli incentivi, non a un vero cambiamento culturale. 

Strade che parlano: toponomastica senza donne

Sono pochissime le strade e le piazze dei nostri comuni intitolate a donne, soprattutto se non si considerano sante e beate. Ma la toponomastica urbana riflette la memoria collettiva e contribuisce a trasmettere valori culturali alle generazioni future.

Non sprechiamo il talento delle donne

Rafforzare l’insegnamento della matematica e combattere gli stereotipi sulle discipline Stem: sono le priorità per ridurre il divario di genere nelle competenze numeriche. Bisogna puntare anche sulla formazione continua e su migliori opportunità di lavoro.

Violenza sulle donne: dai dati un quadro con ben poche luci

Una donna su tre ha subito una violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. L’indagine Istat sul tema conferma una situazione difficile, pur qualche progresso. A preoccupare è la visione stereotipata dei ruoli sociali espressa dai più giovani. 

Congedo parentale: modi e tempi di utilizzo*

I congedi parentali sono essenziali per favorire l’equilibrio tra lavoro e vita familiare. Nonostante le riforme, i dati Inps mostrano che lo utilizzano soprattutto le madri e in modo differenziato tra aree geografiche, settori e posizioni lavorative.

Disuguaglianze di genere: la distanza tra ciò che è e ciò che si crede

Numeri e statistiche dicono che le disuguaglianze di genere restano ampie. E i cittadini che percezione ne hanno? Per molti è un problema “serio”. Ma uomini e donne ne valutano la gravità in modo diverso. Come favorire un autentico cambiamento culturale.

Divari retributivi e organismi per la parità: il tempo sta per scadere

Entro giugno 2026 devono essere attuate tre direttive Ue che riguardano il lavoro delle donne. Su questi temi si potrebbe ricostruire l’unità sindacale, per garantire una trasparenza salariale che potrebbe aprire una nuova fase del diritto antidiscriminatorio.

Il lavoro che non si vede: carico mentale e maternità*

Sono le donne a sostenere la maggior parte del carico cognitivo, manageriale ed emotivo nella gestione familiare. Ma quanto incide questo “lavoro che non si vede” sulla volontà di avere un altro figlio dopo il primo? Cruciale il coinvolgimento del partner.

Ogni madre è diversa. E la child penalty pure *

Diventare madre cambia tutto. Ma non per tutte allo stesso modo. La maternità comporta quasi sempre una penalizzazione lavorativa, ma l’intensità di questo costo varia molto, in base all’età, al numero di figli, al territorio e al settore in cui lavora.

Un Ipad per capire com’è suddiviso il lavoro nella sfera domestica

L’indice di parità domestica rende evidenti le disuguaglianze nella suddivisione del lavoro domestico e di cura all’interno della coppia e della famiglia. Costruito con un metodo inclusivo, è uno strumento di sostegno attivo verso un maggior riequilibrio.

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