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I programmi elettorali ai raggi X

Forniamo ai lettori, in un unico documento, tutte le schede di confronto tra i programmi delle due coalizioni che abbiamo pubblicato nel corso dell’ultimo mese. Per chi volesse, pubblichiamo anche i Pdf delle singole schede

L’ambiente e il tabù delle tasse

La riduzione di cinque punti del cuneo fiscale sul lavoro è uno dei temi che hanno tenuto banco nella campagna elettorale. Per finanziare l’operazione si può ricorrere alla tassazione ambientale. Per esempio, alla carbon tax, introdotta nel nostro paese nel 1999, ma mai entrata in vigore. Aveva la duplice finalità di migliorare l’ambiente e contribuire ad aumentare l’occupazione. Il suo gettito era destinato a ridurre gli oneri sociali. Uno strumento utile, soprattutto con programmi elettorali ricchi di obiettivi, ma parchi nell’indicare i modi per raggiungerli.

I poli e il federalismo fiscale

Le difficoltà economiche e il mutato clima sociale spingono entrambi i poli a insistere più sulla solidarietà territoriale che sull’autonomia. Proposte specifiche mancano su entrambi i fronti. La Cdl si dimentica della devolution. Offre però un patto agli enti territoriali: cedere parte del patrimonio in cambio di risorse derivanti dal recupero dell’evasione fiscale. L’Unione richiama la necessità della “concertazione” tra livelli di governo. E di un Patto di stabilità interno che torni a occuparsi dei saldi di bilancio e non di vincoli sulla spesa.

Tutti i danni della legge elettorale

Già senza padri a pochi mesi dalla sua approvazione, la nuova legge elettorale rende incerto il formarsi di una maggioranza conforme in entrambe le Camere. Ma non solo. Chiunque vinca avrà a disposizione pochi voti di margine per portare avanti il suo programma. Messi in discussione bipolarismo e alternanza, aumenterà il potere di veto e di ricatto dei partiti più piccoli. E il sistema delle liste bloccate ci consegna una classe politica meno responsabilizzata e meno efficiente. Una legge da cambiare, ma non sarà facile trovare i numeri per farlo.

Corsi e ricorsi: Via l’Ici sulla prima casa?

A volte ritornano. Dal governo in affanno riemerge la proposta dell’abolizione dell’Ici lanciata, prima delle elezioni, dallÂ’allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Giusto quindi ricordare quanto scrivemmo in quell’occasione.”

I programmi elettorali sulla regolamentazione del lavoro

La Casa delle libertà si limita a indicare la riforma Biagi tra le trentasei approvate dal Governo. E a promettere la creazione di un altro milione di posti di lavoro. Più articolato il programma dell’Unione. Due i punti centrali: la modifica della legge 30 e la riforma degli ammortizzatori sociali, partendo dal presupposto che bisogna distinguere tra flessibilità e precariato. Gli interventi proposti potrebbero facilitare lÂ’accettazione di un mercato del lavoro flessibile. Sono ovviamente onerosi, ma sui finanziamenti il programma non si esprime.

L’identikit del parlamentare italiano

Una banca dati permette di delineare profilo, comportamenti e modi di selezione dei parlamentari italiani delle ultime tre legislature. Chi è stato eletto con il maggioritario ha spesso esperienze amministrative precedenti e presenta un numero maggiore di disegni di legge. L’elezione in Parlamento ha un’influenza positiva sul reddito, soprattutto per alcune professioni. La nuova legge elettorale, che rende meno competitiva la composizione delle liste dei candidati, potrebbe determinare una riduzione del livello medio di competenza ed esperienza.

La scuola e l’università dei programmi elettorali

Il programma della Casa delle libertà tratta il tema dell’istruzione con superficialità. L’unico riferimento di spesa è un probabile rifinanziamento del buono scuola della Finanziaria 2005. L’Unione porta a sedici anni l’obbligo scolastico e attribuisce al potenziamento dell’istruzione e della formazione compiti vari: dal rafforzamento del potenziale di competitività del paese, al miglioramento dell’inclusione sociale, allo sviluppo del Mezzogiorno. Ma accredita la discutibile tesi che i mali del sistema universitario italiano siano dovuti alla mancanza di fondi.

Perché il dibattito politico prescinde dai dati

La ricerca empirica italiana fatica a raggiungere gli standard internazionali. Sono lacune che dovrebbero preoccupare perché l’assenza di un’informazione statistica adeguata spinge il dibattito politico ed economico nel nostro paese verso un inutile confronto ideologico. Anche su questioni per le quali i dati, e non le posizioni di principio, dovrebbero aiutare a trovare le risposte. Basta guardare alle discussioni sulle riforme che di recente hanno interessato la scuola e il mercato del lavoro. Alcune ipotesi sul perché di questa situazione.

Informazione, media, televisione visti da Cdl e Unione

Al tema dell’informazione il programma della Cdl non dedica neanche una riga. Probabilmente perché considera la legge Gasparri una soluzione definitiva al problema della crescita equilibrata dei settori dei media in Italia. Nel programma del centrosinistra si ritrovano molti argomenti condivisibili, ma permane una forte ambiguità sulla privatizzazione della Rai, la cessione di reti, la distinzione tra finanziamento via canone e via pubblicità. Una tema cruciale, invece, per evitare di imbalsamare la televisione italiana in un immutabile duopolio.

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