La frammentazione dell’industria italiana, un tempo considerata come un fattore positivo di flessibilità, costituisce un ostacolo strutturale alla crescita. L’aggregazione d’imprese complementari è dunque una “medicina” necessaria per il sistema produttivo.
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La Pa in sette anni ha quasi dimezzato l’ammontare dei debiti commerciali. Anche i tempi di pagamento si stanno riducendo, benché esistano ancora realtà poco virtuose. Aumenta quindi l’efficienza, ma il grosso del debito commerciale viene da lontano.
Tra gli obiettivi principali del G20 di Osaka c’è la sopravvivenza del sistema multilaterale degli scambi. Ma proprio la rinuncia degli Stati Uniti a svolgere un ruolo guida può essere la spinta per arrivare a una riforma del Wto su base plurilaterale.
Quale sarà il ruolo dell’Italia nel G20 di fine giugno in Giappone? In base all’esperienza, per ottenere risultati abbiamo bisogno di una buona immagine del nostro paese nel mondo e un presidente del Consiglio autorevole. E ci serve un alleato potente.
Martin Feldstein è stato un pioniere nell’uso dei dati per analizzare questioni di politica economica. Ma va ricordato anche per la rifondazione del National Bureau of Economic Research, che è diventato un modello per altri importanti istituti di ricerca.
L’istruzione è la voce più rilevante nel processo di federalismo differenziato. Toglierla dalla trattativa ridimensionerebbe il nodo delle risorse finanziarie e consentirebbe di discutere delle opportunità offerte dalla devoluzione di altre materie.
Tutte le analisi economiche sostengono che un rialzo dello spread ha effetti estremamente negativi sulla crescita economica e sulla stabilità finanziaria di un paese. Eppure, gli italiani non sembrano preoccupati dal suo netto aumento nell’ultimo anno.
Per facilitare il definitivo superamento del problema dei crediti deteriorati servono operatori specializzati, che si impegnino in una gestione attiva, senza limitarsi alle sole procedure di recupero. Alcune esperienze europee possono essere d’esempio.
Il sistema della doppia preferenza di genere è in vigore dal 2013 con l’obiettivo di aumentare la rappresentanza delle donne in politica. Ha avuto effetti promettenti, ma la usano in pochi. Perché solo la metà dei votanti sa di avere questa possibilità.
I dati Agcom mostrano che i partiti al governo godono di maggiori tempi di parola nei Tg e trasmissioni delle principali reti televisive. La par condicio promuove parità tra le forze politiche, ma il suo compito è sempre più difficile in un mondo dove la politica si fa sui social network.