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Contro la rassegnazione del Sud

Non ci sono ricette miracolose per risolvere i problemi del Meridione. È possibile però evitare di ripetere gli errori del passato. Il piano presentato dal governo demanda le scelte operative concrete ai quindici patti per il Sud. Rischia così di ricreare una frammentazione di interventi già vista.

L’informazione attendibile? Per gli italiani è in rete

Più della metà degli italiani sono convinti che la rete sia una fonte di informazione credibile. E non sono pochi quelli che la ritengono molto più attendibile dei giornali. Eppure, nei momenti di crisi sono i media tradizionali a generare un circolo virtuoso della fiducia verso le istituzioni.

Aiuti di stato, una scomoda sentinella

La Commissione europea si è opposta a una soluzione attraverso il Fondo interbancario di tutela dei depositi per le ormai famose quattro banche locali italiane in base alla disciplina degli aiuti di stato. Ed è stata una scelta corretta. Le tentazioni di una politica industriale “interventista”.

I paesi penalizzati dal greggio a prezzi di saldo

Dal 2014 il prezzo del petrolio è in continuo calo. I paesi consumatori possono ricavarne qualche vantaggio, ma per i produttori le conseguenze iniziano a farsi sentire. E se alcuni hanno riserve di valuta per affrontare i deficit, più preoccupante è la situazione del Venezuela. O della Russia.

La raffica di decreti che corregge ma non riforma la Pa

Licenziamento dei fannulloni in 48 ore, trasparenza amministrativa, cambio delle regole della conferenza dei servizi, taglio delle società partecipate e dei Cda, accorpamento della Forestale nei Carabinieri: i nuovi decreti sulla Pa più che una vera riforma sono correttivi necessari. 

L’irrequieta Arabia Saudita

L’Arabia Saudita si sente economicamente debole e politicamente isolata. Ma la crisi potrebbe essere foriera di un vero cambiamento. Le prime avvisaglie sarebbero nei tagli a spesa pubblica e sussidi alla benzina e in alcune parziali privatizzazioni. Buone notizie per il futuro della regione?

Come è cambiato il mercato del lavoro dopo il Jobs act

Col Jobs act i contratti a tempo indeterminato sono cresciuti in modo netto, senza però un analogo aumento dei posti di lavoro. Questo dovrebbe comportare benefici su produttività e crescita. L’incognita è il comportamento dei datori di lavoro alla scadenza dei tre anni di decontribuzione.

Comuni più liberi di spendere

La legge di stabilità prevede un allentamento dei vincoli sui bilanci dei comuni. Significativi il superamento del patto di stabilità interno e il rinvio delle norme sul pareggio di bilancio. Ulteriori risorse per l’edilizia scolastica. Ma l’intervento è transitorio e sul futuro resta l’incertezza.

Industria, pochi su mille ce la fanno

A novembre c’è stata una battuta d’arresto della lenta ripresa italiana. I dati sulla produzione industriale rivelano però che alcuni settori sono in netto rilancio. E altri, durante la crisi, si sono rafforzati. La stagnazione nella produzione dei beni di consumo e il boom delle importazioni.

Il lato negativo del crollo del petrolio

Il prezzo del petrolio ha toccato i livelli più bassi degli ultimi dodici anni. Molte le cause, a partire da investimenti concentrati soprattutto nei processi a monte. Il ritorno all’equilibrio tra domanda e offerta è previsto per il 2017. Cambiamenti permanenti possono provocare nuovi squilibri.

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