Lavoce.info

Categoria: Argomenti Pagina 746 di 1126

UN TICKET CHE PORTA ALLA SANITÀ PRIVATA

Il ticket di 10 euro previsto dalla manovra altera i prezzi relativi fra strutture sanitarie pubbliche e strutture private: per un gran numero di accertamenti a basso costo il ricorso al servizio pubblico si rivela più costoso. Difficile dunque raggiungere l’obiettivo di aumento delle entrate, sul quale punta la manovra. Intanto, però, si consegna al privato una parte della specialistica ambulatoriale sulla quale si concentrano molte delle aspettative dei produttori del settore e dei gestori di fondi integrativi. 

MA TRIESTE NON È BOLZANO

L’attuazione del federalismo fiscale comporta nuovi accordi bilaterali tra le Regioni a statuto speciale e lo Stato in materia finanziaria. Si tratta di uno strumento corretto perché le Rss sono tra di loro molto diverse per ricchezza e sviluppo, ma anche nel grado di autonomia fiscale originariamente concesso. Ad esempio, l’atteggiamento conservatore della Regione Friuli Venezia Giulia nei confronti della riforma sembra motivato più che dal timore di una valutazione, da quello di vedersi trascinare in un sistema complessivamente meno efficace ed efficiente.

NEL PARLAMENTO ITALIANO I PIÙ PAGATI D’EUROPA

.

I NUOVI NUMERI DELLA MANOVRA

La manovra è stata potenziata sul piano numerico, non su quello dell’efficacia. A regime gli aumenti delle tasse contano per il 60 per cento dell’aggiustamento e sono regressivi. Questo potrebbe accentuare gli effetti recessivi della manovra riducendone l’impatto sui conti pubblici. Legittimo interrogarsi sulla fattibilità politica di questi inasprimenti fiscali che andranno a colpire soprattutto i ceti più deboli mentre i parlamentari si sono concessi un nuovo sconto nei tagli ai loro compensi. Le stesse coperture dei tagli a Regioni ed Enti Locali sono discutibili. Continuano a non esserci misure per lo sviluppo.

L’EGOISMO DEI POLITICI

I politici italiani sono riusciti ancora una volta a evitare una riduzione di stipendio, pur nel momento in cui approvavano una manovra con pesanti effetti sui cittadini. Non è che l’ultimo esempio della scarsa qualità della nostra classe politica. In un paese a democrazia matura, gli stessi elettori dovrebbero automaticamente punire i comportamenti devianti, costringendo così i partiti a selezionare con maggiore attenzione i candidati. In Italia è soprattutto la legge elettorale che lo impedisce.

PENSIONI E CRESCITA

Il governo pensa di congelare l’indicizzazione delle pensioni al di sopra di un certo importo. Sarebbe più equo indicizzare quelle pensioni alla crescita economica, così come avviene in Svezia. Un intervento che permetterebbe di ottenere risparmi sostanziali sulla spesa pensionistica. Ma ancor più importante determinerebbe una compartecipazione dei pensionati alle perdite o ai guadagni dell’economia. Perché sin quando le pensioni saranno una variabile indipendente, la crescente popolazione dei pensionati non avrà alcun interesse a sostenere politiche per la crescita.

CHI PAGA IL TAGLIO DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI

La nuova versione della manovra correttiva dei conti pubblici prevede che numerosi regimi di esclusione, esenzione e favore fiscale siano automaticamente ridotti del 5 per cento nel 2013 e del 20 per cento complessivo nel 2014 se il governo non riuscirà a recuperare almeno 4 miliardi nel 2013 e 20 miliardi nel 2014 dal riordino della spesa sociale e dalla riforma del fisco. Le simulazioni mostrano che l’impatto complessivo sarebbe chiaramente regressivo sia per quanto riguarda l’Irpef sia per l’Iva. Pesano in particolare le minori detrazioni dell’imposta sul reddito.

IL BUON ESEMPIO DELLA CONCILIAZIONE *

L’Italia è ferma all’ottantesimo posto nella classifica Doing Business, punto di riferimento degli investitori internazionali. Colpa soprattutto dei tempi lunghissimi nel recupero dei crediti per via giudiziale. Per migliorare la competitività del sistema paese e guadagnare posizioni occorrono riforme dagli effetti immediati. Come la conciliazione, che punta a ridurre drasticamente i tempi della giustizia civile, a costo zero per lo Stato. I risultati nei primi tre mesi di mediazione obbligatoria sono molto incoraggianti.

L’ORDINE NON SI TOCCA

Il testo originale della manovra finanziaria prevedeva alcuni interventi di liberalizzazione delle professioni. Ma ventidue senatori-avvocati della maggioranza hanno minacciato di non votare l’intero provvedimento se quelle norme non fossero state cancellate. E sono stati subito accontentati. Insomma, anche in un momento drammatico sembrano aver prevalso gli interessi di lobby. Eppure, questa era l’occasione giusta per avviare una riforma che, insieme ad altre, potrebbe incoraggiare la crescita economica dell’Italia.


LA RISPOSTA AI COMMENTI

Ringraziamo per i numerosi e stimolanti commenti. Si tratta di un tema ovviamente sentito e rilevante per il paese. Rispondiamo accorpando alcuni punti che ricorrono in vari commenti.

Perché dovrebbero pagare i pensionati per la crescita? E i diritti acquisiti?

Occorre rendersi conto che i lavoratori dipendenti pubblici hanno già le carriere bloccate dal blocco degli scatti di anzianità, i dipendenti privati (i cui salari sono al palo da anni) hanno rischiato e rischiano il licenziamento o la CIG, i giovani precari vedono sempre più ridotte le possibilità di trovare lavoro. La spesa pensionistica conta per più di un terzo della spesa corrente. In questo quadro generale non si può non chiedere anche ai pensionati di fare la loro parte. Allora sembra più corretto – sia per equità sia per rendere tutti i cittadini partecipi del problema della crescita (seguendo quindi un criterio economico) – legare la crescita delle pensioni nel tempo (attenzione: non il livello della prima prestazione!) allÂ’andamento dellÂ’economia. Viceversa interventi ad hoc sullÂ’indicizzazione prestano il fianco a manipolazioni che dipendono dai problemi di cassa e di chi vorrà avvantaggiare il governo di turno.
Il sistema svedese di indicizzazione è un sistema che introduce un meccanismo “automatico” proprio nello spirito della riforma Dini, che una volta introdotto non si può più ritoccare nel suo meccanismo di fondo.
Quindi chi pensa che la nostra proposta è lesiva dei diritti acquisiti, dovrebbe considerare che tutte le volte che ci sarà nel futuro un aggiustamento al meccanismo di indicizzazione si toccheranno i diritti di qualcuno a vantaggio di altri. Noi vogliamo ridurre questo arbitrio dei politici di turno.

Non si toccano mai quelli che evadono. In questo modo si favorisce lÂ’evasione.

E’ chiaro che l’evasione è un tema a monte (e di questo ci siamo più volte occupati nel sito lavoce), ma, come diciamo sopra, anche modifiche ad hoc dell’indicizzazione possono ridurre l’incentivo a contribuire. Il vantaggio della nostra proposta è che se tutti si paga qualcosa nei periodi negativi, tutti si beneficia nei periodi di crescita.

Retributivo. Preservare chi ha veramente pagato per 30-40 anni. Le baby-pensioni.

Siamo pienamente d’accordo sull’idea che occorre mantenere il più possibile l’equità attuariale, ma proprio per questo un meccanismo “automatico” definisce ex ante le regole del gioco.  Proteggere le pensioni più basse garantisce che questi pensionati non cadano sotto la soglia di povertà.
Il fatto che le pensioni in essere sono per lo più retributive rafforza la nostra argomentazione perché le pensioni retributive hanno in larga parte beneficiato di tassi di rendimento interno molto elevati – certamente più elevati di quelli che godranno i pensionati di domani.
Proprio su questo sito abbiamo più volte argomentato di accelerare la riforma Dini o introdurre o correttivi attuariali proprio per ridurre alcune iniquità del sistema precedente che ha permesso a molti baby- pensionati di uscire da lavoro con una pensione piena.

Gli svedesi

In realtà nel caso della riforma pensionistica sono gli svedesi che hanno “copiato” la riforma italiana del 1995. Però in Svezia è stata applicata in tempi molto rapidi e introducendo da subito le regole automatiche di aggiustamento (quella dell’indicizzazione, ma anche le revisioni dovute all’aumento della speranza di vita)

Scala Mobile

Non capiamo francamente cosa la nostra proposta abbia a che vedere con la scala mobile

Pagina 746 di 1126

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén