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SI VOLTA PAGINA NEL RAPPORTO SINDACATI-IMPRESE

L’accordo firmato martedì dalle tre confederazioni sindacali maggiori con Confindustria è di grande importanza. Può forse concludere la lunghissima fase del cosiddetto diritto sindacale transitorio, aperta nel 1944. Sicuramente mette fine a un decennio di relazioni sindacali rissose e poco concludenti. Le divergenze tra la Cgil e le altre due confederazione non sono superate, ma l’accordo detta le regole di democrazia sindacale che consentiranno di dirimere i contrasti.

PROFILO DI NUOVO GOVERNATORE

La scelta del prossimo Governatore della Banca d’Italia ruota intorno a tre nomi. Ma non è tanto ai nomi dei candidati, peraltro tutti di grande esperienza e competenza, che si dovrebbe guardare, quanto ad almeno due peculiarità del sistema economico italiano: la necessità di salvaguardare l’indipendenza delle Autorità di vigilanza e gli intrecci fra società quotate e Stato, che trovano un punto di sutura nel settore bancario e nei loro proprietari. Vanno a favore di una designazione interna alla nostra banca centrale. Senza rischi di autoreferenzialità.

QUANDO A MILANO C’ERANO I FURBETTI DELLA MONNEZZA

Negli anni Novanta il capoluogo lombardo rischiò il collasso-spazzatura. Ma con uno spregiudicato artificio burocratico i rifiuti “urbani” si trasformarono in rifiuti “speciali” e furono smaltiti fuori dalla Lombardia, in impianti localizzati in varie regioni italiane. I trucchi che si possono fare con l’immondizia sono degni di Totò e Peppino e possono diventare ottimi affari. Forse anche i californiani li conoscono bene.

LE IMPRESE ITALIANE DOPO LA RECESSIONE

Produzione e fatturato tornano a dare messaggi contrastanti sul ciclo industriale italiano. La congiuntura appare lenta e quasi ferma per il primo indicatore; più robusta e non così distante dall’Europa per il secondo. La riapertura di un divario tra le due statistiche riflette probabilmente i mutamenti di composizione nell’output industriale indotti dai processi selettivi della grave recessione.

DUE PERCORSI PER GLI IMMIGRATI

Le migrazioni sono una grande opportunità di crescita economica. Per regolare i flussi in modo da produrre il massimo beneficio economico, tuttavia, bisogna tener conto che esistono due gruppi diversi di immigrati, ad alto e basso livello di istruzione. Entrambi importanti, vanno regolati separatamente. Ai primi dovrebbe essere garantito il permesso di soggiorno, senza alcun obbligo aggiuntivo. Mentre per i secondi si dovrebbe avviare un programma di immigrazione temporanea, sponsorizzato dai datori di lavoro. Il ruolo delle università.

LE MANI SULLA CITTÀ: L’INDEGNA STORIA DEL LIDO DI VENEZIA

Per finanziare la costruzione a Venezia di un nuovo Palazzo del Cinema da cento milioni (iniziali) è stata concepita una complessa operazione immobiliare con la dismissione di un vecchio ospedale, anomalie e procedure poco trasparenti, nomina di un commissario governativo e aste vinte dalle aziende che già costruiscono le dighe del Mose. Alla fine, in un crescendo dei costi e cambi di progetto, verrà cementificata l’intera isola del Lido. Senza che sia costruito alcun Palazzo del Cinema. Una storia esemplare di sprechi, ma con un probabile utile record per il fondo privato che ha realizzato l’operazione.

PRODUZIONE INDUSTRIALE NELL’EUROZONA

 

EXPO 2015: UN ACCORDO CHE VA FUORI CAMPO

L’accordo di programma che dovrebbe definire gli impegni di enti pubblici e soggetti privati per lo svolgimento di Expo, prevede invece anche gli impegni sulla riqualificazione urbanistica e il riutilizzo delle aree interessate. Espropria cioè i comuni di Milano e Rho della loro funzione di pianificazione urbanistica. È dunque necessario stralciare dall’accordo le competenze illegittimamente introdotte ed escludere dalle decisioni sull’assetto del territorio quella parte privata che ha solo la funzione strumentale di assicurare la disponibilità dei terreni.

UN PEZZO DI RIFORMA FISCALE PER INCENTIVARE IL LAVORO

La riforma fiscale prossima ventura deve riuscire a rilanciare la crescita senza ridurre le entrate dello Stato. Ecco una piccola riforma che ha queste caratteristiche. Si tratta di abolire la detrazione fiscale per coniuge e altri familiari a carico, figli esclusi, con la contestuale introduzione di un credito di imposta per le retribuzioni più basse. L’obiettivo è sostenere il reddito delle famiglie incentivando la partecipazione al mercato del lavoro, delle donne in particolare. Ridurrebbe la povertà soprattutto fra le madri sole.

LA DISUGUAGLIANZA DOPO LA CRISI

Il Governatore della Banca d’Italia si preoccupa per la riduzione della propensione al risparmio nelle classi di reddito più basse. E il rapporto Istat 2010 mette in evidenza l’impatto della crisi sulla disuguaglianza. Nell’Europa dei 15 gli indicatori di disuguaglianza dei redditi sono diminuiti tra il 1995 e il 2000, ma sono aumentati negli ultimi anni. Sulla distribuzione della ricchezza tra paesi, invece, mancano dati significativi dalle economie emergenti e il confronto non ha comunque molto senso se non si specificano gli aspetti distributivi o settoriali.

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