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C’E’ UN NUOVO SCERIFFO IN CITTA’ *

Un taglio dei tassi di interesse inusuale per dimensioni e tempi quello appena deciso dalla Federal Reserve. Ma non è una risposta ai forti ribassi delle borse. Non di questo si occupa la banca centrale americana. Che invece ha visto aggravarsi i segnali di una possibile recessione. E ha agito di conseguenza. Mandando un messaggio chiaro: d’ora in avanti di fronte a mutamenti dell’economia che minacciano gli obiettivi di stabilità di medio periodo, Bernanke e i suoi interverranno e lo faranno senza indugi.

LE RAGIONI DI UNA MOSSA A SORPRESA

L’intervento di ieri del Fomc è un caso emblematico di politica monetaria ben giustificata dai risultati della ricerca empirica. Nel breve periodo una limitazione delle fluttuazioni del mercato azionario americano riduce la probabilità di entrare in una fase di alta volatilità, con fenomeni di panico irrazionale. Nel lungo periodo la diminuzione del premio al rischio può compensare una riduzione attesa della crescita dei dividendi futuri generata dal potenziale rallentamento dell’economia e stabilizzare così il mercato.Bernanke lo aveva già spiegato nel 2003.

INDAGINI CON OBBLIGO DI RISPOSTA

Norme che assicurino una protezione formale dei dati personali non sono necessarie nelle indagini statistiche, a patto che si garantisca il diritto alla non-risposta o alla risposta mendace. Lo sono invece nel caso dei dati amministrativi. Ma la legislazione Italiana ignora completamente la distinzione tra i due tipi di dati. Impone perciò obblighi di risposta senza precedenti in altri paesi. E un livello eccessivo di protezione, che comporta maggiore burocrazia, aggravio di costi, minore ricerca scientifica e minore conoscenza.

MA IL SORPASSO C’E’

Non ha molto senso angosciarsi per il sorpasso spagnolo quando il vero problema è la tendenza di lungo periodo. E questa mostra chiaramente che il reddito italiano pro capite a parità di potere d’acquisto è costantemente calato nell’ultimo decennio. Sicuramente le cause saranno svariate e complesse, ma investire di più e meglio nell’istruzione potrebbe davvero fare la differenza nel prossimo futuro. Anche perché la Grecia partendo dallo stesso livello dell’Italia, ha adesso una popolazione con circa il 30 per cento in più di anni di scolarizzazione.

OLTRE IL CASO MASTELLA *

L’eccessiva durata dei processi enfatizza il ruolo delle indagini preliminari. Le informazioni raccolte e divulgate in questa fase tendono fisiologicamente a rappresentare le posizioni di una sola delle parti processuali: l’accusa. Così, la loro divulgazione danneggia il politico in uno degli aspetti che più gli sta a cuore: la popolarità. L’ironia del caso Mastella sta nel fatto che il ministro ne è stato colpito proprio quando si accingeva ad annunziare provvedimenti che, accorciando i tempi del processo, avrebbero dovuto avviare a soluzione il problema.

SOCIETA’ PRIVATIZZATE: UN CASTELLO INESPUGNABILE

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale in dicembre, a più di un mese di distanza dall’approvazione da parte del Consiglio dei ministri, il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sull’Opa. La legge italiana non avrà una rilevanza significativa sulle questioni più controverse, ossia le misure difensive e l’Opa obbligatoria. La riforma, al contrario, ha un enorme impatto sulle società privatizzate e su quelle controllate dallo Stato nelle quali, in pratica, il controllo pubblico viene blindato.

LA RECESSIONE USA E LA MISERIA DELLA MACROECONOMIA

Le borse cadono per timori legati alla crisi dei mutui Usa. E la bolla immobiliare è da attribuirsi alla politica creditizia praticata, tra il 2001 e il 2004, dalla Fed ed in parte dalla Bce, sulla base di un timore deflattivo ingiustificato.Perché ora dovrebbe essere socialmente utile un’espansione monetaria e fiscale? I mercati interpretano le mosse delle banche centrali come se contenessero informazione privilegiata. Provocando così effetti reali e realmente dannosi. Tagli ai tassi spettacolari e drammatici come quello odierno non servono.

PRIMA DI TUTTO, UN AMICO *

Il Governatore della Banca d’Italia ha ricordato Riccardo Faini in un convegno organizzato nello scorso settembre all’università di Brescia. Prima di tratteggiare la figura dell’economista nell’intervento ufficiale , il Governatore ha voluto ripercorrere le tappe di una lunga e profonda amicizia, cementata da tre grandi passioni: l’economia, la politica e il calcio. Per delineare il ritratto umano, i caratteri della personalità di Riccardo, la sua intelligenza, il suo ottimismo, la sua fiducia negli altri, la sua ironia.

STATISTICI O INQUISITORI?*

La raccolta di informazioni statistiche attendibili presso i cittadini e le imprese è uno dei principali compiti della statistica ufficiale e pone un delicato problema, che riguarda allo stesso modo la qualità dei dati e la correttezza dei rapporti fra stato e società civile. Nel dibattito scientifico, nessuno raccomanderebbe metodi autoritari nella raccolta di informazioni statistiche. Piuttosto, la migliore letteratura raccomanda di stabilire un rapporto di fiducia con le persone intervistate, basato preferibilmente sulla condivisione dello scopo delle indagini statistiche, della loro utilità sociale. In effetti, in tutti i paesi democratici, lo stato raccoglie informazioni a fini statistici senza fare ricorso a metodi coercitivi. A parte considerazioni di tipo etico, la ragione ‘tecnica’ è chiara: le informazioni estorte ai cittadini sotto minaccia di sanzione sono quasi sempre meno affidabili (basti pensare allo scarsa qualità dei dati del vecchio Gomkomstat, l’ufficio statistico dell’URSS).
In Italia, fino alla fine del 2007, è esistito a questo riguardo un paradosso giuridico: era infatti in vigore una legge che obbligava i cittadini a rispondere comunque all’Istat, a pena di sanzioni pecuniarie. L’Istat è stato quindi sinora costretto a seguire, da un lato, le migliori pratiche professionali (che sconsigliano la minaccia di multe) e, dall’altro, ad informare gli intervistati dell’esistenza di un obbligo di risposta e delle relative sanzioni, che scattavano qualunque fosse il motivo della mancata risposta. Alle perplessità tecniche si aggiungevano i dubbi etici. E giusto multare una famiglia colpita da un lutto recente perché non se la sente di rispondere all’indagine dell’Istat?
La Finanziaria 2008 stabilisce saggiamente che, a partire da quest’anno, le eventuali sanzioni verranno applicate tenendo conto dei motivi della mancata risposta. La nuova normativa, quindi, riconosce l’erroneità della precedente per quanto riguarda i criteri di raccolta efficiente delle informazioni statistiche. Questo rende eticamente improponibile l’applicazione delle vecchie sanzioni. Sembra infatti profondamente incoerente applicare ai cittadini le sanzioni previste da una normativa superata proprio perché si era rivelata scientificamente insostenibile ed inopportuna.
Con il cosiddetto decreto ‘Milleproroghe’, pertanto, il Governo ha disciplinato la transizione fra la vecchia e la nuova normativa, in modo da evitare disparità di trattamento fra cittadini e imprese. In sostanza l’Istat viene esentato dal multare le mancate risposte alle vecchie indagini, evitando così una montagna di costosissimi accertamenti, che rischiano oltretutto di generare un contenzioso amministrativo complicatissimo. E’ strano il fatto che alcuni parlamentari chiedano di cancellare la disciplina della fase di transizione, a rischio di ingolfare inutilmente la macchina della giustizia amministrativa e civile. Tutto questo nel nome del vecchio obbligo di risposta assolutamente inderogabile che, se applicato pedissequamente, avrebbe molto probabilmente peggiorato la qualità delle statistiche ufficiali e, quel che è peggio, trasformato l’Istat nel Grande Fratello (o, se si preferisce, nella Santa Inquisizione).

(*) L’articolo riflette esclusivamente opinioni personali e non coinvolge la responsabilità dell’Istat

MEDICI SENZA RESPONSABILITA’

Anche in Italia sembra crescere la malpractice medica e per questo è stata istituita una commissione di inchiesta. Tuttavia, gli errori medici non sono necessariamente indice di una sanità in crisi, quanto il risultato dell’ evoluzione della relazione medico-paziente. A far crescere i costi sociali, compresi quelli assicurativi e da medicina difensiva, è la dissociazione errori-responsabilità. Primo compito della commissione è allora chiarire i termini dei problemi, troppo spesso fraintesi dalle parti in causa, partendo da una ricognizione empirica nazionale del fenomeno.

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