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Quattro tappe per riformare il mercato del lavoro in Francia*

Rendere più sicuri i percorsi professionali e più efficace il sistema di indennità di disoccupazione cambiandone il finanziamento. Oltre a razionalizzare le procedure di licenziamento. Si tratta di riforme possibili per il mercato del lavoro francese. A patto di realizzarle contemporaneamente per ottenere l’assenso delle parti sociali. Una volta in atto, permetterebbero di ridurrebbe il numero dei senza lavoro, aprirebbero prospettive più stimolanti per i giovani. Soprattutto, garantirebbero una maggiore crescita economica.

La crisi nata dai Subprime

Pubblichiamo una raccolta di interventi pubblicati in seguito alla crisi dei mercati finanziari innsescata dai subprime. Interventi di Luigi Spaventa, Francesco Vella, Tommaso Monacelli, Tito Boeri e Luigi Guiso, Stephen Cecchetti, Marco Onado.

L’Italia, un paese di boschi. Statali

Molto fuoco nell’estate italiana, ma niente di catastrofico in confronto a quanto è avvenuto in altri paesi. Cambiamenti climatici, abbandono progressivo delle aree agricole marginali nei territori montani e costieri e perdita di interesse economico da parte dei proprietari alla gestione dei boschi sono le cause principali. Ma c’è stata anche un’espansione abnorme del ruolo dello Stato nella gestione delle risorse forestali. E il fenomeno degli incendi rischia di essere strumentalizzato per costruire un apparato pubblico ancor più ampio e costoso.

Ici, Chiesa e privilegi

L’esenzione Ici, come attualmente configurata, non appare legittima alla luce del divieto di aiuti di Stato. L’esperienza comunitaria è infatti rigorosa nel ritenere sufficiente il mero rafforzamento della posizione dell’impresa beneficiata rispetto all’inserimento sul mercato nazionale dei concorrenti comunitari. Ma è un problema destinato a impallidire rispetto alla questione delle agevolazioni Onlus. Un regime che detassa completamente il reddito d’impresa realizzato da soggetti che operano in settori di rilievo sociale.

Dalla parte del popolo dei subprime

La maggior parte delle analisi sulla recente crisi finanziaria si è concentrata sui rischi di instabilità dei mercati e sulla pericolosità del “credito facile”. Pochi si sono soffermati sul destino di chi quel credito l’ha utilizzato e ne sta pagando le amare conseguenze. Eppure i subprime rappresentano il sintomo dell’affacciarsi sul mercato del credito di sempre più estese fasce di popolazione che non hanno i normali requisiti di “bancabilità”, ma non per questo possono rimanere escluse dai circuiti finanziari.

Il rischio di credito: uscito dalla porta, rientrato per la finestra

Come e perché la favilla relativamente piccola di un’impennata di insolvenze sui prestiti subprime ha potuto innescare la grande fiammata di una crisi finanziaria dalle possibili conseguenze sistemiche? Il sistema bancario, diversamente da quanto ci si attendeva, è stato un portatore del contagio, mostrando sintomi di fragilità che meritano attenzione. Se ne accorgono ora banche centrali e autorità di vigilanza. Che cercano di appurare quale sia, dietro le quinte dei bilanci e per il tramite di terzi, l’esposizione effettiva delle banche.

Una crisi estensiva, ma benigna

Sembrano eccessive le reazioni alla crisi dei mercati finanziari. La crescita dei cosiddetti mutui subprime è un fenomeno fisiologico in mercati finanziari ad alta capacità di diversificazione del rischio. Stati Uniti ed Europa potranno anche registrare un raffreddamento dei tassi di crescita di consumi e produzione nel prossimo futuro, ma la dimensione del fenomeno sarà probabilmente contenuta grazie ai benefici del risk-sharing internazionale. Diversa e più importante è la questione delle ricadute sull’economia reale. Ma se dovessero esserci, la Fed saprà senz’altro anticiparle con un taglio dei tassi di interesse.

Chi paga la pensione degli australiani

Nel sistema pensionistico australiano la presenza privata è molto estesa. La pensione di anzianità è pagata dal governo federale indipendentemente dalla durata della vita lavorativa, ma solo se al di sotto di certi parametri massimi di reddito e di patrimonio. La “superannuation”, invece, è un conto individuale i cui contributi sono obbligatori per il datore di lavoro e volontari per il dipendente, e gestiti da fondi pensioni di vario tipo. Ha avuto una grande importanza nello sviluppo del mercato finanziario del paese, in particolare di quello azionario.

Editoria scientifica, un pozzo di (extra) profitti

Secondo un rapporto della Commissione europea il prezzo medio delle pubblicazioni degli editori scientifici commerciali è cresciuto tra il 1975 e il 1995 a un tasso superiore di oltre 300 punti percentuali rispetto al tasso di inflazione. E tra il 2001 e il 2005 la crescita è stata superiore all’inflazione del 26 per cento negli Stati Uniti e del 29 per cento in Europa. Proprio mentre l’innovazione tecnologica permetteva di scaricare una parte crescente dei costi sugli stessi autori. Nel breve periodo, l’unica soluzione è un maggiore coordinamento tra gli acquirenti.

Tre miti sulla ricerca in America

Quello che colpisce di più del dibattito pubblico sulla ricerca e sull’università in Italia, e in Europa, è il continuo confronto con un modello americano di ricerca che non esiste. Vi sono tre miti, relativi alla ricerca negli Stati Uniti, che finiscono per ostacolare lo sviluppo di un sano dibattito sulla costruzione di un modello italiano (o europeo) di ricerca. Sfatarli può essere di grande aiuto. Vediamoli uno per uno

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