Una proposta per correggere le pensioni retributive, legandole a soglie qualificanti di età anagrafica e anzianità . Si accelera così la fase di transizione, lasciando però flessibilità nel pensionamento dopo i cinquantasette anni. Incentiva il prolungamento volontario delle carriere e si presta a essere estesa al settore pubblico. Ma l’accordo sulle soluzioni tecniche si troverebbe più facilmente se la riforma previdenziale fosse inserita nella prospettiva più ampia di un rinnovamento della rete di sicurezza sociale.
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Offrire più informazioni sui costi e sulle caratteristiche del sistema pensionistico, in modo neutrale, aumenta significativamente la disponibilità ad accettare riforme. Lo dimostra un “esperimento controllato”. E allora invece di sedersi in riunioni semi-segrete con chi rappresenta i pensionati, il governo dovrebbe impegnarsi in una massiccia campagna per informare tutti i cittadini dei dettagli dell’ordinamento attuale, delle iniquità perpetrate a danno delle generazioni future, degli oneri sui contribuenti di oggi e di domani, e dei possibili rimedi. In seconda pagina le principali soluzioni proposte dai cittadini ed emerse dall’indagine condotta dalla CE&Co.
In vista del Festival dell’Economia (Trento, 30 maggio-3 giugno 2007) invitiamo i lettori a partecipare al I° concorso fotografico opensource de lavoce.info.
Il tema del concorso è “Generazioni sovrapposte”, un’occasione per mostrare conflitti, problemi e successi di giovani e di anziani a confronto, nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana.
Spedite le vostre foto in formato digitale all’indirizzo redazione@lavoce.info con oggetto: FOTO I° CONCORSO.
Le immagini devono pervenire in formato digitale entro e non oltre il 21 Maggio.
Le fotografie, titolate, devono essere accompagnate dal nome dell’autore e città di residenza; è possibile aggiungere una didascalia di massimo 100 battute, spazi inclusi. Dimensione e formato digitale completamente liberi. Le 20 migliori immagini, selezionate dalla redazione, verranno stampate ed esposte presso lo stand de lavoce.info a Trento nei giorni del Festival con l’indicazione dell’autore.
Grazie al voto del pubblico di Trento e dei lettori, verrà eletta la foto vincitrice. Verranno inoltre inserite nel sito www.lavoce.info. Inviando le fotografie, il lettore accetta implicitamente le condizioni sopra esposte.
5) “Padre e figlio” di Ida d’Alessandro 6) “Anziano vs gioventù” di Alessandro Chetta 7) “Dopo il mercato” di Filippo Ceredi 
1) “Scontro tra generazioni”, di Emilio Mola
Il sangue accanto alle mimose è quello di un’anziana donna travolta da un uomo in auto che accompagnava in ospedale la moglie incinta in preda alle doglie. 
2) “La pace sull’asfalto”, di Ramazzotti Marco
In un mondo dove la sofferenza e il dolore sono stesi sull’asfalto di grandi metropoli, esiste uno spazio per la pace che crese sull’odio come le margherite crescono sull’asfalto.
3) “La curiosità di una bimba”, di Giuseppe Galbiati
4) “Microcredito, strumento di Pace”, di Stefano Santucci
Un omaggio a YUNUS Muhammad, Premio Nobel per la Pace, 2006. Mi auguro che anche le nuove generazioni, alle quali appartengo, ci portino persone cotanto illuminate.
Vietnam, Nui Coc, 2003
Il vecchio mago che fa e disfà ticket di viaggio contro gli utenti
– i “giovani” – al di là del vetro

8) “Generazioni sovrapposte” di Giuseppe Larghi
Alberobello 2005
9) “Giorgia e Rita” di Giuseppe Larghi
ottobre 2006
10) “Serenità ” di Giuseppe Larghi
dicembre 2006
11) “Parlando ascoltando” di Stefano De Francisci
12) “
13) “Tempo” di Andrea Mattei
14) “Il tempo che passa” di Pietro Dallari
Il contadino a piedi con in mano ciò che in Emilia chiamano “forca”. A fianco un John Deere, trattore di ultima generazione, serie 8000.

15) “Overlapping Generations” di Giovanni Mastrobuoni

16) “Finite Time Horizon” di Giovanni Mastrobuoni

17) “Spaccapietre” di Lorenzo Maria dell’Uva
In Nepal moltissime famiglie vivono come spaccapietre. Il pesantissimo lavoro si tramanda purtroppo di generazione in generazione.

18) “Gaudì guarda Guess” di Alberto Cavaliere
Barcellona: Casa Batllò si sovrappone allo stilista contemporaneo; un’inattesa armonia, ma lo sguardo fugge altrove.

19) “Sguardo” di Andrea Mattei

20) “Home, sweet home” di Stuozzo

21) “Contrasti” di Mario Lavezzi
New York, gennaio 2006, non lontano dalla Columbia University

22) “Tre generazioni, un solo gesto” di Roberta Ferrari

23) “Confronti in controluce” di Valentina Clavenzani
Giovane e agile gabbiano si riposa su di una vecchia e grande aquila di pietra: simili, ma diversi

24) “Lavatrice indiana” di Valentina Clavenzani
Nell’ipertecnologico 2000, Bombay è piena di lavatrici umane

25) “Nonno & Nipote” di Andrea Dondi
“Il futuro appartinene a coloro che trasmettono alle prossime generazioni motivi per sperare” Teilherard de Chardin

26) “Generazioni a confornto” di Jesper Storgaard Jensen

27) “I pittori e la modella” di Stefano De Francisci

28) “Lavori di strada” di Stefano De Francisci

29) “Generazioni sovrapposte” di Alessio Gherardini

30) “Letture sovrapposte” di Michela Biagini
Ognuno di noi si presta a più “letture”: bambino, ragazzo, adulto

31) “Farsi una casa, solo per gioco” di Michela Biagini
Giovani adulti costretti ad essere un po’ bambini: vivere ancora in famiglia, sognando una casa

32) “Confini immaginari” di Stuozzo

33) “Stagioni” di Fiorella Sanna

34) “Donne, sesso forte” di Daniela Crocco
Giovani e vecchie, entrambe e indifferentemente, portano carichi di CEMENTO agli uomini che lavorano

35) “Lavoro e riposo” di Daniela Crocco

36) “Nell’attesa” di Daniela Crocco
Programmazione e gestione dei flussi per ovviare alla scarsa corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro, semplificazione delle procedure per la concessione e il rinnovo dei permessi di soggiorno, riforma dei Cpt, diritto di voto alle elezioni amministrative: sono i tratti principali del disegno di legge delega sull’immigrazione. La riforma punta a creare le condizioni per la piena integrazione degli immigrati e delle loro famiglie. Ma riuscirà a limitare l’irregolarità ? Molto dipenderà dalla capacità di prosciugare l’economia sommersa.
Negli ultimi anni in Valle d’Aosta è mancato il contributo delle piccole e medie aziende del made in Italy, in particolare quelle legate all’abbigliamento sportivo e alla montagna, che avrebbero potuto giovarsi delle interazioni tra domanda sofisticata e capacità artigianale consolidata. Come è avvenuto dall’altro versante del Monte Bianco, dove il distretto dell’Haute Savoie conta ormai duecento imprese specializzate. Anche perché si è puntato sulle infrastrutture, sulla ricerca e sulle risorse umane.
Qualunque prospettiva infrastrutturale sui nuovi collegamenti transalpini non può prescindere da un insieme di misure complementari fra loro, per disincentivare il trasporto stradale e garantire una maggiore efficienza da parte degli operatori ferroviari. Misure che per il momento non ci sono. E dunque è alto il rischio di un sensibile sottoutilizzo della capacità esistente o programmata. L’avvio di un’opera tanto costosa come la Torino-Lione è una vera e propria “scommessa”, condotta dal sistema decisionale facendo appello a risorse pubbliche.
L’Europa è per lo più incapace di usare il suo peso economico e decisionale nella governance globale. Perché non parla con una “voce unica”. Ciò accade anche per la difficoltà dei paesi dell’Unione di definire un meccanismo di decisione interno che permetta di giungere a una posizione esterna comune. Ma la rappresentanza unica europea nelle istituzioni finanziarie internazionali e nei gruppi informali rimane condizione essenziale per una maggiore responsabilizzazione dei nuovi attori. E per lÂ’euro c’è la necessità di definire una politica da “valuta chiave”.
Le istituzioni europee sono nate in un contesto economico ormai superato. Bisogna allora sottoscrivere un nuovo Trattato di Roma? La soluzione non consiste nel rinunciare all’Unione Europea, bensì nell’adattarla al ventunesimo secolo. E ciò significa una nuova divisione di responsabilità tra l’Unione e gli Stati membri. La prima dovrebbe occuparsi della sicurezza alle frontiere d’Europa, della politica estera e della politica per la competitività . I paesi membri dovrebbero assumersi l’onere delle riforme economiche al proprio interno.
Quanto costa l’Europa? Il budget dell’Unione ammonta a poco più di 100 miliardi di euro. E’ in forte crescita per via dell’allargamento, ma in confronto all’economia europea é rimasto pressoché stabile negli ultimi anni, intorno all’1 % del PIL. Per fare un altro confronto: in molti paesi membri la spese pubblica nazionale viaggia al 50 % del PIL, ossia quasi 50 volte di più di quella Europea. Formuliamo tre proposte per migliorare il budget europeo.
Pur nella sua retorica vaghezza, la Dichiarazione di Berlino ha confermato che il “modello europeo” deve essere capace di coniugare “successo economico e responsabilità sociale” e che l’UE “si fonda sulla parità e sull’unione solidale”. La Cancelliera Merkel ha prospettato la ripresa del negoziato costituzionale attraverso una nuova conferenza intergovernativa da concludere entro le elezioni del 2009 e ha rilanciato (seppure informalmente) l’idea di elaborare un protocollo sociale volto a rassicurare le opinioni pubbliche nazionali sui temi dell’occupazione e del welfare. Quali proposte potrebbero essere incluse in un simile protocollo?