Alla vigilia dell’assemblea di Banca d’Italia è utile tracciare un bilancio di inizio mandato Draghi. Importante aver tolto i poteri discrezionali di Palazzo Koch. Erano in contrasto con il Tuf e impedivano al sistema bancario di crescere e diventare più efficiente. Bene anche la chiusura dell’Uic e le modifiche allo statuto. Restano aperte alcune questioni: rilancio del servizio studi, sistema di valutazione di impatto della regolamentazione, gestione del fondo pensione e delle filiali. Altri interventi, poi, spettano alla politica.
Categoria: Argomenti Pagina 964 di 1129
- Banche e finanza
- Concorrenza e mercati
- Conti Pubblici
- Disuguaglianze
- Energia e ambiente
- Famiglia
- Fisco
- Gender gap
- Giustizia
- Immigrazione
- Imprese
- Informazione
- Infrastrutture e trasporti
- Internazionale
- Investimenti e innovazione
- Lavoro
- Mezzogiorno
- Moneta e inflazione
- Pensioni
- PovertÃ
- SanitÃ
- Scuola, università e ricerca
- Società e cultura
- Stato e istituzioni
- Turismo
- Unione europea
Il suo valore è scarso se si guardano profitti, qualità dei servizi, flotta e capacità manageriali. Tuttavia, la disastrata compagnia di bandiera gode di slot aeroportuali molto pregiati a Roma, Milano e nelle grandi città europee. Ma sulle rotte extra-europee le posizioni monopolistiche si stanno erodendo. E la liberalizzazione danneggerà le società meno efficienti. Quindi un investitore razionale ha interesse a intervenire se può garantirsi protezioni pubbliche contro l’apertura alla concorrenza e la diffusione dei servizi low-cost. A danno degli utenti.
Proibizione del tasso di interesse, equiparato a usura, e di tutto ciò che è incertezza. Sono i concetti fondamentali dell’agire economico islamico. Quale ruolo può rivestire in Europa la finanza islamica? La situazione di gran parte degli immigrati non li rende un target appetibile per le grandi banche. Il loro interesse sembra diretto ad attrarre il risparmio e gli investimenti dei capitali orientali in fuga dagli Stati Uniti. Ma non è una buona strategia perché, su questo, i paesi del Gulf Cooperation Council si stanno attrezzando per fare da soli.
L’attività decisionale europea ha subito un drastico rallentamento dopo l’allargamento dell’Unione nel maggio 2004. Perché un’Europa più ampia richiede riforme istituzionali che le permettano di funzionare. Un compito affidato al Trattato di Nizza. Che tuttavia non funziona. E i vari tentativi di modificarlo dimostrano che i leader europei ne sono consapevoli, anche se rifiutano di ammettere esplicitamente il fallimento. Serve un nuovo Trattato per ridefinire le regole di voto in Consiglio e la composizione della Commissione.
La linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione è oggi uno dei più importanti progetti infrastrutturali nel mondo intero. Il costo complessivo è stimato ufficialmente in 16 miliardi di euro. Si tratta di un progetto socialmente desiderabile? Un tentativo di analisi costi-benefici fornisce risultati molto negativi. Non solo il debito aggregato di Italia e Francia aumenterà di 16 miliardi, ma la gestione dell’opera andrà ad accrescere il loro deficit per i quaranta anni successivi alla sua apertura.
Il sistema di ricerca italiano è scarsamente meritocratico e l’introduzione di meccanismi di valutazione del merito, a tutti i livelli, costituisce una priorità assoluta. Il progetto di istituire una Agenzia di valutazione è perciò un primo passo nella giusta direzione. Tuttavia, è preoccupante la scelta di costituire un comitato direttivo composto da sette membri con incarico full-time e di conseguenza staccati dall’attività di ricerca sul campo. E la vastità del compito assegnato all’Anvur potrebbe rimandare a tempi lunghi l’ottenimento di risultati e l’impatto sul sistema.
La composizione del comitato del Partito democratico ci fornisce un interessante spaccato dello stato della politica italiana. Un passo avanti nella rappresentanza femminile, anche se non si raggiunge la prefissata quota del 40 per cento. Ma la vera peculiarità è nell’età media del comitato, più elevata di quella dei deputati dellÂ’Ulivo. Un’enorme concentrazione del potere decisionale nelle mani dei cinquantenni, mentre i ventenni o trentenni sono i grandi assenti al tavolo delle decisioni. Che riguardano il loro futuro.
Tassazione differenziata in base al sesso, tassazione con quoziente familiare e imposta negativa: sono tre proposte di riforma per il sistema fiscale italiano. Cambiare le aliquote fiscali è sempre un’operazione controversa che richiede la creazione di un vasto consenso su come distribuire i guadagni e le perdite tra i contribuenti. Ma al di là delle soluzioni tecniche, l’auspicio è che il dibattito sul fisco ci serva a capire due problemi centrali dell’economia italiana: la bassa partecipazione femminile alla forza lavoro e la bassa natalità .
Sull’entità e destinazione del tesoretto si sono sentite le ipotesi più disparate. Ma al di là della girandola di richieste, l’andamento dei saldi di bilancio offre notizie molto meno rassicuranti. Nei primi quattro mesi del 2007 il fabbisogno del settore statale è stato addirittura superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2006. La strategia migliore sarebbe quella di legare l’utilizzo delle maggiori entrate alla dimensione della manovra del prossimo Dpef. Che dovrà essere condotta sul lato del contenimento delle spese.
Diversi studi suggeriscono che i provvedimenti di incentivazione all’innovazione servono probabilmente solo a rendere più conveniente l’investimento alle imprese che avrebbero comunque investito. Anche senza rinunciare alle erogazioni pubbliche, si potrebbero rivedere gli impieghi. Concentrandosi su infrastrutture, accesso al capitale umano e al credito, legalità e chiarezza contrattuale. Eventuali provvedimenti diretti alle aziende, dovrebbero avere obiettivi chiari e specifici. Ma soprattutto dovrebbero essere verificabili e reversibili.