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Riforma del calcio ancora all’anno zero

L’indagine dell’Agcm suggerisce modifiche alle “regole del gioco” volte a mantenere condizioni di equilibrio sul campo tra le diverse squadre e a evitare il ripetersi di fenomeni degenerativi. Le proposte riguardano la negoziazione dei diritti televisivi, l’organizzazione della Lega e della Federazione, le regole di ingaggio e compravendita dei giocatori e l’attività dei procuratori. E’ però viziata sia nelle premesse che nelle conclusioni. E l’applicazione di alcuni suggerimenti potrebbe causare un risultato opposto a quello desiderato.

Partecipazioni bancarie, un segnale per il mercato

Varata all’ultimo Ecofin, la direttiva comunitaria sulle acquisizioni del capitale delle banche introduce criteri più oggettivi. Le nuove regole sono una integrazione e specificazione della “sana e prudente gestione”. E cercano di impedire alle Autorità nazionali di utilizzare i poteri di autorizzazione in modo illegittimo, come è spesso accaduto finora. Senza però abbassare la guardia di fronte alle sacrosante esigenze di tutela della qualità dei partecipanti al capitale delle banche. Ripercussioni anche sul nostro ordinamento.

Come evitare lo “scalone”

Una proposta per correggere le pensioni retributive, legandole a soglie qualificanti di età anagrafica e anzianità. Si accelera così la fase di transizione, lasciando però flessibilità nel pensionamento dopo i cinquantasette anni. Incentiva il prolungamento volontario delle carriere e si presta a essere estesa al settore pubblico. Ma l’accordo sulle soluzioni tecniche si troverebbe più facilmente se la riforma previdenziale fosse inserita nella prospettiva più ampia di un rinnovamento della rete di sicurezza sociale.

La bandiera di Telecom

Si torna a parlare di Telecom Italia e di italianità delle imprese. La risposta alle preoccupazioni non è erigere barriere alla mobilità dei capitali, ma creare le condizioni per le quali le attività economicamente interessanti restino qui da noi. Significa tra l’altro investire in formazione e ricerca, affinché le aziende sappiano che è in Italia che si trovano i tecnici più bravi. In un mondo che corre e in un settore che cambia rapidamente, è sul miglioramento del paese che si misura la qualità del governo, non sulla sua capacità di “difendere” posizioni acquisite.

Informare per riformare

Offrire più informazioni sui costi e sulle caratteristiche del sistema pensionistico, in modo neutrale, aumenta significativamente la disponibilità ad accettare riforme. Lo dimostra un “esperimento controllato”. E allora invece di sedersi in riunioni semi-segrete con chi rappresenta i pensionati, il governo dovrebbe impegnarsi in una massiccia campagna per informare tutti i cittadini dei dettagli dell’ordinamento attuale, delle iniquità perpetrate a danno delle generazioni future, degli oneri sui contribuenti di oggi e di domani, e dei possibili rimedi. In seconda pagina le principali soluzioni proposte dai cittadini ed emerse dall’indagine condotta dalla CE&Co.

Italiani a corto di dati economici

Un’indagine promossa dall’Ocse rivela che gli italiani hanno un grado di conoscenza approssimativo di variabili macroeconomiche fondamentali come inflazione, disoccupazione e Pil. Solo un terzo degli intervistati accetta di rispondere alle domande su questi temi e quelli che lo fanno tendono a sovrastimare tutti i dati statistici ufficiali. Quasi la metà del campione non è interessata ad avere più informazioni. Questi risultati confermano l’impressione comune che il dibattito politico si svolga senza punti di riferimento chiari e condivisi dalla società.

Pensioni: per i giovani il futuro è adesso

Quando i giovani dÂ’oggi si avvicineranno alla pensione scopriranno di essere più poveri in termini di ricchezza previdenziale dei loro padri. Carriere contributive molto più discontinue e un sistema contributivo meno generoso li porteranno a lavorare fino a quasi 70 anni. Aumentare l’età di pensionamento, rivedere i coefficienti di trasformazione e investire nella previdenza complementare già oggi sarebbe un esercizio di equità intergenerazionale. Ma i giovani non sembrano né invitati né interessati al dibattito dove si decide soprattutto del loro futuro.

Valle d’Aosta, il distretto che non c’e’

Negli ultimi anni in Valle d’Aosta è mancato il contributo delle piccole e medie aziende del made in Italy, in particolare quelle legate all’abbigliamento sportivo e alla montagna, che avrebbero potuto giovarsi delle interazioni tra domanda sofisticata e capacità artigianale consolidata. Come è avvenuto dall’altro versante del Monte Bianco, dove il distretto dell’Haute Savoie conta ormai duecento imprese specializzate. Anche perché si è puntato sulle infrastrutture, sulla ricerca e sulle risorse umane.

Le prospettive di saturazione dei valichi alpini

Qualunque prospettiva infrastrutturale sui nuovi collegamenti transalpini non può prescindere da un insieme di misure complementari fra loro, per disincentivare il trasporto stradale e garantire una maggiore efficienza da parte degli operatori ferroviari. Misure che per il momento non ci sono. E dunque è alto il rischio di un sensibile sottoutilizzo della capacità esistente o programmata. L’avvio di un’opera tanto costosa come la Torino-Lione è una vera e propria “scommessa”, condotta dal sistema decisionale facendo appello a risorse pubbliche.

Una nuova legge sull’immigrazione (*)

Programmazione e gestione dei flussi per ovviare alla scarsa corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro, semplificazione delle procedure per la concessione e il rinnovo dei permessi di soggiorno, riforma dei Cpt, diritto di voto alle elezioni amministrative: sono i tratti principali del disegno di legge delega sull’immigrazione. La riforma punta a creare le condizioni per la piena integrazione degli immigrati e delle loro famiglie. Ma riuscirà a limitare l’irregolarità? Molto dipenderà dalla capacità di prosciugare l’economia sommersa.

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