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Per Di Battista la Banca d’Italia non è più pubblica

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Alessandro Di Battista sulla governance di Banca d’Italia.

Il Punto

La nota di aggiornamento al Def (Nadef) contiene maggior spesa pubblica per 40 miliardi. Sostenibile solo se associata a un’improbabile impennata del Pil. Che non ci sarà perché, con l’aumento dello spread, salirà il costo dell’emissione di obbligazioni per banche e imprese e la perdita di valore dei risparmi. La novità previdenziale della manovra è “quota 100”, cioè può andare in pensione a 62 anni chi ha un’anzianità contributiva di 38. Con sorpresina: pare che a 63 anni la quota diventi 101, a 64 102 e così via. Altrimenti, oltre ai 7 miliardi previsti, per finanziare il provvedimento servirebbe un aumento del cuneo fiscale. Proprio sull’impennata dello spread e sul suo possibile effetto sul costo dei mutui immobiliari discute la politica. Il fact-checking de lavoce.info spiega che stavolta la verità è nel mezzo: l’effetto zero sarà sui vecchi mutui mentre i nuovi ne risentiranno.
Quest’anno il premio Nobel per l’economia va a due studiosi dei fallimenti cui il mercato va incontro in tema di ambiente e di innovazione.William Nordhaus ha saputo quantificare i danni del cambiamento climatico e costruire modelli con codici aperti a tutti – ingegneri, fisici, scienziati del clima. Mentre Paul Romer ha capito per primo che innovazione e aumenti di produttività sono il risultato anche involontario di attività di ricerca e sviluppo che devono potersi svolgere in contesti diversi da quello concorrenziale.
Forti di un regime fiscale favorevole, compiono due anni i Pir (Piani individuali di risparmio) in gran parte investiti nel finanziamento di piccole imprese con buone prospettive di crescita (ma alto rischio). Il mercato li ha graditi – i fondi raccolti sono arrivati a 18 miliardi di euro – nonostante gli elevati costi di gestione.
Dopo l’affossamento del Nafta, il nuovo accordo Usa-Canada-Messico è un esempio di trattato commerciale nell’era del protezionismo trumpiano. Nessun riferimento formale al “free trade” ma nella sostanza molte regole riprese dal Nafta e dal Tpp. Persino qualche piccolo passo avanti. E parecchi indietro.

C’è davvero un effetto spread sui mutui?

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Andrea Marcucci, senatore Pd, e Armando Siri, sottosegretario ai Trasporti della Lega, sulla relazione tra mutui e spread.

Il Punto

È arrivata la Nadef (Nota di aggiornamento al Def). Un pacchetto contenente l’avvio di quasi tutto ciò che era stato promesso. Compreso l’aumento del deficit al 2,4 del Pil nel 2019. Che avverrà proprio quando il rialzo dei tassi Usa accresce il costo dell’indebitamento per tutti e in particolare per noi. Comunque, con i 9 miliardi destinati a reddito e pensione di cittadinanza – secondo Luigi Di Maio – “abbiamo abolito la povertà”. Un’esagerazione per l’inevitabile insufficienza delle risorse dedicate allo scopo e per l’elevato rischio che i sussidi monetari inducano al lavoro nero. Qualche lezione si può prendere dall’esperienza degli altri paesi di cui offriamo un breve riassunto.
Per due anni commissario straordinario (senza retribuzione) per l’attuazione dell’Agenda digitale, Diego Piacentini torna nel settore privato lasciando un lavoro ben avviato ma da completare. Impresa non facile, perché per digitalizzare c’è da smontare e rimontare processi e assetti stratificati da decenni.
Il responsabile del Miur Bussetti vuole sopprimere un pezzo del meccanismo di reclutamento degli insegnanti introdotto dalla Buona scuola. Quello che serve a garantire che i vincitori dei concorsi da insegnante siano adeguatamente formati prima di entrare in aula per tre anni. Troppi per chi vuole ottenere risultati spendibili elettoralmente tra pochi mesi.
Adesso la vigilanza bancaria europea punta la propria lente non soltanto sull’adeguatezza patrimoniale e di liquidità ma anche sui fattori di redditività e i modelli di business delle grandi banche. C’è maggiore attenzione per i principi gestionali e le strategie. E qualche suggerimento ai Cda.

Nell’Italia indebitata il sussidio più generoso d’Europa

La discussione sul reddito di cittadinanza è polarizzata tra chi parla di misura meramente assistenzialista e chi la osanna come panacea di tutti i mali. Però, uno strumento simile esiste in tutti i paesi europei, benché in misura meno generosa.

Il Punto

Il governo punta a una manovra d’azzardo. In attesa della nota di aggiornamento al Def, il ministro Tria ha descritto la strategia dell’esecutivo: più deficit, più crescita e meno debito. Rinnegando impegni passati e sottostimando il costo per il bilancio delle misure proposte. È comunque difficile valutare se quel deficit del 2,4 violi la Costituzione che richiede l’equilibrio tra entrate e spese. Se sì, sono anticostituzionali tutti gli ultimi bilanci. In sostanza si dovrebbe guardare al pareggio del bilancio strutturale, al netto delle oscillazioni cicliche che spingono il deficit nelle fasi di recessione e lo riducono in ripresa. Tra le maggiori spese, il governo vuole 15-20 miliardi in più per le opere pubbliche per accelerare la crescita. Ma non basta spendere di più. Occorre migliorare le procedure, accorciando i tempi di decisione senza far ripartire la corruzione. Il contrario di ciò che sta avvenendo per il ponte Morandi.
Alimentata dagli imprenditori della paura, in Italia vale l’equazione straniero = potenziale delinquente. In effetti fino a dieci anni fa la percentuale di stranieri che commettevano reati era molto maggiore del loro peso sulla popolazione. Da allora però il dato cala costantemente. Forse grazie alla lenta integrazione delle fasce più marginali di immigrati.
Tra circa un mese ci sono le elezioni di midterm negli Stati Uniti. I repubblicani manterranno la maggioranza in Senato. Alla Camera dei rappresentanti invece, tradizioni, statistiche e sondaggi dicono che perderanno. E in tal caso Trump potrebbe diventare “un’anatra zoppa” o almeno frenata.
Malgrado le recenti fusioni, sono ancora 5.500 i piccoli comuni italiani (con meno di 5 mila abitanti). Con vecchi modelli di sviluppo che sprecano risorse e consumano suolo, senza impedire lo spopolamento. Ci vogliono aggregazioni per intraprendere percorsi di crescita sostenibile.

Yoram Gutgeld, ex commissario per la spesa, commenta l’articolo di Paolo Balduzzi “Alla ricerca di possibili coperture”. Con una risposta dell’autore.

Diminuire la spesa, ma senza tagliare i servizi

Il Punto

Dopo il “decreto dignità” di quest’estate, ci mancava una sentenza della Consulta sul Jobs Act per far tornare una forte incertezza (con aumento del contenzioso) sui licenziamenti per motivi economici o disciplinari. Nei fatti, un disincentivo a investire in Italia.
Il governo partorisce l’attesa Nota di aggiornamento al Def 2018, con redditi gratis per tanti fortunati, un aumento di spesa pubblica e il deficit al 2,4 per cento del Pil per tre anni. Anche stavolta manca la spending review su cui in passato abbiamo sentito tante parole e pochi fatti. Intanto, per fare cassa – in linea con altri esecutivi del passato – anche il governo “del cambiamento” pensa ad una “pace fiscale”: presentata come una sanatoria riservata a chi non è ricco e ha commesso veniali peccati fiscali. Ma invece – chiamandola con il suo nome – sarà un condono. Mentre il reddito di cittadinanza solo agli italiani solleverà questioni legali in Europa. Perché chi viene da paesi Ue (oltre 1,6 milioni) ha tutti i diritti degli italiani. E chi viene da altre nazioni e ha un permesso di soggiorno di lungo periodo (2,3 milioni) beneficia del nostro welfare a pieno titolo.
Vale la pena studiare per trovare lavoro? Sì, anche se rispetto ad altri paesi Ocse la probabilità di essere assunti non aumenta significativamente con il titolo di studio. E la fuga di cervelli dal nostro paese c’è perché qui l’istruzione non rende abbastanza. D’altronde per il ministro Salvini (che per parte sua all’università non è arrivato in fondo) la ricetta per non far scappare i giovani all’estero è agevolare i pensionamenti: 400 mila fuori dal mondo del lavoro, 400 mila nuovi assunti, sostiene. Nel ragionamento manca qualche nesso logico, come spiega il fact-checking de lavoce.info.
Rupert Murdoch esce dalle televisioni, dove è stato a lungo protagonista, con la vendita di Fox alla Disney e Sky a Comcast. Si apre un nuovo capitolo dei vorticosi cambi di assetti proprietari, tecnologici e di mercato dei grandi operatori telco, tv e internet. E non finisce qui: altri cambiamenti prossimamente su questo sito.

Un giovane assunto per ogni pensionato in più? Un bel sogno

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Matteo Salvini sul ricambio generazionale nel mercato del lavoro.

Il Punto

La maggioranza di governo litiga su come e quanto superare i tetti europei di deficit, dando per scontato che ciò avverrà e imputando complotti ai tecnici dell’Economia. Punto fermo: una manovra in contrasto con la Ue vuol dire rinunciare alla flessibilità e confermare i dubbi sulla sostenibilità nel nostro debito.
Nel decreto Milleproroghe 1,6 miliardi già destinati alle periferie sono dirottati (anziché affiancati) a quelli per i comuni “virtuosi” che rispettano il patto di stabilità. Ai margini di molte città rimangono esclusione e degrado sociale. Temi usati per vincere le campagne elettorali e dimenticati una volta al governo.
Il decreto Sicurezza o #decretosalvini – ora al vaglio di costituzionalità presso la presidenza della Repubblica – limita fortemente la protezione umanitaria ai profughi che oggi (come in molti altri paesi europei) ne hanno diritto, come mostra la nostra analisi. Il rischio concreto è che il decreto aumenti il numero di irregolari.
Piccoli Mussolini crescono? In Europa molti sono effettivamente convinti del parallelismo tra populismo e fascismo. Entrambi sono motivati dallo scontento. Per esempio, i dati relativi agli anni successivi alla prima guerra mondiale mostrano un legame tra numero di caduti sul fronte e voti a favore del movimento fascista.

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