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Categoria: Rubriche Pagina 107 di 263

Il Punto

Il governo vuole abolire lo split payment, il meccanismo anti-evasione per cui la pubblica amministrazione che acquista da un privato versa essa stessa l’Iva al fisco scorporata dalla fattura. Un sistema che – pur consentendo compensazioni per i contribuenti onesti – ha fatto recuperare 3,5 miliardi di euro di introiti. Non è vero che una flat tax debba essere in favore dei ricchi. Fissando detrazioni sufficientemente elevate si potrebbe ridurre la pressione fiscale anche per i redditi medio-bassi, lasciando invariato il livello delle entrate. Ma l’aliquota dovrebbe essere al 35 per cento, non al 15 o 20 proposto dal governo.
Se rinunciasse all’idea di usare fondi Ue in modo velleitario, l’esecutivo Lega-M5s potrebbe far partire subito un reddito di cittadinanza che non scoraggi la ricerca di lavoro. Come? Accoppiando il Rei (reddito di inclusione) con l’assegno di ricollocazione per chi cambia lavoro. Misure approvate dal governo Gentiloni.
Parlando di migranti si fa presto a dire “aiutiamoli a casa loro”. In realtà i dati dicono che a lasciare il proprio paese non sono i più poveri ma chi – avendo un reddito medio – riesce a indebitarsi. Gli aiuti allo sviluppo – per quanto utili – ridurrebbero i debiti di queste persone, non il numero degli emigrati. Anche Roberto Saviano – cui va la nostra solidarietà per le recenti minacce ricevute dal ministro dell’Interno –  è incorso in un errore sui costi dell’accoglienza in Italia. Non è vero che la Ue dia un contributo notevole al loro finanziamento. Lo spiega il fact-checking de lavoce.info.
Il “melting pot”, incontro di persone di provenienze geografiche e culture diverse, contribuisce alla crescita delle società moderne ma anche le comunità molto coese al proprio interno, campanilistiche, mostrano di saper crescere. Come è successo ad Abruzzo e Molise dopo la separazione in due regioni.

Convegno annuale de lavoce.info il 17 settembre a Milano. Save the date!
“I primi 100 giorni di populismo“ è il titolo del convegno annuale de lavoce,info. Si svolgerà la mattina di lunedì 17 settembre a Milano. È un’occasione per vederci di persona, dopo tante interazioni digitali! Presto comunicheremo luogo e programma. La prima parte dell’incontro è riservata ai nostri collaboratori e sostenitori più affezionati (quelli che ci hanno finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni. Chi vuole è ancora in tempo per fare la donazione.

Se per Saviano l’accoglienza dei migranti ce la paga l’Europa

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Roberto Saviano sulla spesa per l’accoglienza dei migranti.

Il Punto

Raccontiamo in dettaglio l’idea di dotare di copertura assicurativa pagata da tutti i paesi Ue il debito pubblico dei paesi periferici dell’Eurozona (Italia inclusa, ovviamente) per spingere la crescita. E spieghiamo perché la proposta non sta in piedi. Un meccanismo con troppi costi a carico del contribuente tedesco a fronte di benefici molto incerti. Ingiusto e inutilmente complicato, quindi politicamente impraticabile.
Arrivano finalmente buone notizie dalla Grecia. Dopo tanti anni di austerità e riforme (tra cui quella del catasto e l’istituzione del reddito di solidarietà), l’Europa prende atto dei risultati ottenuti dal governo di Atene e concorda misure per accompagnare la ripresa. Ma la strada è ancora lunga. Intanto i conti di una cinquantina di gruppi bancari europei (quattro italiani) sono sottoposti a stress test per valutare la solidità dei loro bilanci di fronte a situazioni estreme sotto la guida dell’Eba (l’autorità di vigilanza europea) che ha fissato criteri rigidi ma anche suscettibili di interpretazioni fin troppo flessibili e discrezionali.
Oltre ad affondare le navi delle Ong e a schedare i rom, il vice-premier Matteo Salvini vorrebbe eliminare i limiti all’uso di contante. Già il governo Renzi aveva alzato il tetto da mille a 3 mila euro e molti italiani ne hanno approfittato. Di sicuro, più “cash”, più evasione e più riciclaggio. E addio modernizzazione dei sistemi di pagamento.
Complicato stabilire un salario minimo per i rider, i fattorini delle consegne in moto o in bici che si lamentano giustamente di guadagnare troppo poco. Serve che il governo coinvolga piattaforme e gruppi di lavoratori informati per spingerli a un accordo o, in assenza, disegnare un provvedimento legislativo.

Convegno annuale de lavoce.info il 17 settembre a Milano. Save the date!
“I primi 100 giorni di populismo“ è il titolo del convegno annuale de lavoce,info. Si svolgerà la mattina di lunedì 17 settembre a Milano. È un’occasione per vederci di persona, dopo tante interazioni digitali! Presto comunicheremo luogo e programma. La prima parte dell’incontro è riservata ai nostri collaboratori e sostenitori più affezionati (quelli che ci hanno finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni. Chi vuole è ancora in tempo per fare la donazione.

Il Punto

Dietro l’attivismo di Salvini sull’immigrazione c’è la ricerca di consenso e una visione del mondo com’era una volta, con gli steccati a definire le relazioni internazionali. Invece degli slogan, il governo potrebbe fare di più contro il caporalato, concedere il soggiorno a chi ha un lavoro e facilitare gli impieghi stagionali. Porti chiusi anche per alcune merci – soprattutto alimenti – nelle intenzioni del nuovo governo. Per difendere la qualità dei prodotti italiani, si afferma. Si comincia dai dazi sul riso asiatico e sudamericano e non si vuole ratificare il Ceta, il trattato Ue-Canada, proprio quello più avanzato nella protezione dell’origine dei nostri prodotti.
Fare con l’Ilva di Taranto ciò che i tedeschi hanno fatto riqualificando la regione carbonifera della Ruhr con soldi europei. Ecco l’ambizioso progetto di Beppe Grillo, fondatore del M5s. Che però non sta in piedi, dice il fact-checking de lavoce.info, perché i fondi di cui parla sarebbero difficili da usare e insufficienti allo scopo.
Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli vuole sottoporre all’analisi costi-benefici le opere pubbliche. Per quelle in cantiere i tempi di un tale programma sono troppo lunghi. Si possono usare intanto alcune valutazioni semplificate già realizzate. Per intervenire nei casi più a rischio di spreco di denaro dei contribuenti. Rimane poi che negli appalti pubblici si nasconde il rischio di corruzione, come mostrano le cronache di questi giorni. Uno studio recente mostra che la flessibilità – richiesta dagli operatori e recepita dal Codice dei contratti del 2016 – ha di fatto accresciuto il numero di gare finite a imprese vicine alla politica.

Save the date! Convegno de lavoce.info
“I primi 100 giorni di populismo“ è il titolo del convegno annuale riservato agli amici de lavoce che si terrà la mattina di lunedì 17 settembre a Milano. Vi aspettiamo per incontrarvi di persona, dopo tante interazioni digitali! Presto comunicheremo luogo e programma. La prima parte dell’incontro è riservata ai collaboratori de lavoce e ai nostri sostenitori più affezionati, chi ci ha finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni (chi non l’ha fatto, è  in tempo per compiere la donazione).

La favola di Grillo sull’Ilva

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Beppe Grillo sul caso Ilva e la sua eventuale riconversione. Vuoi inviarci una segnalazione? Clicca qui.

Il Punto

“Non è utile mettere in discussione l’esistenza di qualcosa che è irreversibile”. Così Mario Draghi ha spazzato via i dubbi sul radicamento della moneta unica in Europa. E sulla possibilità che l’acquisto e la detenzione di titoli pubblici rimarranno nella cassetta degli attrezzi della Bce anche in futuro.
La nave Aquarius, con 629 persone a bordo, doveva essere accolta in un porto italiano in base al diritto internazionale, come sostiene l’ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini? Nel labirinto di trattati e convenzioni internazionali il fact-checking de lavoce.info arriva alla conclusione che ha torto.
Una donna famosa che ostenta di stirare una camicia non fa niente di speciale ma conferma un cliché della cultura dominante che ha conseguenze economiche. Una minor presenza femminile nell’attività produttiva riduce il reddito complessivo e si traduce in uno spreco di capitale umano. Poi non sorprendiamoci se in Italia rimane bassa la partecipazione delle donne all’innovazione. Solo nel 17 per cento dei brevetti è presente almeno una donna. Contro il 50 per cento teorico e il 30 effettivo nel mondo.
Strano ma vero. Chi manda un ordine di e-commerce da un  computer (meglio se Apple) è più solvibile di chi lo invia da smartphone. Contano anche l’orario d’invio dell’ordine e il tipo di indirizzo e-mail. Tutte conclusioni consentite dall’uso dei big data per profilare i creditori in base alla loro affidabilità.
La bassa produttività delle imprese italiane trova la principale spiegazione nella loro dimensione limitata. Piccolo è brutto quando c’è da investire in innovazione ma aiuta anche a sfuggire il fisco. L’eliminazione di questo incentivo perverso farebbe salire la dimensione media del 25 per cento e la spesa in ricerca del 35.
Un sistema di selezione dei docenti universitari basato su concorsi locali preceduti da una abilitazione nazionale dovrebbe dare maggiori garanzie di scelta dei migliori candidati. Eppure può dare risultati opposti quando le singole commissioni perseguono obiettivi ben diversi dal merito.

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Caso Aquarius: l’ex sindaco di Lampedusa in alto mare

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni dell’ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini sulle norme del diritto internazionale in materia di sbarchi. Vuoi inviarci una segnalazione? Clicca qui.

Il Punto

Per coprire il buco di 50 miliardi che la flat tax aprirà nei conti dello stato il governo pensa alla “pace fiscale”. Una sanatoria modulata per tipo di contribuente e di morosità da cui entreranno – se va molto bene – 10 miliardi in due anni.
Il nuovo governo spagnolo a maggioranza femminile fa risaltare la – purtroppo non nuova – scarsa presenza di ministre in quello italiano (sono solo 5 su 18). Una mancanza di attenzione politica confermata dalla vaghezza delle proposte su divari di genere e famiglia nel contratto-programma del governo Lega-M5s. E manca di una visione anche il capitolo del programma sull’università. Un frullato di richieste condivisibili (come di aumentare le risorse) e discutibili (la riforma dell’Anvur in nome di cosa?). Senza l’analisi di cosa schiacci l’Italia in fondo alle classifiche Ocse per numero di laureati. Un altro punto del contratto di governo è quello di frenare il trasformismo, i cambi di casacca dei parlamentari. Ma il vincolo di mandato per gli eletti stravolgerebbe la Costituzione. Mentre basterebbe cambiare i regolamenti delle due Camere.
Quella di Alitalia è una delle patate bollenti passate da Gentiloni a Conte. Al collasso dell’azienda si aggiunge la quasi certa violazione delle regole Ue sugli aiuti di stato con i 900 milioni di prestito ponte (troppi e poco efficaci) erogati dal governo precedente. Serve un immediato intervento.

Maria Cannata risponde ai commenti al suo intervento “Mini-Bot o Ccf: la grande illusione

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Mini-Bot o Ccf: perché resta un’illusione

Che cosa è “debito”

Ringrazio i lettori per i tanti commenti al mio articolo. Rispondo qui ad alcuni rilievi.

Per quanto si poteva dedurre dagli articoli di stampa, gli ideatori dei mini-bot e dei certificati di credito fiscali sembravano ritenere che la loro emissione potesse non essere considerata debito secondo i parametri europei. Ma non è così, in qualunque modo si intenda classificarli: titoli, cambiali o moneta.

Sarebbero moneta nel caso in cui vi fosse obbligo ad accettarli da parte di soggetti italiani e fossero usati in alternativa alla moneta stessa. Ma anche tralasciando il fatto che gran parte delle imprese italiane importano ed esportano in modo massiccio, è difficile pensare che accetterebbero di buon grado di utilizzare questo mezzo di pagamento, senza comportare penalizzazioni di valore.

È evidente che anche i debiti commerciali sono debito, ma non debito finanziario e per questo non sono inclusi nel parametro di Maastricht. Il principale motivo dell’esclusione risiede nel fatto che il loro effettivo valore non è semplice da rilevare. E infatti quando in Italia, nel 2013, venne affrontato il problema del loro smaltimento previa certificazione, emersero molte duplicazioni e irregolarità.

Una eventuale società paravento che emetta certificati di credito fiscali non sarebbe considerata da Eurostat un soggetto privato, data la piena e incondizionata garanzia dello stato. Anche nel caso di cartolarizzazioni pubbliche, dove quella garanzia era assente, poiché il surplus di valore rispetto al prezzo di cessione sarebbe comunque tornato allo stato, Eurostat ha stabilito che le società veicolo dovevano rientrare nella pubblica amministrazione e i relativi titoli dovevano essere considerati debito pubblico.

Il Punto

Lega e M5s (con l’eco del Financial Times) hanno attribuito a Mario Draghi e alla Bce la colpa delle tensioni registrate di recente sul nostro debito pubblico. I numeri dicono che in maggio da Francoforte sono diminuiti gli acquisti di titoli italiani, come di quelli francesi. Lo spread della Francia non è salito, il nostro sì.
Coinvolgere i piccoli detentori di obbligazioni bancarie in caso di bail-in è destabilizzante. Lo si è visto in Italia, dove risparmiatori poco informati avevano sottoscritto troppi di questi titoli. Ora lo riconoscono due istituzioni finanziarie della Ue. Forse c’è una base per trattare su questo punto con l’Europa. Al vertice Ue di fine giugno si parlerà anche della riforma del regolamento di Dublino sui migranti. Al nostro paese servono più equi criteri di ricollocazione tra stati. Ma il ministro dell’Interno Salvini – “sovranista” a parole – costruisce un asse con l’Ungheria di Orban che si oppone a questa prospettiva.
Sui temi ambientali il contratto-programma di governo riflette visioni diverse, persino opposte. Per esempio su importanti infrastrutture di trasporto (Tav), energetiche (gasdotto Tap), industriali (Ilva di Taranto). Va bene l’analisi costi-benefici, che però non sostituisce le decisioni politiche. Molta ideologia anche nell’ultima versione del Reddito di cittadinanza, riservato ai soli italiani. Limitare l’assistenza ai non stranieri ridurrebbe un po’ la spesa per la riforma più voluta dai Cinque stelle. Ma sarebbe eticamente discutibile e inammissibile giuridicamente rispetto ai cittadini di altri paesi dell’Unione.

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