Lavoce.info

Categoria: Rubriche Pagina 160 di 265

Il Punto

Se entro il 30 giugno la Grecia non restituisce 1,6 miliardi al Fondo monetario – creditore con prelazione nei confronti di tutti – è come se facesse default. L’Europa può metterci una pezza e rinviare una resa dei conti che comunque prevede scenari da incubo: la Grexit invisa ai politici greci o la chiusura delle banche in stile cipriota. A meno di sorprese dell’ultim’ora.
Ancora una volta viene fuori che l’università discrimina le donne docenti. La sostanziale parità di genere uscita dai concorsi per l’Abilitazione nazionale è stata messa da parte quando gli atenei hanno scelto tra gli idonei. La piccola parte degli abilitati diventati professori associati o ordinari è fatta soprattutto da uomini.
Norme scritte male si prestano ad abusi, spesso perpetrati proprio dalla pubblica amministrazione. Vale anche per la voluntary disclosure: gli uffici delle Entrate hanno dato un’interpretazione estensiva ai termini di accertamento che rischia di togliere anche la minima convenienza all’evasore che si vuole ravvedere. A peggiorare la situazione si aggiungono troppe leggi e regolamenti – un cappio soffocante di costi amministrativi per le Pmi e per i cittadini. Tanto che la stessa Ue – gran produttrice di regole, peraltro – ci chiede di semplificare il quadro normativo.
Si fa presto a dire “investiamo sui porti”. Poi bisogna scegliere su quali traffici marittimi puntare. In Italia si sono privilegiate le infrastrutture per container con la convinzione di favorire l’export. A conti fatti, però, abbiamo facilitato soprattutto l’ingresso di merci estere sul mercato nazionale.
Spargete lavoce: 5 per mille a lavoce.info
Destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!

Il Punto

Le nuove regole del Jobs act sul congedo post-maternità introducono più flessibilità a vantaggio dei lavoratori. Dovrebbero disincentivare l’abbandono del lavoro delle donne dopo la nascita dei figli (oggi succede in un caso su quattro). È però necessario – ma non c’è nel provvedimento – anche un potenziamento dei nidi, insufficienti e distribuiti in modo eterogeneo sul territorio.
Prima della crisi 70 europei su cento dichiaravano la loro fiducia nella Ue. Ora siamo sotto a 50, con picchi negativi a 30 dove la recessione è stata più dura. L’Europa non vuol più dire prosperità economica e democrazia; semmai, disoccupazione. Tocca alle istituzioni comunitarie e ai governi nazionali re-innescare un circolo virtuoso che ridia senso e dignità all’ideale europeo.
Oggetto di una diffusa campagna ostile priva di base scientifica, l’uso universale dei vaccini ha debellato il vaiolo, la polio e ridotto del 75 per cento le morti per morbillo. Per i molti altri in arrivo nel prossimo decennio una duplice sfida: sostenere i costi di quelli davvero utili e organizzare il Servizio sanitario per garantire la loro diffusione.
Nelle province con maggiore immigrazione> si è mantenuto il vantaggio competitivo ed è così aumentato il valore aggiunto dei settori manifatturieri che impiegano lavoro con mansioni semplici e routinarie. Con un rovescio della medaglia: il rinvio del cambio di pelle dell’industria verso produzioni più avanzate.
Una legge recente stabilisce l’obbligo per i piccoli comuni – fino a 5 mila abitanti – di associarsi tra loro per cogestire tante funzioni importanti, dalla polizia municipale ai servizi sociali. Per ora i pochi che si sono mossi sono molto indietro. Anche perché il governo né premia i virtuosi né punisce gli inadempienti.
Spargete lavoce: 5 per mille a lavoce.info
Destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!
 

La sperimentazione clinica dei vaccini

Vaccini attualmente sottoposti alle diverse fasi di sperimentazione clinica (trial clinici) suddivisi per classi di patologie

Il Punto

Per ogni 100 mila residenti in Veneto ci sono 50 stranieri ospitati nei centri di accoglienza. Come in Valle d’Aosta. In Lombardia si sale a 60, in Liguria a 80. Con numeri due o tre volte più grandi in varie regioni del Centro-Sud e in Friuli-Venezia Giulia. Eppure dai governatori Zaia, Rollandin, Maroni e Toti sono arrivati quattro secchi no all’accoglienza di nuovi profughi e immigrati. Davvero a casa loro (nostra) non c’è più posto?
I dati delle ultime amministrative mostrano che tanti italiani, delusi dalla politica, decidono di non votare. Ma a eleggere sindaco e consiglieri comunali vanno più persone di quelle che votano alle elezioni regionali. Sono le regioni, non i comuni, a essere percepite come lontane dai cittadini.
Approvata dalla Camera all’unanimità, la class action all’italiana è fortemente contestata dalle imprese. Al Senato si può correggerne alcune disposizioni sbagliate. Per evitare una proliferazione delle cause, si dovrebbe assegnare la guida della strategia processuale non a chi ha promosso la causa ma a qualcuno che garantisca di rappresentare l’interesse collettivo.
I bilanci delle banche italiane sono appesantiti da 350 miliardi di crediti deteriorati. L’idea di una bad bank con garanzie pubbliche è avversata dall’opinione pubblica (ostile verso nuovi salvataggi) e da Bruxelles che vieta gli aiuti di stato. Ma analoghe operazioni di risanamento sono state fatte dai grandi paesi Ue. Con il contributo degli hedge fund.
Una più alta inflazione attesa per domani – dice la teoria – farebbe salire gli acquisti di beni durevoli già oggi. In effetti pare sia andata così con l’annuncio dell’aumento dell’Iva nella Germania del 2005-2007. L’inghippo però funziona solo se insieme si diminuiscono le imposte sui redditi. Altrimenti, Iva più alta vuol dire solo recessione.
Spargete lavoce: 5 per mille a lavoce.info
Destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!

Davvero Lombardia e Veneto non hanno posto per i migranti?

 
migranti
Il grafico mostra il rapporto tra numero di migranti ospitati nei centri di accoglienza (o altre strutture temporanee) delle varie regioni e la popolazione totale delle stesse.
Dati ricavati dal ministero dell’Interno.

Il Punto

Migliorano i numeri di occupazione e disoccupazione. Bene, ma vanno letti con cautela. Quando – come è accaduto nei primi mesi del 2015 – l’occupazione cresce più del Pil, vuol dire che sta scendendo il prodotto per addetto. E una produttività del lavoro in calo è di solito sintomo di crescita poco duratura.
Con una sentenza il tribunale di Milano ha messo fuorilegge Uberpop. Per la gioia dei tassisti che hanno pagato cara la licenza. E con buona pace dei principi di concorrenza e di garanzia di accesso a un servizio pubblico per i consumatori. Eppure le soluzioni per venire incontro agli interessi di tutti ci sono.
In giugno i presidenti delle cinque maggiori istituzioni europee presenteranno un documento su come riformare e rafforzare la Ue. Urge trovare forme flessibili di convivenza tra i paesi dell’Eurozona e quelli che vedono l’Europa solo come un mercato unico. Il rischio è che si deleghi tutto a una Bce che tutto non può fare. Chissà se questo documento includerà anche la proposta di creare un ammortizzatore sociale europeo. Una vecchia idea di cui si parla in questi giorni a Bruxelles. Di nuovo in auge per l’incapacità di alcuni governi nazionali di stabilizzare i redditi durante la crisi.
Ancor più della disuguaglianza dei redditi, frena lo sviluppo delle società la disuguaglianza della ricchezza. Anche di questi temi si è parlato al Festival dell’Economia, appena concluso, dedicato alla “Mobilità sociale”. Misurare bene l’entità e l’evoluzione della disuguaglianza è però difficile e richiede sforzi e denari pubblici.
Rimane alta l’evasione fiscale sugli affitti delle case. Per ricuperare gettito e (forse) equità si potrebbe ripensare la tassazione di tutti gli immobili d’abitazione attribuendogli un certo rendimento minimo e tassando l’extra-reddito presunto e il guadagno in conto capitale.
Un commento di Marco Causi e Antonio Misiani, deputati del Pd, all’articolo di Raffaele Lungarella “Prestito vitalizio ipotecario: perché lo chiedono in pochi”. E una replica dell’autore.
Spargete lavoce: 5 per mille a lavoce.info
Destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!
 

Prestito vitalizio ipotecario: perché può funzionare *

Una nuova legge rende più facile e conveniente il finanziamento alle persone anziane con garanzia ipotecaria sulla casa di proprietà, quello che nei paesi anglosassoni è conosciuto come reverse mortgage. La misura non ha obiettivi macroeconomici né sociali, ma di completezza dei mercati: si rende disponibile anche in Italia un particolare contratto finanziario che finora non si era diffuso per difetti di regolazione.

Quando il vincitore si prende tutto

Perché non esiste più la classe media? La tecnologia rivoluziona i modi di produrre. Ma i profitti vanno solo ai leader di mercato. La sfida è trovare meccanismi istituzionali per frenare l’aumento delle disuguaglianze senza scoraggiare l’innovazione.

Il Punto

Dalla relazione annuale di Banca d’Italia viene fuori che il bonus di 80 euro in busta paga sarebbe stato speso al 90 per cento dalle famiglie. Secondo altri studi, invece, l’impatto sui consumi è trascurabile: un flop. Di chi fidarsi? Teoria, fonti dei dati e buon senso suggeriscono come più credibili le stime di via Nazionale. In effetti, una cosa che manca in Italia è una cultura di rigorosa valutazione degli effetti delle politiche. Soprattutto a causa delle resistenze della pubblica amministrazione. Sarebbe ora di cominciare. Magari partendo da come si impiegano i fondi europei per la coesione territoriale.
Spesso parliamo di “medie”: la classe media, il reddito medio… In realtà nella società di internet “La media non conta più”, come recita il titolo di un libro del blogger americano Tyler Cowen. Ciò che conta è se ci si colloca sopra o sotto di essa. Sono le nuove tecnologie a offrire a pochi di diventare molto ricchi o, più spesso, molto poveri. La sfida è trovare il modo di ridurre le disuguaglianze. Di questi temi si discute a Trento al Festival dell’Economia.
Anche per quest’anno il contribuente può devolvere il 2 per mille dell’Irpef a un partito politico. L’anno scorso sono arrivate solo 16.500 donazioni per 325 mila euro totali. Non stupisce. Però è una brutta notizia per la democrazia perché la politica si rivolgerà ai grandi finanziatori, donatori non disinteressati.
Addio vecchio cd! Dal 2000 sempre più persone al mondo scaricano musica dalla rete. Gratis e legalmente. Bene per i consumatori. Bene anche per l’ambiente senza più plastica e carta da produrre e riciclare? No, il cambiamento – rivela uno studio – dal punto di vista ambientale è suppergiù alla pari.
Mario Sebastiani commenta l’articolo di Paolo Beria e Andrea Boitani “Privatizzare le Ferrovie dello stato: quali strade possibili?
Spargete lavoce: 5 per mille a lavoce.info
Destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!

Ferrovie, un terzo binario per la privatizzazione

Gli interventi sulla privatizzazione di Ferrovie dello Stato ospitati da lavoce.info ricordano che esistono almeno due opposte scuole di pensiero su come procedere: cedere una quota di minoranza, per il resto lasciando tutto come è; oppure “tagliare a fette l’elefante” vendendo gradualmente quello che è appetibile al mercato, ma facendo rimanere in mano interamente pubblica l’infrastruttura, così da assicurarne la piena neutralità. Condivido la preferenza per la seconda opzione.

Pagina 160 di 265

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén