Con la proposta del tasso di inflazione programmata da incorporare nei rinnovi contrattuali, Ezio Tarantelli diede un contributo fondamentale al calo dell’inflazione e all’affermarsi di nuove relazioni industriali nel nostro paese. Riproponiamo il confronto sul tema.
Categoria: Rubriche Pagina 164 di 265
- Commenti e repliche
- Documenti utili
- Dossier
- Fact-checking
- Il Punto
- La parola ai grafici
- La parola ai numeri
- Lettere
- Libri
Le nuove unioni civili -quando riconosciute per legge- porteranno a un graduale progresso di civiltà per il nostro paese. Graduale perché almeno all’inizio le coppie gay da tutelare anche con il diritto alla reversibilità della pensione saranno poche e molto limitato sarà dunque il costo di tale tutela per l’Inps. Qualche calcolo tarato sul caso francese indica un onere a regime inferiore a un milione di euro. Parlando di previdenza, ha senso discutere di come agevolare i pre-pensionamenti e -insieme- di quanto innalzare l’età per la pensione di vecchiaia? Sì, se si vuole preservare l’equilibrio dei conti previdenziali ma anche salvaguardare l’esigenza delle imprese di allineare salari e produttività.
Dopo più di un anno di attesa presto sapremo quanto effettivamente pesa ciascun sindacato a livello nazionale e aziendale. Un accordo tra le parti sociali stabilisce infatti le regole su come si misura la rappresentatività e affida rilevazione e gestione dei dati all’Inps e -stranamente- al Cnel in via di abolizione. Tanti nodi ancora da chiarire, prima di tutto sull’efficacia parziale o universale dei contratti sindacali.
Al primo turno delle elezioni dipartimentali in Francia il Front national di Marine Le Pen si consolida come terzo polo politico. E potrebbe prima o poi prendere la Bastiglia. Vediamo qual è il suo programma economico: uscita dall’euro, protezionismo nazionalista e promesse sociali populiste.
Ancora nebbia fitta sul reale scopo dell’Opas su Rai way lanciata da Mediaset un mese fa. Sta alla Consob il potere (e l’obbligo) di una richiesta di chiarimento in merito a un’offerta di fatto irricevibile. La società delle torri tv -controllata dalla Rai al 65 per cento- è infatti soggetta a regole che ne vietano il passaggio in mano privata.
Utilissimo nella lotta contro il malaffare, il dipendente che segnala illeciti compiuti dalla propria istituzione o azienda non è uno che fa la spia ma una persona da proteggere contro eventuali ritorsioni. Per questo il decreto anticorruzione in dirittura d’arrivo tutelerà il whistleblowing. Un articolo che integra il nostro Dossier “Affari & mazzette”.
Dall’Expo al Mose, all’affaire Grandi opere, la corruzione fiorisce ovunque. Se non bastano le (troppe) cautele previste dalle norme sugli appalti pubblici, bisognerà dare all’Anac -l’autorità anti corruzione- il controllo preventivo sui progetti a rischio. L’allungamento dei tempi potrebbe essere gestito programmando meglio gli interventi. Un articolo e un Dossier con gli interventi pubblicati su lavoce.info.
Buona notizia: nel 2014 le emissioni di CO2 hanno smesso di crescere. Presto per dire se si tratta di uno stop permanente o transitorio. Ma i grandi inquinatori (Cina e Usa) stanno imparando a crescere con meno carbonio e migliorando l’efficienza energetica.
Con il disegno di legge “La buona scuola” tutto il potere va ai presidi, si dice. Rimangono però nel vago i criteri con cui i dirigenti scolastici saranno valutati. E non si capisce cosa accadrà agli insegnanti la cui performance deluda i loro capi istituto. Va bene che il ministero dia indirizzi all’autonomia scolastica, ma deve dire come.
Da quando ne ha parlato l’ex rettore di Harvard Larry Summers, tanti si sono chiesti come evitare il rischio di una stagnazione secolare causata dalla paura e dal troppo risparmio. Se davvero la crescita se ne è andata per sempre, una minor spesa statale potrebbe essere solo una prudente strategia di sopravvivenza.
L’idea di formare il Cda della Rai per sorteggio -come proposto dal M5s- non è così strana. La logica suggerisce che affidarsi all’estrazione a sorte cioè alla cieca fortuna ha un senso se è difficile valutare oggettivamente le alternative. Oppure se c’è un decisore astuto che ci vede troppo bene.
Sono in ritardo le banche italiane nell’utilizzo dei social network. Che rappresentano una miniera d’oro a cielo aperto se usati per sviluppare i servizi di home e mobile banking.
Il grafico mostra la correlazione tra istruzione e corruzione.

La Bce -dicono i trattati- non può essere cinghia di trasmissione di una politica nazionale che vorrebbe proteggere le proprie banche e fare deficit con i soldi di tutti. Ma in tempi di crisi i confini tra politica monetaria e fiscale diventano più labili. E ai mercati interessa solo che l’Eurozona riesca a far fronte a possibili crisi bancarie. Anche in Grecia.
Il premier vuole una nuova governance per la Rai. Bene che si ritrovi il senso di cos’è un servizio pubblico. Tenere le pressioni politiche fuori dalla porta, però, sarà un’illusione se la ristrutturazione dell’azienda non porterà a una sana gestione economica senza regali alla concorrenza.
Con la riforma del settore lo stato si riappropria delle competenze in materia di turismo. Finisce il caos delle politiche regionali, ognuna per proprio conto. Continua a mancare un referente centrale per promuovere il marchio Italia e una lista delle strutture ricettive integrata con i sistemi di valutazione privata online.
Con un dollaro in Venezuela si fa un pieno di benzina grazie alle sovvenzioni statali. Da noi un euro non basta per un litro. Con il calo del prezzo del petrolio le cose cambiano. I paesi produttori devono scegliere tra sussidi agli automobilisti e spesa sociale. Da noi c’è da coniugare il beneficio del petrolio basso con la green economy.
Ci stiamo tutti abituando a fare la nostra firma su tablet anziché sulla carta. Con vantaggi e risparmi per imprese e amministrazioni pubbliche. Che entrano in possesso dei nostri dati sensibili biometrici. Per questo il Garante della privacy è intervenuto dettando nuove regole.
I dati resi noti dall’Inps indicano che tra i pensionati con più di 79 anni il 53 per cento è iscritto a un sindacato. Tra quelli under 65 la quota scende a un terzo.
L’Inps ha messo a disposizione per la prima volta i dati sui pensionati iscritti al sindacato. Scopriamo finalmente che la percentuale di pensionati iscritti aumenta fortemente con l’età. Il grafico mostra che dal 35 per cento di pensionati under 65 iscritti a un sindacato si passa al 53 per cento per gli over 79. Ancora non sappiamo quale sia l’evoluzione delle iscrizioni tra i lavoratori e nelle classi di età più giovani ma questo trend così marcato pone forti interrogativi sulla reale capacità di rappresentanza del sindacato tra i lavoratori attivi le cui istanze rischiano di essere molto spesso in antagonismo con quelle di chi già riceve una pensione.

Con il disegno di legge sulla scuola, il Governo passa all’azione dopo i preannunci di settembre. Tre le proposte di sostanza: assunzione degli insegnanti precari, più potere di scelta ai dirigenti scolastici e -la vera rivoluzione- l’organico funzionale al posto di quello di diritto. Vediamo in dettaglio novità e ostacoli.
Grazie al Qe scendono i rendimenti sul debito pubblico italiano. Le casse dello stato risparmieranno nel solo 2015 circa 3 miliardi di interessi rispetto a quanto avrebbero dovuto sborsare ai tassi di un anno fa. Bene, a patto che questa boccata di ossigeno non mandi ancora una volta in soffitta la spending review.
Quando si prospettano liberalizzazioni nei trasporti c’è sempre chi paventa un calo della sicurezza. Si scrive sicurezza, si legge -oggi è il caso di taxi e porti- protezione di interessi particolari. I numeri degli incidenti dopo le grandi deregulation, però, dicono che le profezie di sventura non si sono avverate. Anzi.
Perché sono sempre più frequenti i disastri causati dalla pioggia? Non solo per la carenza di messa in sicurezza del territorio ma soprattutto perché stiamo stravolgendo il clima del pianeta con quasi 400 milioni di tonnellate di CO2 emesso ogni anno. Lo denunciano le agenzie specializzate, nell’indifferenza di molti.
Delle guerre e delle migrazioni che causano noi vediamo solo i barconi. Nel frattempo i movimenti di sunniti e sciiti, curdi e palestinesi stanno ridisegnando la geografia etnico-culturale e religiosa del Medio Oriente. Cerchiamo di capire come. Con una mappa sulla spesa per armamenti dei paesi coinvolti.
Un nuovo ingresso in redazione: Tommaso Monacelli, che i lettori de lavoce.info già conoscono attraverso numerosi suoi interventi. A Tommaso, che ci darà un contributo originale e di alto livello soprattutto nell’area dell’economia e politica monetaria, un caloroso benvenuto.
La mappe qui sotto mostrano le spese militari dei diversi paesi in percentuale del Pil. Tali spese includono: spese in conto corrente e capitale per forze armate, forze per il mantenimento di pace; ministeri della difesa e altre agenzie governative coinvolte in progetti di difesa; forze paramilitari, se addestrate ed equipaggiate per operazioni militari e attivita’ spaziali militari. Queste spese includono personale civile e militare e pensioni corrispondenti; operazioni di manutenzione e approvigionamento; ricerca e sviluppo militari; aiuti militari (inclusi nelle spese militari della nazione donatrice).

Evidente e’ la considerevole spesa di Oman e Arabia Saudita, intorno al 10% del Pil, maggiore anche di Stati Uniti e Russia.
