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Il Punto

È un maquillage contabile il taglio di spesa annunciato dalla Camera dei deputati. Spieghiamo i meccanismi di ragioneria creativa adottati che danno al contribuente l’illusione -solo l’illusione!- di un risparmio dei suoi soldi. Con un articolo e un e-book che scende nei dettagli.
Non è ammissibile che l’Istat ritardi ancora nel ridefinire la contabilità nazionale in base alle nuove regole Eurostat: avremo una nota di aggiornamento del Def destinata a essere aggiornata in pochi giorni!
La classe dirigente della Pubblica amministrazione è chiaramente inadeguata. Ma la riforma del ministro Madia ripete gli stessi errori del passato. Vediamo perché.
Tra gli interventi di sostegno alle famiglie più povere che, da Nord a Sud, alcune Regioni hanno varato, quello del Veneto è un esempio di lavori socialmente inutili. Ogni euro erogato costa circa 1,34 euro di burocrazia. Per raggiungere solo l’1 per cento delle famiglie in condizioni di povertà.
Il grande business dei campionati del mondo, ogni quattro anni, allarga il lato oscuro del gioco del calcio, già vasto a livello nazionale. Non c’è praticamente edizione che ne sia indenne. Vediamo quali sono le ombre che già gravano su Russia 2018 e, soprattutto, Qatar 2022.

Convegno de lavoce.info
“Criminalità, corruzione e crescita” è il titolo del convegno 2014 de lavoce.info che si terrà la mattina di mercoledì 17 settembre. La partecipazione all’incontro, a porte chiuse, è riservata alla redazione de lavoce.info e a chi ci ha finanziato con almeno 100 euro o raggiunge cumulativamente 100 euro di donazione negli ultimi tre anni. Chi non l’ha fatto, è ancora in tempo per compiere la donazione! Questo sito vive prevalentemente grazie al contributo dei lettori. Che, ancora una volta ringraziamo di cuore.

Il Punto

Una nuova puntata della nostra esplorazione nel labirinto delle regole finanziarie europee. Vediamo come funziona il limite all’espansione della spesa (expenditure benchmark) nell’ambito del Patto di stabilità e crescita.
Ormai si assume solo con il parasubordinato o con contratti a tempo determinato. Mentre diminuiscono le conversioni di questi lavori in rapporti a tempo indeterminato e aumentano le uscite da questi verso la disoccupazione e l’inattività. Il ministro Poletti vuole ulteriormente aumentare i lavori precari e solo successivamente pensare alla stabilizzazione. È la scelta giusta alla luce di questi dati? E ci sarà mai il secondo stadio della sua strategia?
In un decennio circa -dopo la riforma del finanziamento del sistema sanitario– la spesa è esplosa, con un aumento delle uscite correnti del 63 per cento. Perché la transizione dal sistema dei costi storici a quello dei costi standard va a passo di lumaca. Ecco le Regioni che ne pagano il conto.
A che punto è il divario territoriale nel nostro paese, in termini di benessere complessivo e di Pil pro capite? Ci sono sempre almeno due Italie -settentrionale e meridionale- ma dal 2008 la differenza si è ridotta, forse perché al Nord si sta peggio di prima.
Conti in tasca all’Inter, la società di calcio ceduta da Moratti a Thohir. Il risanamento è ancora tutto da fare. E nel 2015 è a rischio sanzioni.

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Convegno de lavoce.info
“Criminalità, corruzione e crescita” è il titolo del convegno 2014 de lavoce.info che si terrà la mattina di mercoledì 17 settembre a Milano (Università Statale – Scienze Politiche). La partecipazione all’incontro, a porte chiuse, è riservata alla redazione de lavoce.info e a chi ci ha finanziato con almeno 100 euro o raggiunge cumulativamente 100 euro di donazione negli ultimi tre anni. Chi non l’ha fatto, è ancora in tempo per compiere la donazione! Questo sito vive prevalentemente grazie al contributo dei lettori. Che, ancora una volta ringraziamo di cuore.

 

Fondi strutturali: prendere o lasciare?

Come spendiamo i fondi strutturali europei?  Inefficienze, sprechi e dubbi sulle modalità di applicazione e funzionamento sono evidenti. Ma i benefici non mancano, su tutti una maggiore coesione europea. Meglio restituirli o spenderli meglio?

Il Punto

Ci sono in Italia 6 milioni di poveri assoluti, quasi il doppio rispetto al 2007. I quattro governi che si sono succeduti in questa lunghissima crisi hanno fatto poco o nulla per contrastare questo fenomeno. Passiamo in rassegna tre loro importanti provvedimenti fiscali: uno non cambia nulla per i meno abbienti, uno addirittura li penalizza, un altro contiene solo un timido passo verso di loro.

Il Punto

Le famiglie italiane dal 2007 in poi hanno perso il 13 per cento del reddito disponibile e il 10 per cento della ricchezza. Ma la disuguaglianza non è aumentata. Dobbiamo preoccuparci della povertà, non del presunto ridimensionamento della classe media.
Apprezzabile che il Governo scelga procedure di nomina fondate su manifestazioni di interesse e selezione dei curricula.

Composizione del Senato: il giusto mezzo

Come evidenziato molto opportunamente anche nel contributo di Massimo Bordignon pubblicato qualche giorno fa, al nuovo Senato dovrebbero essere attribuite competenze assai incisive, tali da farne una effettiva “camera territoriale”. A parer mio ci sarebbero ancora alcuni aspetti perfezionabili, alcune funzioni da rinforzare (in particolare in tema di garanzie e di legislazione bicamerale) ma tutto sommato il testo appare molto più equilibrato e condivisibile di quanto non fosse quello uscito da Palazzo Chigi alcuni mesi fa.

Il Punto

Per fortuna sono finiti gli scudi fiscali dell’era Tremonti. È in arrivo la collaborazione volontaria (o voluntary disclosure) come nei principali paesi Ocse. Qualche sconto sulle sanzioni ma niente anonimato né cancellazione delle tasse non pagate. Vediamo come funziona.

L’industria batte in testa

TORNA A DELUDERE LA PRODUZIONE INDUSTRIALE

I dati sulla produzione industriale hanno ripreso a deludere. Fatto 100 l’indice della produzione industriale pre-crisi (quello dell’aprile 2008 quando si raggiunse il punto più alto della ripresa 2006-08), nel mese di maggio il dato della produzione industriale (depurato dalle componenti stagionali) ha fatto registrare un deludente 74,7, in calo dell’1,2 per cento rispetto all’aprile 2014 e dell’1,8 per cento rispetto al maggio 2013.

In difesa della Bce

LE CRITICHE ALLE TLTRO

La Bce è accusata da molti di non fare abbastanza per rianimare i meccanismi del credito. Si citano gli esempi degli Ltro del 2011 e 2012, utilizzati dalle banche europee per acquistare titoli di Stato. E si criticano i futuri Tltro per non essere sufficientemente “targeted”. Infatti, le banche potranno prendere a prestito per quattro anni un totale di mille miliardi di euro, a partire dall’operazione di settembre, senza un controllo effettivo sulla loro destinazione all’economia reale.

Il Punto

Cosa c’è di positivo, cosa non va e cosa manca nella riforma del Senato? Apprezzabile il tentativo di evitare il pasticcio creato con la riforma del Titolo V che ha sovrapposto le competenze fra diversi livelli di governo, riducendo le funzioni delle Regioni e reintroducendo un principio di supremazia per la legislazione statale. Ma rimangono confusi i rapporti finanziari Stato-Regioni e mancano le connessioni tra il nuovo sistema di poteri e i vincoli europei.

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