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Categoria: Rubriche Pagina 199 di 263

L’andamento del Pil

Aggiorniamo il grafico dell’andamento del Prodotto interno lordo includendo gli ultimi dati Istat. Il grafico mostra i dati relativi al livello del Pil trimestrale a valori concatenati (ossia depurati dall’inflazione) e destagionalizzati (depurati per l’effetto di calendario).

Il Punto

Soffocano le piccole e medie imprese per la stretta creditizia. Apriamo il confronto su come affrontare il problema. Cosa ci dice l’esperienza del Regno Unito con i fondi di garanzia statale. In molti casi, più che la mancanza di credito, c’è una carenza di capitale di rischio. Per ovviare a questo problema nel breve periodo si può pensare ad un contributo del settore assicurativo nel fornire garanzie al credito.
Le maglie sempre più larghe della contrattazione collettiva: il 13 per cento dei lavoratori italiani percepisce salari sotto il minimo contrattuale. Sono soprattutto donne e giovani. Un dossier raccoglie approfondimenti sulla generazione senza lavoro.
Oltre 31 milioni di italiani non leggono nemmeno un libro all’anno. Eppure tra i 63.800 titoli pubblicati in 12 mesi ce n’è per tutti i gusti. Mentre a Torino si apre il Salone del libro, vediamo i dati sulla lettura e l’editoria.
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La crisi pagata dai giovani

La disoccupazione giovanile è al 36 per cento. È anche una conseguenza di riforme del mercato del lavoro rimaste incomplete. Abbiamo raccolto alcuni articoli sul contratto unico, una proposta lanciata su lavoce.info, e altri interventi sul precariato giovanile. 

Il Punto

Per sfuggire alla stretta creditizia che non fa affluire finanziamenti alle imprese, utile cercare canali e strumenti alternativi come la cartolarizzazione di prestiti alle Pmi garantita dalla Bce. Ma attenzione a non ripetere errori del passato nel mettere in circuito strumenti finanziari complessi e poco trasparenti.  Per Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, la causa del credit crunch è la scarsa raccolta di denaro da parte delle banche. E’ una tesi infondata. E cosa ne pensa il capo dei banchieri delle nomine nel Consiglio di gestione di Banca intesa? Non dovevano le fondazioni fare un passo indietro?
Come realizzare in maniera equilibrata una riforma del diritto di cittadinanza che preveda lo ius soli, proposta anche dal neo-ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge? Bene tener conto di come hanno regolato la materia i principali paesi europei e puntare su scelte il più possibile condivise.
Brilla per assenza di iniziativa la Consob sotto la guida di Giuseppe Vegas. Persino in occasione dello scandalo devastante del Montepaschi. E, per aiutare le piccole-medie imprese a finanziarsi quotandosi in borsa, istituisce un pletorico gruppo di lavoro. Un film già visto.
La spesa militare italiana -che alcuni partiti vorrebbero ridurre- è 26,46 miliardi di euro. Vicina a quella di altri partner europei. La vera anomalia, come mostra il grafico, è che rappresenta una quota di Pil pari a quella che destiniamo alle politiche del lavoro e poco meno di quanto va alla protezione sociale.
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Quanto è la spesa militare italiana?

Molto si è discusso a proposito della spesa militare in Italia. In particolare rispetto all’annosa vicenda del acquisto di 90 caccia bombardieri F-35. In un periodo segnato da vincoli di bilancio estremamente stringenti e la necessità di trovare risorse per finanziare programmi mirati al sostegno della crescita, pare opportuno tornare su questo punto per fornire qualche numero riguardo la spesa militare italiana.

Più borsa o solo meno Consob?

La lettura della relazione annuale della Consob lascia allibiti. E non per quello che c’è scritto, ma per ciò che non c’è.  Era difficile riuscire a generare un vuoto pneumatico dopo sei anni di crisi finanziaria. Il presidente Vegas magistralmente ci è riuscito. Così mentre si avverte sempre di più la necessità di trovare fonti di finanziamento alternative alle banche per le nostre imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, il rapporto non dice nulla su ciò che Consob ha fatto o intende fare per ampliare i mercati dei capitali in Italia e veicolare credito alle Pmi.

Il Punto

La Banca centrale europea può fare molto di più per accorciare la crisi. Perché l’idea che con tassi nominali vicini a zero la politica monetaria diventi impotente è un mito da sfatare.Il taglio del tasso di sconto dello 0,25 per cento è, in ogni caso, troppo timido.
Traffico di droga, estorsioni, usura, edilizia, alberghi, grande distribuzione: Cosa nostra rimane la stessa ma si adatta ai tempi di crisi economica diversificando le attività criminali sia nella roccaforte siciliana sia nelle regioni del Nord. Sempre attenta ai legami con il mondo della politica.
I sindacati fanno passi in avanti nel definire le regole di rappresentanza. Bene perchè ciò permetterà di decentrare la contrattazione, azienda per azienda. Servirà per stimolare la produttività. Sempre che i sindacati, che oggi si dichiarano per lo sviluppo dell’innovazione nelle imprese, non tornino al passato ostacolandola. Il decentramento della contrattazione servirà anche per favorire contratti di solidarietà espansiva, che creino lavoro oltre a non distruggerlo.
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Viceministri e sottosegretari

Analisi sintetica dei viceministri e sottosegretari del Governo Letta.

Il Punto

Al 90 per cento politici con più di dieci anni di esperienza in cariche elettive, un sesto di loro ripescato tra i non eletti in Parlamento. Ecco chi sono i nuovi 40 viceministri e sottosegretari del Governo Letta.
L’Imu  ancora al centro del confronto politico mentre 6 milioni di persone sono disoccupate o scoraggiate. A chi minaccia il ritorno alle urne, bene ricordare che i sondaggi elettorali sono poco attendibili e i sondaggisti sembrano rassegnati a ritenerli poco utili nel prevedere il voto.
Per varare una nuova legge elettorale -a parole voluta da tutti- i partiti non sono riusciti a trovare un accordo nell’intera scorsa legislatura. Legittime le perplessità sulla loro volontà di arrivarci adesso. Forse si potrebbe far scrivere il testo a un’assemblea civica esterna al Parlamento, sull’esempio dei canadesi. Vediamo come hanno fatto.
Sono schizzinosi i giovani in cerca di lavoro? Uno studio dice che lo sono sempre meno e i famigerati choosy si annidano tra chi ha le spalle coperte.
Nelle università il nepotismo c’è. I numeri, però, dicono che il tasso di inadeguatezza professionale dei “figli di” è pari a quello degli altri. Rimane, comunque, un problema etico. Ed estetico.
La redazione festeggia la nascita del figlio dell’amico e collega Riccardo Puglisi e di Elena. Benvenuto Tommaso!
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Il Punto

Nel programma del neonato Governo Letta, la sospensione dell’Imu sulla prima casa in attesa di una riforma. Bene allineare gli estimi catastali ai valori di mercato e ridurre le aliquote, ma non si è mai vista una riforma fiscale fatta sospendendo le tasse. E ricordiamoci che priorità oggi è ridurre la pressione fiscale sul lavoro.
In piena emergenza economica, sociale e istituzionale i temi dell’ambiente e dell’energia rischiano di passare in secondo piano. Ma devono rimanere nell’agenda politica del Governo. Almeno nei termini indicati dai “saggi” nominati da Napolitano.
“Studiare forme di reddito minimo” ha promesso Letta nel suo discorso programmatico. L’esempio del Trentino può essere d’aiuto.
La querelle sui risultati di Reinhart-Rogoff riguardo alla relazione fra debito pubblico e crescita economica ha messo in ombra un problema fondamentale: potrebbe essere la bassa crescita a causare l’alto debito anzichè il contrario.
Beppe Grillo è solo il più recente predicatore della decrescita economica. Ci sono vari e illustri precedenti. Tutti utopici. Perché è impossibile frenare la tensione alla crescita a meno di rinunciare alla democrazia. Del resto, nella decrescita ci siamo in pieno. Involontariamente. E ci viviamo molto male.
Abbiamo completato il Dossier “Cosa dicono e cosa no i sondaggi elettorali” con le risposte dei sondaggisti alla domande de lavoce.info. Ne parleremo anche al Festivaleconomia di Trento.
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