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Categoria: Rubriche Pagina 237 di 258

Sommario 25 Settembre 2005

Il “nuovo” ministro dell’economia ha cinque giorni di tempo per varare la finanziaria, in una situazione in cui il Governo sembra aver perso il controllo dei conti pubblici. Grazie all’Euro abbiano sin qui evitato guai peggiori, ma l’emergenza ricorda la crisi del 1992. Oltre che all’inadeguatezza di molti politici, dobbiamo questa situazione alla scarsa qualità delle nostre istituzioni. Tra i nodi non risolti c’è quello del federalismo e della finanza locale, dove in questa legislatura, in assenza di una chiara cornice istituzionale, si è oscillato tra interventi centralistici e autonomia irresponsabile.
I problemi di qualità delle istituzioni non riguardano solo il settore pubblico. La recente operazione sulle azioni Fiat conferma che la trasparenza del nostro mercato azionario lascia molto a desiderare. Ci occupiamo anche delle elezioni in Germania di una settimana fa: si apre un periodo di forte instabilità politica. Potrà mettere a rischio la ripresa economica che sembrava alle porte.

Aggiornamenti: Un fallimento troppo amministrato di Francesco Vella;
Per una Germania con politica all’italiana di Tito Boeri e Micael Castanheira;
Perché restano piccole imprese di Stefano Scarpetta.

Gianluigi Gabetti presidente di Ifil, commenta l’intervento di Salvatore Bragantini “Se l’equity swap dribbla la comunicazione”.

Il Massimo del pentimento


Vecchio compagno dal grande cuor vermiglio,
lo so, lo so che ti sÂ’imperla il ciglio,
nel legger ciò che dice il tuo D’Alema:
andare a Mosca allor, non ne valea la pena.



Garriva al vento, gloriosa la bandiera,
ma or ti sembra solo una chimera,
che né il lavor, né la giustizia e il bello
potean marciare con falce e con martello.



Il grande sogno del sociale impero
rimase un sogno e mai divenne vero,
Camillo avea perciò molta ragione
nel dirlo a quel buon uomo di Peppone.



Vecchio compagno, quanto tempo è passato
dal dì che a Pisa si gridò “Morte alla Nato”.
Poi giunse un papa là nel Vaticano,
che con la croce nella stanca mano,



bussò sul ferro della gran cortina
e il brutto inganno trascinò in rovina.
Ecco così di Massimo il tormento,
che al fin si sciolse in lauto pentimento.



Un caso indubbio di virtù nostrana,
che più somiglia a un volta di gabbana!
Caro compagno che ti ritrovi mesto
tu che credevi e ti illudevi, onesto.



Addio compagno del tempo del muro
tu che guardavi al sole del futuro;
ora di te mi sentirò un po’ privo,
non più compagno, ma foglia dell’ulivo.

Sommario 19 Settembre

Giustizia Civile

e Diritto Fallimentare continuano ad essere le palle al piede per la crescita delle imprese italiane e scoraggiano gli investitori esteri. I tempi troppo lunghi del processo civile (dovuti anche alla mancata liberalizzazione delle tariffe degli avvocati) rendono rischiosi i contratti e difficile l’accesso al credito. Per sopravvivere, le imprese cementano la fedeltà di partnership con l’effetto di impedire l’ingresso di nuove imprese, che non possono entrare in queste consorterie. Anche la riforma del fallimento servirebbe a ridurre i rischi degli investitori e facilitare l’accesso al credito. Ma si allontana sempre più dall’orizzonte.
Nel frattempo lÂ’Italia precipita nelle classifiche degli investitori compilate dalla Banca Mondiale (dal 40simo al 70simo posto). E la piccola impresa non riesce a crescere. Altro che “piccolo è bello”!

Stefano Micossi replica all’intervento di Lorenzo Stanghellini sulla riforma del diritto fallimentare. La controreplica dell’autore.

Aggiornamenti: Più occupazione senza prodotto di Pietro Garibaldi.
Le armi del Fondo di Carlo Cottarelli
E il guardiano dei conti si ritrovò solo di Roberto Perotti

Sommario 12 Settembre

Per gestire le politiche dell’immigrazione bisogna guardarsi attorno. Vedere cosa fanno gli altri paesi da dove vengono e dove vanno gli immigrati. Esattamente l’opposto di quanto fatto in questa legislatura e di quanto sta avvenendo all’inizio di questa campagna elettorale. Cerchiamo di documentare quanto avviene negli altri paesi dell’Unione Europea e poniamo un quesito: dobbiamo anche noi adottare politiche dell’immigrazione differenziate a seconda del livello di istruzione e delle qualifiche degli immigrati? Ci vuole anche molto pragmatismo.  L’atteggiamento opposto di quello che ha ispirato la legge Bossi-Fini.

La riforma della Banca d’Italia presentata dal Governo rinuncia a introdurre una disciplina transitoria in grado di garantire un rapido ricambio nella conduzione della Banca d’Italia: è questo il vero segnale istituzionale di cui ci sarebbe stato bisogno.Un bel pasticcio è poi quello creato dalla norma sul trasferimento della proprietà che per risolvere un inesistente conflitto di interessi rischia di tradursi in un inutile regalo alle banche. Fra gli emendamenti presentati al Senato al ddl sul risparmio diversi  riprendono le proposte de la voce. Tra questi, appunto, quelli che separano proprietà e controllo, rendendo inutile il trasferimento della proprietà al Tesoro.

Tra meno di venti giorni sarà presentata la legge finanziaria 2006. Iniziamo a occuparcene lanciando un allarme sullo stato della finanza comunale, alle prese con compiti più ampi cui non corrispondono entrate tributarie adeguate.

Vogliamo anche noi una politica selettiva dell’immigrazione?

Le politiche dell’immigrazione degli stati dell’Unione Europea stanno diventando sempre più restrittive per i lavoratori poco qualificati, mentre i diversi paesi competono tra di loro nel cercare di attrarre dall’estero lavoratori più istruiti. Da noi, invece, prevale un atteggiamento restrittivo su tutti i fronti. E nel dibattito pre-elettorale si continua a pensare che si possa gestire la politica dell’immigrazione a livello nazionale, ignorando ciò che avviene altrove.

Sommario 5 settembre 2005

L’uragano Katrina pone nuovi interrogativi sui cambiamenti climatici indotti del riscaldamento globale, per la prima volta riconosciuto da tutti all’ultimo vertice del G8. Sei paesi, tra cui Usa e Giappone hanno stipulato un “contro-accordo”, secondo il quale la riduzione delle emissioni si ottiene attraverso lo sviluppo di tecnologie pulite, come l’energia eolica. La quota più rilevante delle emissioni proviene dal settore dei trasporti, dovuta all’impiego di petrolio e gas nella produzione dei carburanti. Una crescente attenzione, anche a livello europeo, sta attirando la possibilità di produrre biocombustibili: se utilizzati dai mezzi di trasporto, consentirebbero un abbattimento significativo delle emissioni inquinanti. Ma meritano davvero gli incentivi che la Commissione Europea si appresta a dar loro?

All’Ecofin di giovedì ci saranno probabilmente o Fazio o Siniscalco, non tutti e due. Sarebbe spiacevole che l’Italia fosse rappresentata da un governatore sfiduciato da tutti. Ma il governo ha perso una nuova occasione per cambiare le regole e il Governatore. Ecco gli emendamenti che avremmo voluto vedere approvati dal Consiglio dei Ministri di venerdì scorso.

Innocenzo Cipolletta commenta le nostre proposte. Federico Ghezzi e Donato Masciandaro aggiungono alcune riflessioni.

Sommario 29 Agosto 2005

Centinaia di articoli sulla stampa internazionale testimoniano il danno inferto all’immagine dal nostro paese dal comportamento del Governatore. Le prese di posizione dell’ultimo mese misurano la distanza abissale che si è aperta tra Banca d’Italia e gli economisti italiani (se c’è un economista che vuole prendere le parti del Governatore, batta un colpo!).  

Per i lettori che hanno perso qualche puntata riassumiamo i punti oscuri delle vicende Banca Popolare Italiana-Antonveneta e Unipol-BNL, e mettiamo a disposizione lÂ’autodifesa di Fazio al CICR, il testo delle intercettazioni telefoniche e altri documenti utili a formarsi un’opinione. Il Governo ha tempo sino allÂ’8 settembre per evitare la resa, presentando gli emendamenti al ddl sul risparmio, ma sembra incapace di decidere. L’auspicio è che il ministro Siniscalco riesca a far sentire la sua voce. Ci poniamo due domande: puo’ Ciampi intervenire nella vicenda per accelerare una soluzione della crisi? E la BCE può far finta di nulla?

 

Il Senatore Franco Debenedetti commenta l’intervento di Carlo Fusaro.

Sommario 22 agosto 2005

Troppi pochi antivirali e gravi ritardi nella preparazione dei vaccini per fronteggiare lÂ’influenza aviaria e il rischio di contagio umano. Un nuovo esempio del fallimento del principio di precauzione secondo cui gli organismi sovranazionali e nazionali, in presenza di una domanda di mercato incerta, dovrebbero contribuire a sostenere la ricerca e la produzione di farmaci necessari a scongiurare eventi catastrofici.

 

I dati demografici testimoniano un forte ritardo del nostro paese rispetto al resto d’Europa su molti fronti.  L’Italia rimane l’unico paese europeo a non offrire alcun riconoscimento giuridico alle coppie di fatto, sia etero che omosessuali, nonostante siano in costante crescita.  Utile prendere spunto dal Pacs francese. I tempi dei divorzi e affido dei figli sono troppo lunghi, il che rende più difficile l’avvio delle eventuali nuove famiglie e ritarda la ridefinizione dei rapporti e delle responsabilità verso i figli.  Non abbiamo strumenti di assistenza agli anziani “fragili” nonostante gli anziani vittime della calda estate del  2003 siano stati almeno tre volte quelli dichiarati allora.  Infine sono molto elevati i tassi di povertà fra i minori e il lavoro minorile.

 

Aggiornamenti:

La via dell’autoriforma è obbligatoria? di Francesco Vella, 25/08/2005

Antitrust e concorrenza

Riproponiamo ai lettori una serie di interventi che lavoce.info ha offerto in tema di concorrenza e antitrust.

Sommario 11 Agosto 2005

Speriamo che la pausa di Ferragosto permetta al Governatore della Banca d’Italia di prendere atto dei danni che con la sua condotta sta arrecando al paese. Documentiamo come la scalata ad Antonveneta sia avvenuta violando tutte le regole possibili di funzionamento del mercato finanziario e bancario e l’autorizzazione di Antonio Fazio, contro il parere degli ispettori,  abbia avallato violazioni molto gravi.
Finalmente buone notizie sull’economia italiana. Il rimbalzo nell’andamento del pil dopo la recessione e’ stato superiore alle aspettative. Ma e’ troppo presto per parlare di consolidamento della ripesa e rimangono forti preoccupazioni sullo stato dei nostri conti pubblici. A questo proposito, Vito Tanzi discute un rapporto di Faini, Giannini, Gros, Kostoris e Pisauro sulla sostenibilità del debito pubblico.
Giuseppe Pennisi commenta lÂ’analisi sulla convenienza economica della Torino-Lione e dei lavori di ampliamento del tunnel del Frejus  di Francesco Ramella. La controreplica dell’autore.
Nel fare gli auguri a tutti i lettori di buone ferie, come di consueto, formuliamo alcune proposte di lettura. Ci prendiamo anche noi una pausa, ma terremo gli occhi ben aperti, anche sott’acqua. Ci rivediamo il 22 agosto.

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