Lavoce.info

Categoria: Rubriche Pagina 257 di 263

Sommario 9 dicembre 2003


Perché ci sia un vero confronto sulla riforma previdenziale occorrono maggiori informazioni sugli effetti degli emendamenti del Governo e proposte alternative. Lavoce.info offre il proprio contributo su entrambi gli aspetti. Poniamo alcuni interrogativi sulle stime dei risparmi fornite dal Governo. Discutiamo gli effetti di una riforma che si limiti ad anticipare l’entrata in vigore del regime contributivo, pro rata. E altri correttivi, come la possibilità di aumentare volontariamente i contributi per garantirsi un dato livello di prestazioni. E mostriamo quali potrebbero essere gli effetti della diversificazione dei risparmi previdenziali permessa dal dirottamento del TFR verso i fondi pensione.

Lieti di ospitare altre proposte. Cominciamo con quella di Nicola Rossi, economista, esperto dei sistemi di welfare e parlamentare dei Ds.

Sommario 4 dicembre 2003


Il Patto di Stabilità accende il dibattito tra gli economisti. Nessuno, o quasi, dubita della necessità di un insieme di regole che disciplinino le politiche fiscali. Rimangono però aperte le questioni relative all’efficacia del Patto così come è formulato, agli effetti della decisione dell’Ecofin di congelare le sanzioni a Francia e Germania e agli indirizzi di riforma del Patto stesso. Proponiamo agli iscritti della newsletter tre domande sul futuro del Patto. È possibile rispondere fino al 9 dicembre. Pubblicheremo infatti gli esiti del sondaggio prima del vertice europeo del 12-13 dicembre. Una cosa è certa: qualsiasi cosa si faccia, ci vuole più trasparenza nei conti pubblici.

Ringraziamo i lettori che ci hanno inviato contributi, siamo arrivati a quota 42.743 euro di sottoscrizione, aiutateci ad arrivare a 50.000 entro la fine dellÂ’anno.

Sommario 2 dicembre 2003

Il day after la débacle dellÂ’Ecofin. Perchè il Patto non è stato riformato in tempo? Cosa accadrà ora? In discussione non è tanto il Patto quanto il Trattato, la cui riforma è più impegnativa. La ripresa italiana è un problema d’offerta: pochi i benefici che possono perciò scaturire da un allentamento del Patto. Inoltre, la sanzione del mercato, sotto forma di più alti tassi di interesse, è sempre in agguato per un paese indebitato come lÂ’Italia. Avremmo tutto lÂ’interesse a difendere il patto nei fatti (salvaguardando le sanzioni) e non solo a parole.

E’ un day after (dopo Kyoto) anche il vertice a Milano sul clima. Presumibile che il protocollo non entrerà mai in vigore.

Torniamo sul bonus figli, ennesimo esempio di politiche sociali fatte a mance, annunci e bandierine.

Siamo giunti a quota 42.463 euro di sottoscrizione. Ci proponiamo di raggiungere i 50.000 euro entro Natale. Grazie a tutti i lettori per il loro sostegno.

sommario 27 novembre 2003

Ricordate la Repubblica delle banane? Ritorna in auge, anche in senso letterale, con la vicenda di Scanzano Jonico. Comprensibile che non si vogliano scorie nucleari nel cortile di casa. Meno comprensibile che il Governo continui a tornare sui suoi passi, non dia informazioni sui criteri di scelta del sito e non offra compensazioni alle comunità interessate.

Come preannunciato, ospitiamo altri interventi sul destino della rete di trasmissione di energia elettrica. Se privatizzarla potrebbe generare problemi, è anche vero che il Tesoro è a caccia di quattrini. La recente diatriba fra Tremonti e l’Autorità per l’energia conferma questo sospetto. Con il Tesoro paladino degli azionisti privati (nonchè dei pochi dividendi) e l’Autorità – ormai in scadenza – che continua a difendere i consumatori. Anche a rischio di intervenire con modalità non del tutto appropriate.

Una rassegna stampa sulle reazioni in Germania alla violazione del Patto di Stabilità e Crescita. Critiche non solo dall’opposizione. Pressochè unanime e negativo il giudizio degli economisti.

Abbiamo superato quota 11.500 iscritti alla newsletter. Grazie a tutti i nostri lettori per la fiducia accordata.

Il patto violato

Una rassegna stampa registra le reazioni in Germania seguite alla violazione del Patto. Guardando avanti, cosa si può fare?
Riproponiamo per i lettori de la voce.info anche gli interventi di Vito Tanzi, Roberto Perotti, Guido Ascari, Olivier Blanchard e Francesco Giavazzi, Daniel Gros, Fabrizio Coricelli e Valerio Ercolani sugli effetti sulle politiche anticicliche e sulle possibili riforme del Patto di stabilità e crescita.

sommario 25 novembre 2003


La decisione dell’Ecofin di non applicare le sanzioni a Francia e Germania rischia di sancire la morte del Patto di Stabilità e Crescita. Sarebbe stato meglio non cercare compromessi che nei fatti svuotano il Patto, ma, semmai, utilizzare il poco tempo a disposizione, prima del Consiglio europeo, per riformare il Patto.
Mezzi di informazione e pubblicità concentrate in poche potenti mani in Italia. Con potere economico e potere mediatico che si sovrappongono. Molto più che negli altri paesi industrializzati. L’informazione sulla Legge Finanziaria ne risente: diventa questione di schieramento politico, non di politica economica. In questo quadro la Legge Gasparri torna al Senato, in vista dell’approvazione definitiva. Consolida le posizioni dominanti, salvo affidarsi al digitale terrestre. Presume che ci vorranno 2 anni per la sua diffusione; in realtà potrebbero servirne addirittura 15.

sommario 20 novembre 2003


Ricorrendo al voto di fiducia, la Camera ha dato il via libera al decretone che, inter alia, finanzia il nuovo Istituto Italiano di Tecnologia (Iit). L’Iit dovrebbe promuovere la ricerca scientifica, la formazione e l’eccellenza. Ma sin qui ha solo scatenato polemiche fra gli scienziati che dovrebbero maggiormente beneficiare dell’iniziativa. Ci sforziamo allora di evidenziare i punti critici del progetto e di essere propositivi. L’Iit non deve essere un nuovo polo, ma uno schema che premi i migliori centri di ricerca, anzichè spiazzarli. Deve riuscire ad attrarre finanziamenti esterni perchè le risorse stanziate sono comunque esigue in rapporto alle necessità della ricerca in Italia. E rende ancora più necessarie riforme che aumentino gli incentivi alla ricerca nelle università italiane. Ci sono lezioni utili da imparare dalle esperienze inglesi e canadesi a questo riguardo.

Mario Vavassori di Odm consulting e Leonello Tronti e Saverio Gazzelloni dellÂ’Istat replicano ad Andrea Ichino su salari, statistiche e privacy. La contro-replica dellÂ’autore.

Siamo a quota 42.000 euro di sottoscrizione. Ringraziamo i lettori del loro sostegno. Ci permette di continuare a fornire il nostro servizio.

sommario 18 novembre 2003


Nel silenzio generale, la Camera si appresta a dare il via libera al decreto legge nel quale è stata collocata gran parte della manovra di finanza pubblica per il 2004. È un provvedimento che tratta innumerevoli materie, che raramente hanno il requisito dell’urgenza.
Tra le più importanti vi è la riforma della Cassa depositi e prestiti, un progetto i cui contorni e obiettivi non sono affatto chiari. Come verrà mantenuto il rapporto privilegiato con il ministero dell’Economia? Come si garantiranno finanziamenti agevolati a Regioni e enti locali? Che ruolo avrà la nuova Cassa nel finanziamento delle infrastrutture? Forse il vero obiettivo è un altro: abbattere (fittiziamente) il debito pubblico facendo della Cassa una nuova Iri, cui trasferire le partecipazioni azionarie dello Stato.
La manovra assegna al concordato fiscale un ruolo importante nel reperimento di nuove risorse (3.584 milioni di euro nel 2004). Il nuovo concordato ha caratteristiche molto diverse da quelle già disegnate nel 2002: è divenuto un mero espediente per scambiare un aumento predeterminato del gettito con la tranquillità fiscale. Si riproducono così i difetti tipici dei condoni fiscali: viene penalizzato chi è stato più rispettoso delle regole e viene premiato chi si è comportato in modo meno corretto.
Tra le misure minori del decreto, la sperimentazione della de-tax: la devoluzione di una piccola quota del gettito dell’Iva a finalità etiche. La misura non determina risorse private aggiuntive e appare come una sorta di 8 per mille, la cui destinazione verrà però decisa dai contribuenti più ricchi.

Lavoce.info è stata premiata come seconda classificata al concorso “Premio Cenacolo” nella sezione editoria per “l’informazione critica sui temi della politica economica”. Un sentito grazie a tutti i nostri collaboratori.

sommario 14 novembre 2003


Il documento di Prodi accende gli animi. Ma nessuno sembra preoccuparsi dei suoi contenuti. Si rivolge all’Europa. Ecco allora il parere di Daniel Gros, direttore del Centre for European Policy Studies di Bruxelles. Mentre da questa sponda dell’Atlantico si sogna una crescita più forte, dall’altra sponda si aspira a una società con disuguaglianze meno stridenti. Anche perchè potrebbero far degenerare la democrazia. E noi stiamo forse peggio di tutti: disuguaglianze in aumento e minore mobilità sociale che negli altri paesi industrializzati.
Angelo Gennari risponde a Vincenzo Galasso sull’invecchiamento del sindacato. Come curarsi dalla sindrome del gorilla di montagna?

Abbiamo superato quota 11.000 iscritti alla newsletter. Non ci starete tutti nell’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano. Ma vi aspettiamo in tanti lunedì 17 novembre alle 10, al convegno su “Informazione e Economia“.

sommario 11 Novembre 2003

Il Patto di Stabilità e Crescita è moribondo, ferito dai grandi paesi dell’unione monetaria. Viene accusato di terribili misfatti. Eppure studi recenti mostrano che il Patto ha addirittura migliorato il modo con cui i Governi utilizzano le politiche fiscali nel contrastare le recessioni. E non dimentichiamoci che abbiamo tutto da perdere dalla morte del Patto, data la montagna del nostro debito pubblico.

Vige ormai la prassi in Italia di costruire notizie su dati non rappresentativi. Non è solo colpa di un modo approssimativo di fare informazione. E’ il frutto anche di gravi lacune del nostro sistema statistico e di una legge sulla privacy che oscura informazioni chiave per chi vuole svolgere ricerche con metodo scientifico. Cominciamo a documentare questi oscuramenti. Presto nuove puntate.

E’ giusto privatizzare la società che detiene la proprietà della Rete di trasmissione nazionale dell’energia elettrica? Apriamo il dibattito con un intervento che ritiene sia meglio tenere la società sotto il controllo pubblico.

Renato Brunetta risponde a Francesco Giavazzi. Attendiamo ora la proposta di legge per abolire gli albi professionali e il ricorso obbligatorio al notaio nella compravendita di auto usate.

Ecco il programma dell’incontro del 17 novembre “Economia ed Informazione”. Vi aspettiamo.

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