Un autorevole studio mette in discussione alcune certezze che riguardano la demografia. Ha suscitato polemiche, ma porta a riflettere sulle risorse e sulle capacità di reazione spesso imprevedibili dell’intelligenza umana.
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Nel lungo periodo le nostre finanze pubbliche potrebbero risultare meno squilibrate di quelle Usa. Ma serve un consolidamento, altrimenti l’onere sulle generazioni future sarà assai gravoso, complici calo demografico e ristagno della produttività .
Un’immigrazione ben gestita e regolata può aiutare ad arginare il calo demografico. I lavoratori stranieri restano però confinati in lavori a bassa qualificazione. Se fossero più valorizzati, ci sarebbero vantaggi per Pil, consumi ed entrate statali.
Nei prossimi anni il divario Nord-Sud potrebbe aumentare anche a causa di una crisi demografica che sembra penalizzare di più le regioni meridionali. Gli investimenti previsti dal Pnrr sono un’occasione unica per accrescere produttività e occupazione.
La scarsa partecipazione femminile al mercato del lavoro è uno degli elementi alla base della bassa crescita del Mezzogiorno. La Calabria rappresenta una delle regioni più problematiche. Mancanza di servizi alle famiglie e minore livello d’istruzione sono tra gli ostacoli a uno sviluppo duraturo e diffuso.
La misura appena approvata dal Senato si pone obiettivi ambiziosi e mobilita risorse importanti: saranno quasi otto milioni le famiglie interessate. Un provvedimento storico, non privo però di criticità . C’è tempo fino a luglio per porvi rimedio.
La crisi non aiuta i montanti contributivi, già colpiti dalla precarietà del lavoro e dal declino demo‑economico. Vanno corretti gli errori del sistema contributivo, con un calcolo più severo dei coefficienti e l’abbandono dell’indicizzazione ai prezzi.
Il problema della denatalità italiana non è tanto la diminuzione della popolazione. Ma il fatto che si altera il rapporto tra la popolazione attiva e quella anziana. Il post-Covid può essere l’occasione per cambiare rotta rispetto a politiche sbagliate.
La popolazione italiana continua a diminuire. Tra le ragioni del fenomeno, ci sono le difficoltà delle giovani donne sul mercato del lavoro e la mancanza di adeguati servizi per l’infanzia. Fa bene dunque il governo a pensare a una soluzione complessiva.
Italia ed Europa devono affrontare il problema del calo demografico. Gli eventuali rimedi, però, avranno effetti solo nel lungo periodo. Ecco perché è urgente programmare alcuni cambiamenti sempre più necessari. A partire da scuola, lavoro e pensioni.