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Cosa deve fare l’Italia con l’energia per smettere di pagare il conto di guerre lontane

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito economico e politico. In questa puntata abbiamo invitato Marzio Galeotti, professore di Economia politica presso l’Università degli Studi di Milano e redattore de lavoce.info.

Negli ultimi anni il mondo ha affrontato due grandi crisi energetiche in rapida successione. Dopo quella causata dalla guerra in Ucraina, oggi nuove tensioni internazionali e il blocco navale lungo lo stretto di Hormuz, nel Golfo Persico, hanno sottratto all’economia globale circa un quinto del petrolio e del gas naturale scambiati a livello mondiale. In termini di quantità sottratta al mercato, questa crisi rischia di essere la più grave mai registrata.

Per un paese come l’Italia, che importa quasi tutta l’energia di cui ha bisogno, questa dipendenza dall’estero rappresenta una vulnerabilità strutturale. Le crisi energetiche non si limitano a far aumentare i prezzi: incidono direttamente sul costo delle bollette, sui carburanti, sulla competitività delle imprese e sulla stabilità del sistema economico.

La crisi seguita alla guerra in Ucraina aveva già evidenziato questi rischi e aperto un dibattito sulle strategie necessarie per rafforzare la sicurezza energetica del paese. Tuttavia, resta aperta la domanda su quanto sia stato effettivamente fatto negli ultimi anni e se strumenti come il PNRR siano stati utilizzati in modo efficace per modernizzare il sistema energetico. Capire quali politiche possano ridurre la dipendenza dall’estero — dal ruolo delle energie rinnovabili al possibile contributo del nucleare, fino alla semplificazione delle procedure burocratiche — è oggi fondamentale per affrontare le crisi future e rafforzare la resilienza del sistema energetico italiano.

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Il Punto

Come è andata la Cop26? Al di là degli annunci, appare sempre più chiaro che riunioni con più di 190 paesi presenti permettono a tutti di far sentire la propria voce. Ma la discussione sulle misure concrete deve probabilmente essere condotta in un consesso più ridotto. E il G20 è il candidato naturale.
La legge di bilancio prevede varie modifiche al reddito di cittadinanza. Ma non sono quelle contenute nelle dieci indicazioni del comitato scientifico di valutazione della misura. Più che rimediare alle vere criticità del Rdc, il governo sembra aver dato ascolto a una narrazione sui beneficiari che non trova riscontro nei dati. Un esempio di stretta sul Rdc dal valore puramente simbolico sono le sanzioni previste per chi non accetta una “offerta congrua” di lavoro: nessun centro per l’impiego è infatti in grado di proporla. Per favorire un processo complesso come l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, andrebbero utilizzate bene le risorse messe a disposizione da progetti come il Programma Gol. Invece, soprattutto le regioni del Sud rischiano di perderle per scarsa capacità di progettazione.
Per aumentare i salari italiani troppo bassi c’è chi propone di introdurre un livello minimo legale. Se l’obiettivo è di tipo redistributivo, meglio allora pensare a una riduzione dell’Irpef per i lavoratori con bassi redditi. Intanto, nel privato e nel pubblico, la pandemia lascia in eredità una riorganizzazione del mondo del lavoro. Ma lo smart working può rappresentare una politica di conciliazione famiglia-lavoro e dunque “una politica a favore delle donne”? I risultati di uno studio mostrano che ha effetti negativi sulla salute mentale delle lavoratrici.
Dalle concessioni autostradali a quelle ferroviarie, passando per i trasporti pubblici locali sono molti i temi non ancora affrontati dalla regolazione del settore. Eppure, i casi di successo dovuti all’apertura alla concorrenza non mancano.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.

Save the date! Convegno annuale de lavoce
Giovedì 16 dicembre dalle 17 alle 19.30 si svolgerà, in presenza e in diretta Zoom, il convegno annuale de lavoce: si parlerà di vaccini e delle sfide del Pnrr. A breve tutti i dettagli.

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