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Tag: formazione

Il Punto

Il governo ha mandato a Bruxelles un documento di bilancio 2018 ancora preliminare ma con linee guida già definite. Scende il deficit, con spese in calo più delle entrate, mentre si mette nero su bianco la riduzione del rapporto debito-Pil. Ora però, per portare in salvo una manovra poco elettorale, serve resistere agli assalti alla diligenza in un Parlamento che intanto si esprime inopinatamente sul rinnovo del mandato di Visco.
Spaventa la prospettiva della crescente disoccupazione tecnologica, dovuta alla sostituzione della macchina all’uomo, anche se gli studiosi sono discordi nel quantificarne le dimensioni. Antidoto: istruzione di qualità diffusa presso il maggior numero di individui possibile. Per dare ai disoccupati prospettive d’impiego, la formazione professionale è uno degli strumenti su cui l’Italia convoglia tanti soldi, spesso spesi male. L’analisi di due corsi nel Trentino mostra casi emblematici in cui i costi superano la somma dei benefici monetari prodotti. Sullo sfondo di questi temi, quello di nuove logiche nella determinazione delle retribuzioni, sempre meno legate a parametri oggettivi (il tipo di lavoro) e spesso insufficienti a garantire livelli di vita dignitosi.
Gli inutili e costosi referendum di Lombardia e Veneto rischiano un effetto boomerang, con il governo di Roma costretto a minimizzarli per evitare che altri governatori seguano l’esempio di Maroni e Zaia. Eppure il percorso federalista – bloccato dai tagli di bilancio degli ultimi anni – potrebbe essere utilmente riattivato, con il rilancio di investimenti infrastrutturali che in altri paesi hanno attenuto le differenze tra regioni.
A un anno dall’istituzione del registro dei lobbisti presso il ministero dello Sviluppo economico, i soggetti iscritti sono quasi 950. È l’unico elenco trasparente. Le altre istituzioni latitano, a partire dalle Camere.

Ma l’università non deve insegnare un lavoro

Sono in molti a chiedere a scuola e università percorsi di studio più professionalizzanti. Ma il progressivo accorciamento del ciclo di vita di tecnologie e conoscenza rende presto obsolete competenze così costruite. Gli interessi di aziende e lavoratori e la soluzione della formazione continua.

Scegliere bene oggi per lavorare domani

La disoccupazione giovanile in Italia è su livelli altissimi. Se la politica non riesce a trovare soluzioni strutturali, i singoli possono cercare di dotarsi dei requisiti considerati desiderabili sul mercato del lavoro. Ma come? Un aiuto dalle proiezioni sui lavori più richiesti tra dieci anni.

Una garanzia europea per i giovani

L’Unione Europea ha lanciato un programma per garantire ai giovani senza lavoro un percorso personalizzato che dia loro effettive possibilità di trovarne uno. Un ruolo fondamentale è affidato ai servizi per l’impiego. Quelli italiani saranno capaci di riformarsi? La questione dei costi.

I tanti problemi della formazione professionale

Non sempre la formazione professionale è in grado di garantire migliori chance occupazionali. Quello che manca in Italia è una corretta valutazione degli strumenti via via introdotti. E l’opportunismo degli enti formativi rischia di produrre inefficienze che a volte finiscono per essere premiate.

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