Dopo le sperimentazioni del 2024 e del 2025, con risultati non entusiasmanti, ora il passo indietro sulla possibilità che i fuorisede possano votare al referendum costituzionale sulla giustizia. Ma non si potrà continuare a ignorare il problema in futuro.
Tag: giustizia Pagina 1 di 3
Dopo la pandemia, il tasso di litigiosità in materia di licenziamenti è tornato a crescere, toccando nel 2024 un picco di 1,6 nuovi procedimenti ogni cento licenziamenti. È un elemento da tenere in considerazione alla vigilia dei referendum sul lavoro.
La riforma della giustizia del 2012 doveva ridurre i tempi dei procedimenti, ma ha prodotto conseguenze inaspettate sul sistema bancario, con un aumento dei crediti deteriorati. L’efficienza del sistema giudiziario è cruciale per la stabilità economica.
Per la strage di Viareggio del 2009 sono stati condannati i vertici delle Ferrovie dello stato. Eppure, sulla sicurezza era stato profuso uno sforzo rilevante negli anni Novanta. L’incidente si colloca in una zona grigia del processo di liberalizzazione.
In attesa delle valutazioni sulle elezioni amministrative, da fare dopo i ballottaggi del 26 giugno, la recente tornata elettorale può essere commentata analizzando il deludente risultato di affluenza al referendum.
Il governo ha deciso che primo turno delle amministrative e referendum abrogativi si svolgeranno lo stesso giorno. Non era scontato, ma l’accorpamento non cambierà la situazione per quanto riguarda il raggiungimento del quorum a livello nazionale.
La contrazione dei tempi del processo non passa attraverso la modifica della disciplina della prescrizione. Mentre per raggiungere l’obiettivo sono più utili altri interventi previsti nella riforma Cartabia. Ma le nuove norme non eliminano il vero nodo.
La qualità delle istituzioni è un fattore decisivo nelle decisioni di localizzazione delle multinazionali. Tendono perciò a concentrare i loro investimenti in alcune aree. Per questo la riforma della giustizia può essere un’occasione per ridurre i divari.
Le polemiche sul green pass hanno riportato al centro del dibattito il tema dell’obbligo vaccinale, in particolare per i lavoratori della scuola. Ritorniamo sul tema con un approfondimento.
Due le riforme “orizzontali” previste dal Pnrr: quella della Pa e quella della giustizia. Su cui pesano la durata eccessiva dei processi e la scarsa capacità di smaltimento dell’arretrato, come mostrano alcuni dati. Sulla nuova Alitalia è arrivato l’ok della Commissione europea. Ma, oltre ai tanti dubbi di matrice economica, a lasciare perplessi sono le norme che regolano il passaggio alla nuova compagnia.
Il boom dell’inflazione negli Usa, dall’1 al 5 per cento in pochi mesi, viene considerato un fenomeno transitorio e reversibile. Quali lezioni può trarre l’Europa dal caso americano? L’ordine esecutivo firmato da Biden è solo un primo passo, ma rende l’idea del ruolo centrale che il presidente assegna alla concorrenza. Sia nel creare ricchezza sia nel favorire una maggiore equità sociale.
Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.
L’accesso a lavoce è da sempre libero e gratuito ma, per poter continuare a garantire contenuti di qualità, abbiamo bisogno del contributo di tutti. Sostienici con una (anche piccola) donazione!
La riforma Cartabia ha tra i principali obiettivi quello di velocizzare i tempi della giustizia italiana. Ma quali sono i risultati ottenuti dai tribunali negli ultimi vent’anni? Si rilevano differenze territoriali? Due indicatori spiegano la situazione.