In Parlamento si discutono due proposte di revisione costituzionale relative al referendum d’iniziativa popolare e alla riduzione del numero dei parlamentari. Prima, però, occorrerebbe ricondurre il modello elettorale ai requisiti democratici condivisi.
Tag: legge elettorale Pagina 3 di 8
Salvini e Di Maio vorrebbero dal Parlamento un Documento di economia e finanza che incorpori già le loro proposte su tasse e spese. Cioè più deficit e più debito. Meglio sarebbe mandare a Bruxelles un Def minimale che capitalizzi i buoni risultati ottenuti nel 2017. Poi il nuovo governo disporrà. Tra le patate bollenti del nuovo esecutivo ci sarà anche quella delle politiche attive per il lavoro, in particolare per ricollocare chi ha perso l’occupazione. Introdotte dal Jobs act, si sono arricchite di dettagli la cui efficacia è tutta da valutare.
C’è fermento nel mondo high-tech. Margrethe Vestager, commissario Ue alla concorrenza, marca stretto Google. E si ipotizza uno spezzatino imposto al gigante del web per aver messo insieme motore di ricerca e attività commerciali. Se smembrare o meno un campione troppo potente rimane un tema controverso. Circondata da blogger entusiasti che ne hanno convalidato l’immagine innovativa, ecologica e di eccellenza di prestazione, Tesla rischia il testa-coda. L’auto elettrica è incappata in gravi incidenti tecnici e fallisce sistematicamente i promessi obiettivi di produzione. Così il titolo ha perso un quarto del suo valore di borsa.
Tra guerre sui dazi e tagli al bilancio federale, l’economia americana e la borsa rischiano di avvitarsi nell’incertezza. E non arriva chiarezza dal neo-governatore della Fed Jay Powell che – avviandosi su un sentiero di rialzo dei tassi – allude a un futuro roseo in contrasto con il previsto rallentamento della crescita.
Con la Brexit mancheranno nel bilancio Ue fino a 12 miliardi di euro annui. Stanti le resistenze ad aumentare i contributi al bilancio dei 27 paesi rimanenti, si parla di usare gli utili delle banche centrali dell’eurosistema versati alla Bce. Idea malsana e poco praticabile, con complicati dettagli di attuazione.
Il rebus che il presidente Mattarella cerca di risolvere è stato generato da una legge elettorale piena di rigidità, studiata con l’illusione di raggiungere un risultato preordinato (l’esclusione del M5s). Che invece ha prodotto un tripartitismo gestibile solo con spericolate capriole politiche. E addio governabilità.
Pietro Ichino rientra nella redazione de lavoce.info, della quale è stato uno dei fondatori nel 2002. Eletto senatore nel 2008, Pietro si è autosospeso dalla redazione pur continuando a pubblicare sul sito alcuni interventi. Vi ritorna, dopo due legislature consecutive, non essendosi ripresentato candidato. Saranno più frequenti su lavoce.info i suoi contributi sul diritto del lavoro e le relazioni industriali. Bentornato Pietro!
Con le elezioni del 4 marzo i cittadini hanno eletto un parlamento che rischia di rimanere senza maggioranza. L’intransigenza di partiti e gruppi parlamentari potrebbe dipendere dalle rigidità della legge elettorale e in particolare dalle liste bloccate.
Formare un governo con i numeri del Parlamento uscito dal voto del 4 marzo è veramente difficile. La responsabilità è anche della legge elettorale. Che andrebbe rivista. Con un doppio turno che segua le linee indicate dalla Corte costituzionale.
La legge elettorale per Camera e Senato promuove le pari opportunità tra candidati e candidate in attuazione dell’articolo 51 della Costituzione. Ma l’obiettivo dichiarato non è garantire un risultato, bensì favorire un maggior equilibrio in Parlamento.
Anche la nuova legge elettorale permette di candidarsi in più collegi diversi. Rispetto al passato, ci sono più vincoli alla discrezionalità, ma resta il fatto che un candidato bocciato all’uninominale dagli elettori può essere ripescato nel proporzionale.
Con la nuova legge elettorale, il governo ha ridisegnato i collegi elettorali, in funzione di tanti criteri socio-demografici. Un esercizio complesso e non neutrale che porta a compattare o dividere gruppi di votanti omogenei. Rispetto al 2013, Lombardia e Molise avranno un deputato in più, a scapito di Trentino-Alto Adige e Veneto.
Un recente rapporto Ue sull’istruzione spiega come si perpetua la disuguaglianza. Gli studenti che vanno male a scuola vengono spesso da famiglie svantaggiate. Mentre, seguiti e aiutati, i figli dei benestanti se la cavano anche se poco brillanti. Lo stesso vale nei percorsi lavorativi. Su questo la politica batte un colpo?
Vero o falso che la causa numero uno dell’eliminazione dell’Italia ai Mondiali di calcio è la presenza di troppi giocatori stranieri nel campionato di A, come sostengono Salvini e Meloni? Una verifica relativa ad altri 23 paesi con il fact-checking de lavoce.info dice che i due politici dovrebbero essere più prudenti prima di puntare il dito.
In attesa di una sua improbabile vendita, il governo ha fatto salire il prestito ponte ad Alitalia a 900 milioni, cui si aggiungono 80 milioni all’anno per la cassa integrazione di 1600 dipendenti. Gli stessi soldi dei contribuenti potevano essere destinati a comprare il 20 per cento di Air France-Klm o l’intera Norwegian.
Si scoprono truffe ai danni dell’Inps che coinvolgono immigrati. Reati da punire. Che non oscurano il contributo degli stranieri al nostro sistema previdenziale: ricevono 800 milioni di pensioni e versano oltre 10 miliardi all’anno. Predisporre buoni percorsi d’integrazione potrebbe ancora migliorare questo rapporto.
I consumatori meno sprovveduti in fatto di finanza e investimenti sono per lo più maschi, istruiti, con buon reddito e conoscenze linguistiche e informatiche. E tutti gli altri? Occorre dar loro strumenti automatici di tutela passiva. Perché l’ignoranza economica ha un costo salato. Per gli individui e per la società.
Il sistema elettorale è importante nel determinare i contenuti delle scelte pubbliche, ma il suo ruolo non va sopravvalutato. Tutte le leggi elettorali hanno pregi e difetti e il loro effetto complessivo dipende dal contesto culturale si inseriscono.
Il sistema elettorale previsto nel Rosatellum non avvicina eletti ed elettori né valorizza i candidati locali. Anche le candidature plurime non sono una buona notizia. In più sembra davvero molto difficile che possa assicurare la governabilità.
Con solo un terzo dei parlamentari scelti con il maggioritario, la legge elettorale approvata alla Camera non riesce a ristabilire un rapporto tra eletto e territorio. In più permette candidature multiple e sembra (ma è una finta) consentire ai cittadini di indicare il premier. Difficile garantire governabilità in un sistema tripolare. Ma qui ci si affida per forza a opachi accordi tra partiti dopo le elezioni.
In Italia abbiamo metà dei laureati che negli altri paesi Ocse. Non sono solo pochi: guadagnano anche il 58 per cento dei loro omologhi di oltre confine. Soprattutto al Sud, sono poco preparati e sotto-utilizzati sul mercato del lavoro. All’origine del problema, gli scarsi investimenti pubblici nell’università.
“Rivoluzionaria”, “epocale”. Per la riforma del diritto fallimentare – nella legge delega appena approvata – si sono usati aggettivi entusiastici. Con qualche buona ragione. Finalmente vanno in soffitta le parole “fallimento” e “fallito”. Arriva invece la “liquidazione giudiziale”, e non è solo una questione di termini. La legge completa efficacemente le norme che dal 2010 rafforzano la protezione di chi eroga crediti d’emergenza a imprese avviate allo stato di crisi.
Utilizzati come tema di propaganda dalle giunte di Lombardia e Veneto che hanno indetto i referendum consultivi di domenica prossima, i residui fiscali riflettono in realtà la redistribuzione di risorse tra aree del paese con redditi diversi. Non ne beneficiano solo il Sud ma anche, al Nord, le regioni autonome e piccole.
Otto miliardi di spesa (statale) per realizzare la Tav Brescia-Padova. Con quali benefici? In assenza di calcoli ufficiali, alcuni studiosi hanno provato a stimare in modo preliminare il valore netto economico dell’opera. Risultato: negativo per oltre 3 miliardi di euro.