Lavoce.info

Tag: Medio Oriente Pagina 1 di 2

Otto grafici sul petrolio e sui carburanti

Le tensioni geopolitiche tornate al centro dello scenario internazionale hanno riportato l’energia tra i principali fattori di rischio per l’economia globale. La guerra in Medio Oriente, come già accaduto con l’invasione russa dell’Ucraina, mostra quanto i mercati energetici restino vulnerabili non solo ai conflitti, ma anche alle interruzioni delle rotte commerciali e ai cambiamenti negli equilibri internazionali.

Questa serie di grafici nasce con l’obiettivo di offrire una lettura d’insieme di questi fenomeni, concentrandosi in particolare sul petrolio e sui carburanti, e seguendo il percorso di questa risorsa dalle rotte marittime strategiche fino ai prezzi pagati da famiglie e imprese. Gli snodi del commercio globale, le dinamiche delle quotazioni del greggio, la riorganizzazione dei flussi internazionali e le politiche fiscali sui carburanti sono elementi diversi ma strettamente collegati, che contribuiscono a spiegare perché le crisi energetiche continuino ad avere effetti diffusi e persistenti.

Sei grafici sul ruolo del gas in Europa e Italia

La sicurezza energetica europea è tornata al centro del dibattito con le tensioni in Medio Oriente e il blocco delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, uno snodo cruciale per il commercio globale di petrolio e gas.

Negli ultimi anni l’Unione europea ha profondamente trasformato il proprio sistema di approvvigionamento energetico. Dopo l’invasione dell’Ucraina ha ridotto drasticamente la dipendenza dal gas russo, sostituendolo in larga parte con gas naturale liquefatto (GNL), soprattutto dagli Stati Uniti e, in misura minore, dal Qatar e da altri paesi.

Questo cambiamento ha aumentato la diversificazione dei fornitori ma ha anche modificato la natura della vulnerabilità europea. Il maggiore ricorso al GNL lega infatti l’Europa alle rotte marittime globali e la espone a nuove fonti di rischio: tensioni geopolitiche, competizione internazionale per i carichi e volatilità dei prezzi.

In questo contesto, l’Italia rappresenta un caso particolarmente esposto. Pur avendo ridotto quasi completamente le importazioni di gas russo, ha aumentato il peso del GNL nel proprio mix energetico, rafforzando la dipendenza da forniture via mare e da snodi strategici come lo Stretto di Hormuz. Sei grafici per raccontare come sono cambiati i flussi di gas verso l’Europa e l’Italia, quali sono i nuovi equilibri tra i fornitori e perché la sicurezza energetica resta una questione aperta.

Perché tante guerre in Medio-Oriente

Non c’è pace in Medio Oriente e senza pace non può esserci sviluppo economico e sociale. D’altra parte, la regione non è solo la più conflittuale al mondo, ma anche la più autocratica. Perché un basso livello di reddito peggiora la qualità delle istituzioni.

Le conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente

Anche se il conflitto in Medio Oriente non si espanderà, i mercati finanziari continueranno a risentire delle tensioni internazionali. Le economie dei paesi europei saranno le più colpite. L’allargamento dello spread segnala i rischi che l’Italia corre.

Con la guerra in Ucraina manca il pane in Medio Oriente

Il blocco dell’export dei prodotti alimentari dovuto alla guerra in Ucraina avrà conseguenze gravissime nei paesi mediorientali e nordafricani. Perché sono diventati dipendenti da Mosca e Kiev per il grano, dimenticando la sicurezza alimentare interna.

Accordo difficile sul nucleare iraniano

È improbabile che la ripresa dei colloqui sul nucleare iraniano possa limitare le ambizioni di Teheran nella regione. Anche perché le sanzioni non hanno ostacolato una forte diversificazione produttiva del paese.

Realpolitik della Cina in Afghanistan

Pechino cerca di mantenere buone relazioni sia con i talebani sia con l’attuale governo afghano. I suoi interessi sono legati essenzialmente alla Nuova via della seta. Difficile invece che voglia sostituirsi agli Stati Uniti come attore di sicurezza.

Le battaglie di Erdogan, strano alleato dell’Occidente

I problemi interni della Turchia spingono Erdogan all’attivismo militare in molte zone critiche del Medio Oriente, per riguadagnare popolarità. Ma sarà difficile per la Nato continuare a ritenere la Turchia un alleato fedele da rispettare e proteggere.

L’economia iraniana dopo le nuove sanzioni

Gli Stati Uniti hanno deciso di imporre nuove sanzioni all’Iran, che si sommano a quelle già introdotte nel 2018. Teheran è riuscita a resistere ai provvedimenti del passato, ma non è scontato che possa farlo ancora a lungo.

Turchia-Ue, un patto pagato dai profughi. E dai curdi

L’Unione Europea ha arginato l’arrivo di rifugiati delegando i controlli di frontiera ai paesi di transito, prima alla Turchia e poi alla Libia. Ora le minacce di Erdogan dimostrano la fragilità di questi accordi. E i costi umani e politici che nascondono.

Pagina 1 di 2

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén