Le difficoltà incontrate nel passare dalla definizione delle misure di sostegno dell’economia durante la pandemia alla loro realizzazione sono figlie di un assetto amministrativo che non persegue il benessere collettivo. E l’Inps non fa eccezione.
Tag: pensioni Pagina 7 di 17
La crisi non aiuta i montanti contributivi, già colpiti dalla precarietà del lavoro e dal declino demo‑economico. Vanno corretti gli errori del sistema contributivo, con un calcolo più severo dei coefficienti e l’abbandono dell’indicizzazione ai prezzi.
La crisi innescata dal Covid-19 mette in discussione il nostro sistema previdenziale? Buone pensioni dipendono dal buon funzionamento dell’economia e dell’occupazione. Al debito si può ricorrere nel breve periodo, ma poi va garantita la sostenibilità.
Mentre l’Italia si blinda in un crescendo di ansia mal controllata dal governo torniamo a discutere del prezzo giusto delle mascherine contro il coronavirus. C’è chi pensa che lo stato farebbe bene a tenere basso il costo di una protezione essenziale per operatori sanitari, infetti, immunodepressi. Come fosse un farmaco salvavita. Per arginare i grandi danni economici dell’epidemia si fa appello alla Ue perché autorizzi lo sforamento dei parametri fiscali. Rimane che l’Europa non ha quelle funzioni di coordinamento sanitario che sarebbero importanti in questo momento. Intanto vediamo, con grafici e tabelle, le misure anti-contagio adottate finora nei maggiori paesi del mondo.
Quest’anno per le donne un 8 marzo davvero poco festoso, ma almeno pieno di confronti su temi importanti. Uno troppo poco trattato è quello della previdenza delle lavoratrici. Spesso non consapevoli che le loro pensioni saranno inferiori a quelle degli uomini. A causa di salari più bassi, meno anni di lavoro, spesso part time o discontinuo. Fortuna che per le vedove (e per vedovi e orfani, in numero minore) ci sono le pensioni di reversibilità e le indirette. In Italia sono un pezzo rilevante della protezione sociale per 4,4 milioni di persone. In molti casi l’unico argine al rischio di povertà.
Per il lavoratore straniero qualificato, con la Brexit non cambia nulla mentre arrivano vacche magre per chi ha basse qualifiche. Questa è la politica industriale al tempo di Boris Johnson: le imprese che basano il loro business sui bassi salari o si riconvertono o chiudono. Intanto qui da noi negli ultimi dieci anni i lavoratori autonomi sono diminuiti dell’8,5 per cento e i dipendenti cresciuti del 4,4 per cento. Al contrario di chi parlava di declino delle relazioni di lavoro subordinato a favore degli “imprenditori di sé stessi”, professionisti qualificati o fattorini con partita Iva.
Le differenze di genere sul mercato del lavoro si riflettono anche sulle pensioni, che per le donne sono più basse. È l’effetto di carriere più brevi e stipendi inferiori a quelli degli uomini. Diventa perciò essenziale una corretta informazione.
La pensione ai superstiti punta a garantire il mantenimento del tenore di vita e tutelare contro il rischio di povertà vedovi o orfani. È vero che cresce la partecipazione al mercato del lavoro delle donne, ma resta uno strumento utile di protezione sociale.
La Busta arancione con le informazioni sulla pensione futura, promessa per settembre 2019, non è mai stata spedita. Sul sito dell’Inps funziona ancora la piattaforma di simulazione, ma c’è il rischio che finisca nel cimitero dei programmi informatici.
Nel lungo periodo di transizione al solo contributivo, il nostro sistema previdenziale ha continuato a essere un buon affare per tutti coloro che ricevono una pensione. Lo è soprattutto per chi ha lasciato presto il lavoro. Lo dicono i dati di una ricerca.
Mentre Christine Lagarde annuncia una revisione dei suoi obiettivi strategici, la Bce tiene d’occhio opportunamente il mercato immobiliare. Che – per i mutui con ipoteca e i finanziamenti alle imprese del settore – è sempre più importante per la redditività e le nuove attività bancarie in tutta Europa. Da noi il Fir, fondo per l’indennizzo dei risparmiatori delle banche in crisi, risarcirà le vittime degli ultimi crac con regole corrette nella finanziaria. Per ora i dati mostrano che gli investitori esposti per cifre più piccole in valore assoluto sono stati rimborsati quasi interamente. Non così per 26 casi di ammontare notevole.
Su ponti e autostrade si è sentito di tutto. Dalla minacciata revoca della concessione ad Aspi al ridisegno del sistema di calcolo delle tariffe, su uno sfondo di preoccupante degrado fisico delle infrastrutture di trasporto. Tanti titoli, zero fatti. Che speriamo arrivino dalla Art, l’autorità indipendente per i trasporti.
La riforma del 2011 manda di regola tutti in pensione alla stessa età anche se l’aspettativa di vita varia tra categorie sociali. Ma si potrebbe creare un sistema bilanciato con i lavoratori che avrebbero diritto a un’uscita anticipata, a un costo sostenibile e limitando lo “scalone” generato da Quota 100.
La scadenza della sperimentazione di quota 100 è un passaggio delicato in termini sociali, politici e finanziari. Ma può anche essere l’occasione per dare una risposta organica alla forte domanda di flessibilità in uscita dal mercato del lavoro.