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L’altra faccia della medaglia Pnrr

Il Pnrr volge al termine. Ha certamente sostenuto la crescita, ma ha anche rallentato l’assorbimento dei fondi strutturali 2021-2027, specie in Italia. La sovrapposizione tra strumenti richiede semplificazioni coraggiose nella programmazione dei fondi.

Cosa resterà del Pnrr?

Il Pnrr non sarà giudicato solo sulla base degli effetti di breve periodo sul Pil. La questione decisiva è se risorse tanto straordinarie abbiano prodotto cambiamenti permanenti nelle istituzioni e nel funzionamento della pubblica amministrazione.

È sempre a ostacoli la corsa delle comunità energetiche

L’incertezza normativa e la mancanza di una valutazione dell’impatto sugli altri consumatori sono i due elementi che hanno frenato lo sviluppo delle comunità energetiche. Anche in Italia, dove la misura è una di quelle vincolanti per gli esiti del Pnrr.

Un fondo europeo contro le crisi: perché serve pensarci ora

Con la fine dei Pnrr, la Ue è di fronte a una scelta: dotarsi di una capacità fiscale permanente o tornare a strumenti solo nazionali. Un fondo anticiclico automatico, nel rispetto dei Trattati, può contribuire a riequilibrare occupazione e stabilità.

Arrivano al pettine i nodi del Pnrr *

A pochi mesi dalla scadenza del Pnrr sono sempre più chiare tre criticità strutturali che rischiano di comprometterne l’efficacia: le continue revisioni del piano, il mancato avvio di una quota significativa di progetti e i ritardi nella fase di collaudo.

Pnrr: dalla programmazione alle revisioni poca attenzione ai problemi più urgenti

Il Pnrr ha un vizio di fondo: l’uniformità delle scadenze a prescindere dalla tipologia del lavoro da effettuare. Unito alle inefficienze organizzative ha portato a dirottare i fondi per le opere infrastrutturali verso i più gestibili sussidi alle imprese.

2026, inizia dopo il Pnrr

I Pnrr chiudono fra pochi mesi. La loro eredità è la consapevolezza che eventuali nuovi meccanismi ne seguiranno l’esempio. Mentre le nuove politiche europee e le iniziative di maggiore integrazione avranno alla base flessibilità e discrezionalità.

Quando il diritto allo studio resta una promessa

Una buona parte delle risorse per il diritto allo studio universitario è arrivata negli ultimi anni da fondi Pnrr. Si tratta per definizione di risorse temporanee. Intanto si è ampliata la platea dei possibili beneficiari. I rischi che si prospettano.

Un Pnrr in chiaroscuro

Le revisioni del Pnrr operate dal governo hanno via via rinviato, ridimensionato o modificato gli obiettivi iniziali, per consentirne il conseguimento. Arrivati alla fase finale del Piano, restano da raggiungere target e milestone decisamente impegnativi.

Torna a crescere il lavoro nero

Secondo Istat, nel 2023 la percentuale di occupati irregolari ha ripreso a salire. Eppure tra gli obiettivi del Pnrr concordati con la Commissione europea c’è proprio la riduzione del lavoro nero. Il problema sembra interessare poco agli italiani.

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