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Una vittoria di Pirro per Giuseppe Conte?

Dopo la rinnovata fiducia di Camera e Senato, il governo va avanti. Il quadro politico rimane però particolarmente instabile, con una maggioranza sempre meno coesa. Per il Conte II, la fine potrebbe essere già iniziata, ma non per il Parlamento.

Il Punto

Il Pnrr è il più importante piano di politica economica degli ultimi trent’anni. Ma la sua versione aggiornata è un documento privo di obiettivi precisi e di strumenti con cui raggiungerli: il contrario di quanto chiede la Commissione Ue. Unione Europea chiamata però da parte sua a “svecchiare” le modalità di valutazione delle politiche economiche. Per esempio classificando come investimenti alcune spese oggi definite correnti.
Dietro agli ingenti fondi stanziati per rispondere alla crisi pandemica si nasconde il rischio che l’erogazione segua logiche legate più all’affinità politica che alla visione strategica. Il caso della Lombardia. Per prevenire ulteriori conflitti tra stato e regioni, si potrebbe potenziare il cosiddetto “decentramento asimmetrico”. Che non vuol dire però ampliare i divari già esistenti tra le regioni.
Tra i più colpiti dalla crisi ci sono i lavoratori immigrati, che spesso partono da una situazione socio-economica già preoccupante. E così aumentano discriminazioni e disuguaglianze. Disuguaglianze che si fanno sentire anche nel fumo, abitudine diffusa soprattutto nelle fasce di popolazione a basso reddito. Servono forme di tassazione in grado di favorire stili di vita più sani.
Pur non essendo la soluzione ottimale, il recupero di energia dai rifiuti è a oggi l’unica alternativa reale alla discarica. E può rappresentare un contributo prezioso al percorso europeo di decarbonizzazione.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.

Capitale, debito e piani di ripresa e resilienza

Le classificazioni usate per definire e valutare le politiche economiche appaiono obsolete. Se decidesse di classificare come investimenti alcune spese oggi definite correnti, l’Unione europea dimostrerebbe che i suoi valori stanno veramente cambiando.

Medici e infermieri: una bussola per calcolare il vero fabbisogno

L’emergenza Covid-19 ha rilanciato il tema del fabbisogno di personale nel Ssn. Ma quante assunzioni sono necessarie, con quali specializzazioni e in quali zone del paese? Occorre definire una metodologia che dia risposte standard a queste domande.

Next Generation Eu: l’efficacia dipende dalla valutazione

Non basta indicare i settori sui quali riversare le risorse del Next Generation Eu. Per il successo del piano di rilancio è altrettanto cruciale “come” si spendono i fondi. Ed è qui che entra in gioco la valutazione, un concetto poco amato in Italia.

Pnrr, un’occasione per separare le carriere nella Pa*

Il successo del programma di investimenti NextGen è legato al miglioramento della capacità del settore pubblico di realizzare i progetti. Urge ripensare l’intera struttura, a partire dalla separazione delle carriere di manager e professionisti.

Recovery Plan, un prestito con precise condizioni

L’effettiva erogazione delle risorse del Recovery Plan europeo è condizionata al raggiungimento degli obiettivi legati agli interventi realizzati. Non è perciò il “pasto gratis” di cui si parla. Ma può essere una spinta a realizzare riforme cruciali.

Pnrr: difficile confinare la salute in un solo capitolo

Solo 9 miliardi per il capitolo “Salute”. Ma il Piano di ripresa e resilienza contiene altre misure che, se realizzate, possono avere ricadute positive sulla salute dei cittadini. Vanno però definite meglio le strategie sul futuro dei servizi sanitari. 

Pnrr, ultima chiamata per la parità di genere

Il Piano italiano per il Next-Generation EU dedica 4,2 miliardi a iniziative volte alla parità di genere. È una somma sufficiente? Solo per aumentare l’offerta di asili nido servirebbe uno sforzo maggiore, che però sarebbe ampiamente ripagato.

Il Punto

Torna d’attualità il dibattito sulla patrimoniale: anche senza tenere conto di evasione ed elusione, lo stato ci rimetterebbe diversi miliardi. Una simulazione dei potenziali effetti su gettito e progressività. E se si iniziasse a prevedere la cassa integrazione per i dipendenti pubblici le cui attività sono state sospese o ridotte a causa del lockdown? Basterebbe estendere l’istituto della “disponibilità”.
Poche le risorse destinate alla sanità nel Pnrr: per ottenere ulteriori fondi si dovrà ricorrere ad altri canali. Ma perché il Ssn sia in grado di ripagare il debito servono investimenti mirati e un deciso cambio di passo. In Italia gli stessi dispositivi medici possono avere un costo molto diverso a seconda dell’ospedale che li acquista. Più grande è la stazione appaltante, migliori sono i prezzi che riesce a spuntare.
Nonostante il primo lockdown abbia contribuito a migliorare la qualità dell’aria in Lombardia, l’inquinamento ha superato i livelli stabiliti dall’Oms un giorno su quattro. E non tutte le emissioni sono calate.

Il 17 dicembre si è tenuto, eccezionalmente online, il nostro convegno annuale: abbiamo parlato di finanza pubblica e ricerca alla sfida del Covid. Grazie ancora ai relatori, alle relatrici e a tutti coloro che hanno partecipato. Chi non è riuscito a seguire la diretta può recuperare l’evento su ZoomFacebook.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.
Ultima puntata dell’anno di Economia24, la trasmissione economica di RaiNews24: ospite Alessandro Lanza, che ha parlato dei costi economici dell’inquinamento.

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