Nei comuni piemontesi più piccoli e in calo demografico la spesa sociale è più concentrata sugli anziani. Non si tratta tanto di scelte politiche. A pesare di più sono le rigidità dei contributi per l’assistenza e i limiti organizzativi degli enti.
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Anche quest’anno, Lavoce.info collabora con il Festival Internazionale dell’Economia di Torino dal titolo “Salvare lo stato sociale”. I nostri redattori e collaboratori parteciperanno a eventi che seguono per lo più il format dello scorso anno, chiamato “I dialoghi della voce”. Si confronteranno con rappresentanti di istituzioni legate a sanità, pensioni e welfare in generale.
Per l’edizione 2026 del Festival Lavoce.info ha in programma tre dialoghi e un evento specifico sul declino italiano. A quest’ultimo presenzieranno, tra gli altri, il managing editor Tommaso Monacelli (come moderatore) e Tito Boeri, tra i fondatori de Lavoce.info. Altri appuntamenti hanno visto i nostri autori dialogare con gli ospiti del Festival. Qui si può trovare il programma dell’edizione.
Di seguito tutti i nostri eventi:
- Come salvare la sanità in Italia, dialogo tra l’economista Nerina Dirindin, il professore di medicina interna Sergio Harari e l’Assessore alla sanità Federico Riboldi; coordina Paola Pica (venerdì 23 ottobre, ore 12, Camera | Sala Gymnasium).
- Cosa resta da fare per un sistema pensionistico sostenibile, dialogo tra il Direttore del Munich Center for the Economics of Aging Axel Börsch-Supan, l’economista Elsa Fornero e il Presidente dell’Inps Gabriele Fava; coordina Paola Pica (venerdì 23 ottobre, ore 18, Camera | Sala Gymnasium).
- Come l’intelligenza artificiale sta cambiando lo stato sociale, dialogo tra i professori ed economisti Marco Leonardi e Leonzio Rizzo e il Direttore generale Assonime Stefano Firpo; coordina Paola Pica (sabato 24 ottobre, ore 12, Museo Nazionale del Risorgimento | Sala Codici).
- Declino italiano: mito o realtà?, dialogo tra gli economisti Tito Boeri, Riccardo Trezzi e Guido Ascari; coordina Tommaso Monacelli (domenica 25 ottobre, ore 16:30, Oratorio San Filippo Neri | Auditorium).
Grazie se prenderai parte a questa edizione!
Negli ultimi anni c’è stata una ricalibratura del nostro welfare, malgrado il crescente peso elettorale degli anziani. Sono diminuite le spese in sanità, mentre sono cresciute quelle dirette ai giovani, per esempio per famiglia ed esclusione sociale.
Tra i lavoratori europei aumenta l’ansia, mentre è stabile il rischio di depressione. La salute mentale di chi lavora non riguarda solto il benessere individuale, ma ha ricadute economiche concrete. Tanto più con l’invecchiamento della popolazione.
Il welfare sociale territoriale per le persone non autosufficienti dipende dalle scelte di regioni e comuni. Le differenze tra territori sono forti e neanche la definizione dei Leps riesce a superarle. Le carenze nei servizi per gli anziani.
La sproporzione tra spese correnti e investimenti è in aumento e sembra legata all’invecchiamento della popolazione. Ciò ha ripercussioni sulla produttività e sulla crescita, tanto da mettere in dubbio la possibilità di mantenere l’attuale livello di welfare.
La legge di bilancio sposta il focus dai Lep descrittivi a quelli quantitativi e utilizza il fabbisogno standard come strumento per garantire uniformità e sostenibilità. Un passo avanti verso un federalismo fiscale capace di coniugare equità e autonomia.
I fondi pensione hanno un ruolo fondamentale nella strategia di crescita della Comunità europea e sono un motore nello sviluppo del mercato unico dei capitali. Per spingere i lavoratori ad aderirvi arriva il principio della sottoscrizione automatica.
Secondo la teoria dello sciovinismo del welfare, si pagano meno volentieri le tasse se i benefici vanno agli immigrati. Due esperimenti tra Italia, Danimarca e Regno Unito smentiscono l’ipotesi: l’adempimento fiscale resta stabile, chiunque se ne avvantaggi.
Lavoce in mezz’ora è il nuovo format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora di conversazione, affrontiamo temi centrali per il dibattito pubblico insieme a esperti del settore. In questa quarta puntata parliamo con Valeria Zurla, professoressa di economia all’Università di Napoli Federico II ed esperta di politiche familiari.
In Italia si fanno sempre meno figli: al centro di questo calo c’è un nodo cruciale, la maternità, che ancora oggi significa carriere interrotte, salari più bassi e difficoltà a conciliare lavoro e vita privata. Questi non sono solo problemi individuali, ma hanno ricadute sull’intera società, dalla natalità alla sostenibilità del welfare.
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