GIOVEDì 15 OTTOBRE 2026

SE LO STATO NON VUOLE INCASSARE IL DIVIDENDO DIGITALE

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato i criteri per la completa digitalizzazione delle reti televisive nazionali. Ma in Italia non esiste una politica coerente sulle frequenze. E mentre all’estero i governi mettono all’asta senza limitazioni quelle liberate dalla tecnologia digitale, da noi la competizione riguarda solo tre canali e sarà riservata agli operatori televisivi. Di sicuro, la delibera danneggia lo sviluppo economico e inficia il pluralismo. Perché Rai e Mediaset consolidano ulteriormente le loro posizioni.

DEBITO PUBBLICO E VIRTU’ PRIVATE *

Dopo la crisi della finanza privata, in molti rivalutano le virtù del debito pubblico. Che in realtà sembra ancora svolgere la funzione di sostenere la ricchezza privata. Anche se qualcosa sta cambiando. Aumenta la quota del debito pubblico collocata all’estero: un effetto secondario della globalizzazione che ha inceppato il meccanismo di redistribuzione della ricchezza finanziaria all’interno dei paesi più sviluppati. Mentre lo scoppio delle bolle ha colpito soprattutto i patrimoni privati. Ma tutto ciò potrebbe rallentare la ripresa.

LE TASSE DEGLI IMMIGRATI *

I contributi previdenziali relativi a lavoratori stranieri ammontano per il 2007 a quasi 7 miliardi, circa il 4 per cento del totale. Ai quali si aggiungono oltre 3 miliardi tra Irpef, Iva, imposte per il lavoro autonomo e sui fabbricati. Un apporto sempre più rilevante, dunque. Ma per una seria analisi sui costi e i benefici dell’immigrazione, servirebbe come in altri paesi europei una commissione tecnica indipendente di indagine. Con il compito di individuare metodologia e indicatori e di redigere un rapporto periodico.

UN CHIARIMENTO DELL’AUTORE

Ringrazio  i lettori per  i commenti. Alcuni lettori, in particolare Filippo Sgherri, rilevano una fonte di confusione possibile sul ruolo dei consulenti finanziari indipendenti. Nella nostra ricerca, il ruolo del "consulente finanziario indipendente" è più vicino al ruolo dei nostri promotori finanziari, e sarebbe stato più chiaro tradurlo come "promotore finanziario indipendente". L’aggettivo "indipendente" deriva dal fatto che nel nostro caso il ruolo del promotore non è limitato alla vendita di prodotti finanziari di  una singola banca o istituzione finanziaria; in particolare, non "promuove" i prodotti di una particolare istituzione finanziaria (nel nostro caso, infatti si tratta di un broker che opera attraverso internet).
Ricevono però commissioni dalle banche, e non dai clienti come nel caso di consulenti finanziari indipendenti fee-only (la remunerazione del professionista deriva unicamente dalla parcella versata dal cliente): ad esempio, nel caso dei fondi comuni di investimento, essi vendono quote dei fondi e ricevono una commissione dall’emittente. Sono quindi in potenziale conflitto di interessi. Per evitare confusioni,
nell’articolo abbiamo quindi sostituito il termine "consulenti finanziari indipendenti" con "promotori finanziari".

ITALIA MIA

Italia mia, in crisi caduta come un sasso,
ti guardo e’l core mio colto è d’ angina,
nel constatar che il Pil da tempo è basso
e in depressione si va giù per la china.

Le due fazion, rose da rancor canino,
si scontrano veementi ed infuriate,
come in passato guelfo e ghibellino,
tal ch’ esule fu ‘l poeta, là nel Ravennate.

La scuola è lassa, brancola il precario,
lenta la legge, incerta la sua pena,
il treno arranca per rispettar l’orario,
Salerno-Reggio si fa entral’alba e cena.

Lo spreco cresce e pesa in più la casta,
si dan milioni ai guitti e noi restiamo muti,
scarseggia l’ euro per comperar la pasta,
piena la strada di buche e di rifiuti.

Il fisco ignora  i redditi opulenti,
sono accresciuti i costi sanitari
pensioni ai giovani ancor con tutti i denti,
magri i bilanci,  ma bonus milionari.

Non più nemico è il teutone invasore,
bensì il burocrate, odierno feudal barone,
la mala incalza, libero va lo spacciatore
e la cultura occultasi, ormai di sé finzione.

E a tu artigiano, coi calli nelle mani,
e a voi botteghe e d’IVA le partite,
che il Pil portate e lustro agli Italiani,
si rinfaccian solo evasion ‘nfinite .

Questo di tanta speme oggi mi resta
e lo spirto guerrier ch’entro mi rugge,
nel vano mio pugnar sbattendo testa,
si va spegnendo e mesto fugge.

Italia mia benché ‘l parlar sia indarno
a le piaghe mortal che nel tuo corpo veggo,
piango pel tristo fato e sul tuo viso scarno,
leggo un immenso dolore e più non reggo.

La terra trema, dei lutti mi dispero,
….no,  non m’arrendo,  ancora  in te  io spero!

PROMOTORI FINANZIARI E CONFLITTI DI INTERESSE

Tutte le indagini disponibili indicano che molti investitori hanno una conoscenza superficiale dei titoli in cui investono. In linea di principio, i promotori finanziari potrebbero migliorare la gestione dei portafogli e garantire una maggiore diversificazione dei rischi tra gli investitori meno sofisticati. Tuttavia, una ricerca recente suggerisce che coloro utilizzano i promotori finanziari ottengono rendimenti più bassi, hanno un portafoglio più rischioso e con probabilità di perdite più elevate.

IL NUOVO FMI PARTE DALLE FONDAMENTA GIURIDICHE

Per essere credibile e sostenibile, un nuovo Fondo monetario internazionale ha bisogno di riforme radicali che conducano alla creazione di una istituzione basata su una chiara definizione delle sue competenze, caratterizzata da procedure decisionali trasparenti e moderne, da un sistema di soluzione delle controversie efficiente e imparziale e da una revisione del suo ruolo nell’ambito della comunità internazionale e dei suoi rapporti con l’Onu e le altre organizzazioni internazionali. E, soprattutto, forte del pieno sostegno degli Stati membri.

IL TEMPO DELLE SCELTE

La strada del governo per affrontare la crisi è basata sull’attendismo. Una strategia rischiosa che può costare cara al nostro paese. Anche perché non è detto che il peggio sia passato. Vi sono segnali positivi nell’economia mondiale, ma sull’Europa incombe la crisi dei paesi dell’Est. In più il terremoto rischia di peggiorare ulteriormente i nostri conti pubblici. E’ tempo di definire con chiarezza le priorità di politica economica. Poniamo quattro domande in merito al Ministro Tremonti. Augurandoci che risponda al più presto.

MA L’ITALIA NON PENSA AL CLIMA

Ormai tutto il mondo, America compresa, ha preso coscienza del problema dei cambiamenti climatici, che raggiunge dimensioni nuove per gravità e globalità. E molti paesi hanno improntato a politiche di sostenibilità ambientale anche i pacchetti di stimolo economico in funzione antirecessiva. Fa eccezione il nostro paese, che con una mozione approvata dal Senato, chiede di rivedere anche il cosiddetto pacchetto europeo 20-20. Nessuna proposta italiana di azione neanche per il G8 ambiente in programma nei prossimi giorni a Siracusa.

COME ASSICURARSI DALLE CALAMITA’ NATURALI

Si torna a parlare di un’assicurazione obbligatoria contro i danni provocati dalle calamità naturali. Si avrebbe così una distribuzione uniforme del costo dei rischi. Le tecniche assicurative consentirebbero una stima equa dei danni e dei risarcimenti. I danni privati verrebbero coperti da un’industria privata, lasciando all’intervento dello Stato le spese di primo soccorso e di ripristino dei luoghi pubblici. Le compagnie di assicurazione punterebbero a ridurre i risarcimenti futuri attraverso un’opera di monitoraggio e di incentivo all’applicazione di misure preventive.

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