SABATO 17 OTTOBRE 2026

Sommario 16 marzo 2007

Il caso del comune di Taranto e della Regione Lazio riportano sul tappeto il tema di chi deve farsi carico dei debiti locali. Segno che nonostante tante parole, il Paese è comunque refrattario ad un federalismo responsabile, soprattutto sulla sanità. Per evitare ulteriori problemi, bene rivedere i criteri per l’accensione del debito da parte degli enti locali. E se un bailing out non può essere proprio evitato, che almeno sia fatto pagare caramente ai responsabili, cittadini, amministratori e politici locali. Senza dimenticare che per questi ultimi, la sanzione definitiva è la perdita di sovranità.

Borse di studio, convegni, seminari. Tante le iniziative per ricordare Riccardo. Grazie.

Domenico Argondizzo commenta l’intervento sulla legge elettorale di Boeri-Bordignon.

Iniziative in memoria di Riccardo

Borse di studio, convegni, seminari per ricordare Riccardo Faini. Sono tante le iniziative promosse da chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui.  Ci siamo presi l’impegno di tenervi al corrente di queste iniziative.  Cominciamo a fornirvi un primo elenco.

Contributivo tuttora incompreso

Senza revisione dei coefficienti, il modello contributivo non avrebbe più ragion d’essere. Ciò nonostante, si fa molta fatica a mettere in atto la prima, vitale per la praticabilità delle successive. Molte le contropartite richieste, fra cui l’adeguamento delle pensioni d’annata. Ma se queste sono socialmente intollerabili, la soluzione è una sola: ridurre o azzerare gli 1,5 punti attualmente anticipati. La conseguenza sarebbe una seconda riduzione dei coefficienti, più rilevante di quella deputata a dar conto dell’accresciuta longevità.

Lavoratori al quadrivio

Sotto ipotesi ragionevoli, la scelta migliore sembra essere l’adesione con contribuzione al fondo pensione, che permette di sfruttare il contributo del datore di lavoro, i vantaggi fiscali e l’eventuale maggior rendimento rispetto alla rivalutazione del Tfr. In termini di tasso di rendimento conviene aderire con la più bassa aliquota contributiva e la più alta quota di Tfr. Mentre una più elevata aliquota contributiva consente di coprire il gap previdenziale con maggiore facilità e in minor tempo. Avversione al rischio e liquidabilità.

L’educazione previdenziale degli italiani

Il mercato della previdenza complementare risulta indubbiamente condizionato dalla mano pubblica, fino a poter parlare di una sorta di azzardo morale. Il compito dei poteri pubblici non può quindi semplicemente esaurirsi nel preordinare meccanismi di controllo delle forme pensionistiche, a protezione dell’interesse degli iscritti. Si dovrebbe pensare seriamente alla necessità di avviare un efficace programma di educazione previdenziale rivolto all’intera popolazione. Le best practice internazionali indicano la strada da percorrere.

Quando il lavoro è usurante

Le aspettative di vita sono significativamente diverse a seconda della classe socio-economica e del tipo di lavoro prevalentemente svolto. Su tali differenze si potrebbero definire in maniera non arbitraria i lavori usuranti e arrivare a una suddivisione delle professioni in tre classi. Di cui tener conto quando si discute di requisiti di ammissibilità, che nella logica contributiva non dovrebbero modificare l’equità attuariale del sistema. Ma anche quando si parla di coefficienti di trasformazione, che invece su questa hanno un impatto diretto

Domande fondamentali

I giovani avranno la pensione? E a quali condizioni? Come agiscono i coefficienti di trasformazione? Un’eventuale nuova riforma comporterebbe vantaggi o svantaggi per chi entra oggi nel mercato del lavoro? E quali conseguenze avrebbe la rimozione dello scalone? Interrogativi basilari, postici dal Forum Nazionale Giovani che chiedono risposte chiare. Ma l’unica via per non penalizzare troppo i più giovani è anticipare l’entrata in vigore delle nuove regole previdenziali. Come in Svezia, dove il sistema contributivo è stato adottato subito per tutti, escludendo solo gli ultrasessantenni.

Sommario 13 marzo 2007

Rispondiamo alle domande posteci dal Forum Nazionale Giovani sul loro futuro pensionistico e sui temi al centro della trattativa sulla previdenza: la revisione dei coefficienti di trasformazione e l’abolizione dello scalone. Bene che facciano sentire la loro voce. Rischiano, una volta di più, di pagare solo loro. Quali sono i lavori usuranti? Si possono identificare sulla base di parametri oggettivi, sottraendo questa scelta alla discrezionalità di politici, pronti a definire usuranti i lavori di coloro di cui vogliono comprarsi i consensi. Proprio per risolvere il problema delle pensioni d’annata, quiescenze molto diverse per successive generazioni di pensionati, bisogna rendere automatica la revisione dei coefficienti di trasformazione. Si potrebbe anche pensare di indicizzare le pensioni oggi in essere all’andamento del monte contributivo che le finanzia. La previdenza complementare stenta a decollare: è fondamentale varare un efficace programma di educazione rivolto all’intera popolazione, prendendo spunto dall’esperienza internazionale. I lavoratori che dal 1° gennaio possono scegliere cosa fare del Tfr si trovano davanti a quattro opzioni non facili da valutare. Alcuni criteri utili per scegliere meglio.

I numeri della sanità penitenziaria

Nel periodo considerato dall’Indagine della Corte dei Conti la popolazione carceraria è aumentata, mentre sono diminuiti, anche in valore assoluto, gli stanziamenti annuali per la sanità penitenziaria. Il personale sanitario assorbe l’81 per cento della spesa, ma non è possibile conoscere quanta parte sia imputabile al numero di ore lavorate e quanta ai compensi orari. L’indisponibilità di questi dati insieme a quella sull’entità e sulle caratteristiche dei soggetti da assistere, configura nel complesso un sistema privo di trasparenza.

Dietro le sbarre si perde il diritto alla salute

Otto anni fa un decreto legislativo prevedeva il passaggio della competenza sulla sanità nelle carceri dal ministero della Giustizia al Sistema sanitario nazionale. Ma la sperimentazione non si è mai conclusa. E’ una questione di democrazia prima ancora che di costi. La tutela della salute delle persone recluse non può essere limitata da esigenze di sicurezza e confinata nei documenti di programmazione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ma deve procedere su un binario unitario insieme a quella del mondo libero .

Pagina 1239 di 1439

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén