In Italia la prima rata di pensione arriva in media intorno ai 56,8 anni per gli uomini e 57,1 per le donne. I confronti internazionali mostrano che siano tra i paesi con l’età di uscita dal mondo del lavoro più bassa, addirittura al primo posto fra gli stati europei considerati. Vogliamo aumentare ancora questo divario? Senza prendere decisioni estreme, forse non sarebbe così sbagliato cercare almeno di allinearci alla media europea.
Grazie per le testimonianze su Riccardo che ci arrivano. Ci sono di grande aiuto. Molte sono di suoi studenti, a dimostrazione di quanto fosse generoso e disponibile con tutti.
A un mese dall’avvio dell’operazione Tfr, mancano ancora i moduli che permettono ai lavoratori di scegliere. Per favorire una scelta informata da parte degli 11 milioni di lavoratori coinvolti, forniamo una valutazione della scelta di lasciare il futuro Tfr in azienda oppure conferirlo a un fondo pensione: il montante derivante da un fondo chiuso, a parità di contribuzione, è sempre preferibile al Tfr, soprattutto per i giovani. Le misure che la Finanziaria ha previsto a compensazione delle imprese per la perdita del Tfr sembrano più che adeguate. Dopo l’istituzione del fondo di tesoreria presso l’Inps, il settore pubblico resta l’unico attore che potrebbe essere interessato al mancato decollo della previdenza integrativa. Più donne che lavorano e più figli contribuirebbero a migliorare anche i conti della previdenza pubblica. Una recente indagine campionaria spiega perchè in Italia si rinuncia spesso ad avere un secondo bambino e sia così difficile conciliare famiglia e lavoro.
L’equità in tre riforme di Massimo Baldini e Paolo Bosi.
Son giorni che ruotano senza trovare una forma Ci son sensazioni che giungono rapide e strane E il tempo che va, le notti succedono ai giorni.
Chi ha scritto per sbaglio questo assurdo copione?
In tanti troviamo sorpresi una piccola orma
Che spunta e ci dà una vertigine unita al magone.
Mosaici di frasi, ricordi che ognuno riporta.
Immagini vive e piccole storie lontane
Che vibrano lievi appena dietro alla porta
Ma quanto è difficile e duro, mio caro Riccardo,
Lasciarti partire. Di colpo dal nulla ritorni.
Ironico, acuto, gentile, ci segue il tuo sguardo.
Riccardo se ne è andato quasi senza voler disturbare. Discreto e misurato, come era nel suo rapportarsi con gli altri e nellaffrontare i contraddittori più accesi. Come forse nessuno di noi, sapeva unire al rigore scientifico – dimostrato nei suoi contributi allanalisi degli aspetti internazionali dello sviluppo economico e della migrazione – la capacità di misurarsi su problemi concreti. Per questo, allestero come in Italia, è stato chiamato ad incarichi di grandissimo rilievo: economista alla Trade Policy Division della Banca Mondiale, direttore esecutivo per lItalia nel board del Fondo Monetario Internazionale, direttore per lAnalisi Economica al Tesoro e, più recentemente, consigliere economico del Ministro dellEconomia.
E stato per noi un collega serio e brillante e un amico fraterno, con un forte senso dello humor, sempre capace di ridere e di farci sorridere. Ci mancherà.
Aggiornare annualmente i coefficienti di conversione, come in Svezia, è il minimo che si possa fare per garantire il principio di corrispettività. Occorrono però ulteriori correttivi senza i quali i coefficienti resterebbero sopravvalutati. Per gli errori che derivano dal ritardo con cui sono approntate le tavole di sopravvivenza e dagli assestamenti cui sono soggette, le soluzioni sono da ricercare in collaborazione con l’Istat. L’errore da calcolo backward looking si elimina solo prevedendo in modo attendibile la sopravvivenza di ogni coorte.
L’idea di introdurre tetti demografici per indurre un ricambio generazionale che altrimenti non arriva mai è semplice e affronta un problema diffuso. Ma l’esperienza finlandese ci insegna che l’invecchiamento è una questione seria per le imprese solo nell’high-tech. E deriva dall’inamovibilità, non dall’età avanzata, dei lavoratori. Nell’economia globalizzata, riesce a stare sul mercato del lavoro chi sa accettare il cambiamento, giovane o anziano che sia. Quali politiche per migliorare le opportunità occupazionali degli “over 50”.
La Finanziaria 2007 consente agli enti locali di incrementare le addizionali Irpef e Irap. Che interessano anche i redditi più bassi. Chi le adotta, dunque, minerebbe l’azione redistributiva decisa dal governo. Non è così. Perché l’Irpef come strumento redistributivo ha molti limiti. E perché non è solo con il prelievo che si attua la redistribuzione. Buona parte della spesa comunale ha finalità dichiaratamente sociali. Bisogna quindi considerare come i comuni utilizzano le risorse aggiuntive e le possibili alternative per reperirle.
Molti Comuni stanno aumentando le addizionali Irpef e Irap, come consentito dalla Finanziaria. Questo conferma che, come da tempo previsto su questo sito, anche i tagli di spesa degli enti locali si tradurranno in maggiori prelievi. Non è però detto che le addizionali colpiscano i cittadini con redditi più bassi, anche perché la spesa comunale ha sovente fini sociali. Presto valutazioni più approfondite. Lo scarso ricambio generazionale nel mondo del lavoro è da molti considerato un serio ostacolo alla crescita economica. In realtà il problema è quasi sempre linamovibilità, non letà avanzata. Chi sa accettare il cambiamento, rimane sul mercato. Occorre migliorare le opportunità per gli over 50 anziché spingerli a ritirarsi dalla vita attiva. Nel metodo pensionistico contributivo bisogna aggiornare annualmente e in modo automatico i coefficienti per garantire lequità delle prestazioni. I dieci ultimi bilanci del Gruppo Autostrade mostrano indici di redditività in crescita costante. Ad eccezione dell’unico indice che viene usato per calcolare i pedaggi – e farli aumentare. LAuthority per i trasporti è più che mai urgente.
L’analisi dei bilanci degli ultimi anni del Gruppo Autostrade mostra che il fatturato netto è in costante crescita, il rapporto tra valore aggiunto e fatturato netto è abnorme, la redditività delle vendite è decisamente elevata, così come quella del capitale di rischio. Cala solo il Roi, a causa dell’incorporazione nella molto indebitata NewCo28. Ma proprio questo è il dato utilizzato dal Nars per valutare gli adeguamenti dei pedaggi. Alla fine saranno dunque gli utenti a sostenere il costo di tutta l’operazione? L’Authority per i trasporti è sempre più urgente.
Lultimo Consiglio dei Ministri tenutosi a Caserta ha approvato un disegno di legge che delega il Governo a riformare il settore della cooperazione dellItalia con i Paesi in via di sviluppo. Questa iniziativa risponde alla necessitá, piú volte sostenuta anche su lavoce.info (recentemente nella lettera aperta agli On. DAlema e Sentinelli riportata qui sopra) di mettere mano a un settore la cui legislazione era rimasta ferma al 1987, malgrado i grandi cambiamenti avvenuti nel frattempo a livello internazionale. – chiarisce e ribadisce la centralitá della lotta alla povertá nei suoi diversi aspetti come obiettivo centrale delle politiche di cooperazione allo sviluppo. – introduce il principio di slegamento degli aiuti, prevedendo la possibilitá di utilizzare beni e servizi prodotti nei paesi beneficiari nelle attivitá di cooperazione. – concentra la responsabilitá per le varie attivitá legate alla cooperazione (quindi promuovendone la coordinazione tra i vari attori coinvolti) nel Ministero degli Esteri, assegnandone la responsabilitá ad un Vice-Ministro delegato. – crea unAgenzia autonoma per la cooperazione allo sviluppo e la solidarietá internazionale, responsabile dellattuazione delle politiche definite dal governo e di un Fondo Unico che riunisce i vari capitoli di spesa attualmente esistenti, suddivisi tra vari ministeri. Gli ultimi due punti, in particolare, rappresentano un importante passo avanti nel tentativo di riportare lItalia al passo con i dibattiti internazionali, e di mettere ordine nel frammentato “sistema Italia”. Riunificare la responsabilitá politica e la gestione dei fondi dedicati alla cooperazione allo sviluppo sono aspetti fondamentali di una politica di cooperazione piú efficace.
Malgrado il testo finale approvato non sia ancora stato reso pubblico, il documento presentato al CdM (allegato) introduce una serie di cambiamenti importanti, rifacendosi ai principi sostenuti in materia di cooperazione da Nazioni Unite e OCSE-DAC. In particolare, la proposta di legge-delega:
Esistono peró parecchi punti da chiarire che saranno determinanti per lesito della riforma, da tenere a mente mentre il testo della legge viene sottoposto agli iter necessari. In primo luogo, il documento approvato non fa alcuna menzione del problema delle scarse risorse oggi dedicate dal governo alla cooperazione (vedi articolo https://www.lavoce.info/articoli/pagina2457.html), e non chiarisce in che modo il fondo unico verrá alimentato, ad esempio includendo le risorse del fondo rotativo per i prestiti concessionali attualmente iscritto fuori del bilancio dello stato. Inoltre, non chiarisce definitivamente il ruolo di altri Ministeri, in particolare quello dellEconomia per ció che riguarda la gestione dei fondi e la rappresentanza presso le banche di sviluppo e le istituzioni finanziarie internazionali. Infine, il testo approvato, nello sforzo di garantire un coordinamento efficace del frammentato sistema italiano di cooperazione, tralascia limportanza di definire in che modo gli attori di cooperazione nei paesi beneficiari, governativi e non, verranno coinvolti nella definizione di strategie ed interventi, in unottica di partenariato e ownership.