SABATO 17 OTTOBRE 2026

Chi vuole mandare le donne in pensione più tardi

L’ipotesi di elevare l’età della pensione di vecchiaia delle donne è osteggiata dai sindacati, ma vale la pena fare alcune considerazioni. Portarla gradualmente a 62-63 anni, in cambio di un ripristino della pensione di anzianità a 57 anni avvantaggerebbe solo una minoranza. Infatti le lavoratrici per lo più non riescono a maturare i 35 anni di contribuzione e accedono al trattamento di vecchiaia. Senza innalzare i limiti dell’anzianità, dunque, si determinerebbe il paradosso per cui gli uomini andrebbero in pensione a 57-58 anni (potendo raggiungere, entro quella soglia, i requisiti contributivi), mentre le donne dovrebbero attendere i 62-63.

Sommario 3 gennaio 2007

I dati sul fabbisogno a fine 2006 confermano che nell’anno appena concluso c’è stato un forte aumento delle entrate, superiore alle previsioni. Se questo incremento si confermasse come permanente, il Governo dovrebbe ridurre le aliquote legali, come affermato dall’art.1 comma4 della finanziaria, operando così una redistribuzione anziché un incremento della pressione fiscale. I 6 miliardi di euro previsti dalla Finanziaria per l’operazione Tfr si possono spiegare solo col fatto che fino a giugno anche il Tfr optato eslicitamente a favore dei fondi pensione da parte dei lavoratori di imprese con oltre 50 addetti andrà al fondo di Tesoreria presso l’Inps. Si tratta dunque di entrate una tantum, destinate in buona misura a non ripetersi nel 2008. Il Presidente Napolitano ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle donne. Ma che punto sono le politiche per la famiglia? Nella Finanziaria sono previsti, per esempio, più asili nido. Bene, ma bisogna anche migliorare la qualità del servizio. Siamo lontani dalla Germania, dove la politica per la famiglia è diventata una priorità. La riforma Maroni ha introdotto nuove asimmetrie nel trattamento pensionistico di uomini e donne. Per avere regole uguali bisogna accelerare il passaggio al metodo contributivo.

Meno risorse per l’accumulazione

Il nuovo fondo del Tfr per le imprese con più di cinquanta addetti istituito presso l’Inps agirà con regole basate sul principio della ripartizione. Non darà luogo ad accumulazione, ma sarà immediatamente destinato ad aumentare alcune voci di spesa pubblica. Il passaggio dal regime attuale al nuovo riduce lo stock di capitale privato dell’economia, senza garanzia che quello pubblico aumenti in eguale misura. Ma la capacità di accumulazione di capitale è condizione essenziale per la crescita: la riforma si trasformerà in un ulteriore elemento di freno?

L’industria “su misura”

Non è vero che l’Italia è in una fase di declino industriale. Anzi, la nostra industria ha ripreso a crescere perché è guarita dal forte difetto di competitività e ha saputo orientarsi verso la specializzazione in produzioni ricche di servizio, di studio, di progettualità e di ricerca. D’altra parte, in tutto il mondo le grandi imprese a carattere internazionale non sono più nel settore industriale, ma in quello dei servizi. Dove però scontiamo ancora la mancanza di una piena liberalizzazione. L’esempio delle banche.

La disinformazione nuoce al futuro pensionato

La scelta sul Tfr rappresenta non solo un’occasione per promuovere la crescita della previdenza complementare, ma anche per informare i lavoratori sui temi della previdenza e del risparmio. Ed elevare il loro livello di informazione finanziaria. Sarà opportuno che l’informativa dei datori di lavoro sia accompagnata da una specifica campagna perché ciascun lavoratore sia messo in condizione di conoscere la propria posizione previdenziale, come previsto dalla riforma Dini. Permettendo così di valutare le diverse opzioni finanziarie.

Dal maxiemendamento alla mini Finanziaria

Ha fatto bene il Presidente Napolitano a richiamare la necessità di trasformare la Finanziaria in una legge semplice e comprensibile, ponendo fine alla prassi del maxiemendamento dai mille e più commi. Occorre snellire la procedura e riequilibrare i poteri in materia di controllo e iniziativa di bilancio tra governo e Parlamento. Per farla diventare un vero e proprio bilancio dello Stato e della pubblica amministrazione. Una relazione tecnica dovrebbe garantire che le variazioni di spesa e di entrate previste abbiano effettivamente un fondamento economico e giuridico. I commenti di Valerio Onida e Gustavo Zagrebelsky.

Sommario 21 dicembre 2006

Il Presidente Napolitano ha ragione. Dopo la Finanziaria degli eccessi, la legge di bilancio “commissariata” (13 commi per ogni membro del Governo), è venuto il momento di cambiare la prassi consolidata che designa il cammino della Finanziaria. Si tratta di snellire la procedura per equilibrare i poteri di controllo e iniziativa di bilancio tra Governo e Parlamento, trasferendo al secondo capacità di monitoraggio e poteri di valutazione di congruità. Una scheda per capire meglio cosa dicono i numeri della Finanziaria.
Mancano poche settimane all’inizio dell’operazione di smobilizzo Tfr. Come previsto, non si sta facendo nulla per informare i lavoratori che dovranno scegliere a cosa destinare i fondi originariamente accantonati per la loro liquidazione. Bisognerà informare non solo sui fondi pensioni, ma anche su quanto rende la previdenza pubblica. Se Il fondo di tesoreria per le imprese con più di 50 addetti istituito presso l’Inps sarà usato per finanziare la spesa pubblica corrente, sarà un elemento di freno alla crescita del paese. Cerchiamo comunque di mettere in luce qualche segnale di inversione del declino industriale italiano: non mancano casi di successo di imprese che crescono e si orientano verso produzioni ricche di servizio, di studio, di progettualità e di ricerca.

Un Buon Anno a tutti. Grazie a tutti coloro che, col loro sostegno finanziario, ci permettono di esistere. Ricordiamo che chi ci manda un contributo entro il 3 gennaio 2007 riceverà un piccolo omaggio dalla redazione.

Cosa resta del Dpef nella Finanziaria

Il Dpef prevedeva interventi strutturali in quattro settori fondamentali: sanità, pubblico impiego, enti locali e pensioni. La Finanziaria appena approvata vede sì una riduzione degli stanziamenti complessivi per i quattro comparti, ma un incremento nelle uscite totali della pubblica amministrazione, dovuto a maggiori risorse destinate a ferrovie e strade. Inoltre, i risparmi si concentrano solo su enti locali e sanità, mentre aumentano i fondi per pubblico impiego. Per le pensioni aumentano le entrate.

La Prodesta perfetta (sive La Tempesta Perfetta)

Sono tassista, non per diletto viaggio,
dico al Bersan che a me arrecò solo svantaggio,
e noi, del foco vigili e d’ordine custodi,
con la sirena biasimiamo il Prodi,

lui che a chi fiero indossa la divisa
ha dato, avaro, un obolo da suscitar le risa,
nel mentre a scuola prodestan come matti
anche se più non regna la perfida Moratti.

Pure incolparon me vecchio artigiano,
che nel lavoro lesta va la mano,
di grave accusa, d’essere evasore,
io, che a faticar son uso giorni ed ore.

Assurge il bollo e al Bot la trattenuta,
guai se a bottega s’omette la battuta
ed anco accade, in quel di Mirafiori,
sull’Epifano piovere fischi e schietti malumori.

Intanto, improvvida la Spa municipale
innalza il prezzo per chi sul busse sale,
d’acqua e di gas aumenta la bolletta
e pure l’Ici lo farà di fretta.

Dal disincanto siam presi e malcontenti,
ma come fa Tommaso a rider co’ suoi denti?
Monta tempesta nel mar delle proteste,
nell’urbe marcian due milion di teste

e dalle bocche un urlo s’alza in aria
per contestar l’ottusa finanziaria;
ché se si deve riquadrare i conti
lo posson far l’entrate di Tremonti.

Se questo è il novo della seria Unione,
la nostalgia m’assal, del Berluscone!

Grazie

Caro Tito,

coll’invenzione de lavoce.info hai prodotto una delle innovazioni più straordinarie nel giornalismo economico italiano. Citarti è il meno che uno possa fare. Un abbraccio da uno che crede ancora nel Partico democratico.

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