GIOVEDì 7 MAGGIO 2026

Lavoce.info

L’indipendenza dei giornali

I giornali sono un bene pubblico, come tutelarne l’indipendenza? I quotidiani italiani ricevono un sussidio pubblico che costa ai contribuenti almeno 50 milioni di euro e non ha alcuna giustificazione. Su questo si potrebbe far leva per imporre alle proprietà l’introduzione negli statuti di regole simili a quelle suggerite da Luigi Einaudi, secondo il quale “Il direttore dovrebbe essere l’unico responsabile dell’indirizzo politico, economico, finanziario e generale del giornale. Una volta nominato non dovrebbe essere licenziato, né dovrebbe subire limitazioni”.

Economisti all’appello

Alcuni economisti lanciano un appello per maggiore concorrenza e rigore fiscale. Troppo generico, rispondono altri, perché non indica con chiarezza che l’obiettivo è tagliare le imposte. Ecco allora alcune indicazioni più specifiche da parte di un firmatario. E’ necessario garantire una graduale riduzione del rapporto debito/Pil. Con una riorganizzazione del prelievo e della spesa, piuttosto che un taglio tout court. Per stimolare crescita ed efficienza molte tasse e spese vanno ridotte, altre aumentate. Da rivedere anche la politica su inflazione e tariffe.

Una voce europea

Se in Europa la ricerca non riesce a colmare il divario con gli Stati Uniti è perché manca una vera concorrenza fra atenei per assicurarsi i professori e gli studenti più bravi. Rifacendosi al processo di Lisbona, le istituzioni europee dovrebbero favorire questo cambiamento di mentalità. E lasciare da parte i troppo burocratizzati programmi attuali, che finiscono per finanziare ricerche e ricercatori di secondo piano. Ma è soprattutto da iniziative decentralizzate e cooperative come lavoce.info e il Cepr che possono venire i risultati migliori.

Il silenzio dei colpevoli

C’è troppa disinformazione in giro su quanto costano e quanto rendono le pensioni pubbliche dopo le riforme di questi anni. Se si informassero davvero i lavoratori, soprattutto quelli più giovani, mandando lettere a tutti i contribuenti come in Svezia, per incoraggiare il trasferimento del Tfr ai fondi pensione da parte dei giovani non ci sarebbe bisogno di agevolazioni fiscali che peseranno molto sui bilanci futuri, di compensazioni generose per le imprese e neanche del silenzio-assenso.

Il nostro modo di informare

Due i tratti distintivi del nostro modo di fare informazione. Costiamo poco, per cui i nostri finanziatori sono i lettori, che ci permettono di sopravvivere senza dover dipendere da aiuti dello Stato o da contributi di questa o quella grande impresa. La seconda caratteristica unica del nostro sito è il fatto di avere in comune un metodo di analisi. Questo ci permette di giudicare la coerenza di una misura di politica economica con determinati obiettivi. Possiamo così contribuire all’esercizio del controllo democratico, facendo da “cani da guardia” della politica economica in Italia.

La Cina ha i suoi vantaggi

Confondere vantaggi comparati con vantaggi assoluti è un errore ricorrente nel dibattito italiano. La Cina non può acquisire un vantaggio comparato in tutti i settori. La vera sfida è allora rinforzare quelli dell’Italia, per esempio utilizzando meglio la mano d’opera istruita, trattenendo i migliori scienziati, migliorando le istituzioni e le infrastrutture, liberalizzando i servizi, facilitando la riallocazione delle risorse. E rinunciare a inutili barriere commerciali. Anche perché la Cina è soprattutto un’opportunità. Come altri hanno già capito.

Sommario 4 luglio 2005

Non c’è tre senza quattro. Vogliamo continuare e migliorare, forti delle nostre caratteristiche distintive: indipendenza finanziaria e un comune metodo di analisi. Per tutelare l’indipendenza dei giornali, bisognerebbe introdurre regole come quelle a suo tempo suggerite da Luigi Einaudi. Magari condizionando al loro rispetto la concessione dei contributi statali per l’acquisto della carta. E’ possibile risanare i conti pubblici tagliando le tasse? E quali spese tagliare? Apriamo il dibattito. Mentre il decreto sul Tfr rischia di aprire una nuova crepa nei conti pubblici futuri, offrendo compensazioni molto generose alle imprese e una tassazione molto bassa delle pensioni private. Per risparmiare basterebbe informare davvero. Ancora la Cina. Per spiegare come funziona davvero la teoria dei vantaggi comparati.

Grazie a tutti coloro che ci hanno mandato testimonianze per il nostro compleanno. E grazie a tutti coloro che ci manderanno i loro contributi, permettendoci così di andare avanti.

Aggiornamenti:
L’Africa al G8  di Paolo de Renzio, 7-07-2005.

Han detto di noi

In questo anno di attività abbiamo ricevuto auguri, apprezzamenti e critiche dai nostri lettori e dalla stampa su carta e online. Offriamo qui una raccolta di quelli più significativi.

La direttiva che non svela segreti

Dal 1° luglio le banche e gli altri intermediari finanziari che operano in Italia e in ventuno altri paesi dellÂ’Unione hanno l’obbligo di comunicare periodicamente all’Agenzia delle entrate il pagamento di interessi a favore di persone fisiche residenti in altri Stati membri Ue. Lo impone la direttiva sul risparmio. L’onere di adeguamento delle procedure è pesante. E in cambio ne ricaveremo solo un passaggio di informazioni inutili fra Stati. L’evasione fiscale infatti non ne soffrirà minimamente, perché i “paradisi fiscali” possono continuare a essere tali.

Il concorso? Meglio nazionale

Forse la scelta migliore per combattere il malcostume dei concorsi universitari fasulli è il ritorno alle regole precedenti alla riforma del 1998, con un correttivo decisivo. I professori di ciascuna materia votano una sola volta all’anno per una commissione non rieleggibile nella tornata successiva. La commissione designa un piccolo numero di idonei. entro tre mesi dall’insediamento. Libero poi ciascun ateneo di chiamare uno degli idonei, se concorda nel ritenerlo tale anche rispetto ai propri standard, esigenze didattiche e programmi di ricerca.

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