Nel 2005 entra in vigore il codice deontologico sulle centrali dei rischi voluto dal Garante della privacy. Potrà influire notevolmente sul mercato del credito. Perché una tutela molto rigorosa dei dati personali può impedire o rendere più oneroso l’accesso al credito, mentre una maggior disponibilità per le banche di informazioni tempestive, accurate e complete si traduce spesso in un vantaggio per la clientela, soprattutto se si tratta di piccole e medie imprese e di consumatori. E i tempi di conservazione dei dati non dovrebbero scendere sotto i tre anni.
I numeri ci dicono che tra variazioni dei corsi azionari e variazioni del prezzo del greggio esiste una relazione minima. Così come è molto limitato l’impatto recessivo se l’accelerazione dei prezzi è una correzione di forti discese precedenti. Molte le differenze con la crisi degli anni Settanta. In termini reali i valori attuali rimangono lontani dai picchi di allora e la dipendenza dal petrolio delle economie industrializzate si è fortemente ridotta. Il fattore strutturale nuovo è la crescita della domanda di petrolio dai paesi asiatici.
I depositi bancari tornano a essere un’alternativa ad azioni e obbligazioni. Perché il risparmiatore li considera assolutamente sicuri. Infatti esistono assicurazioni implicite ed esplicite che li garantiscono. Ma la forma esplicita può avere effetti negativi sulla stabilità del sistema in quanto elimina l’incentivo dei depositanti a monitorare l’azione dei manager bancari. E fa crescere il differenziale tra tassi sui prestiti e tassi sui depositi. Una maggiore concorrenza tra banche deve poggiarsi anche sui diversi profili di rischio.
Ora che la politica monetaria viene decisa a Francoforte, c’è forse meno bisogno che in passato di tutelare l’indipendenza della Banca d’Italia. Eppure nessuno parla più di porre un termine al mandato del governatore. Come se fosse un problema di persone e non di istituzioni. Può fallire una banca? Per gli italiani si tratta di un evento inconcepibile. E se dovessimo abituarci all’idea? A inizio 2005 entra in vigore il codice deontologico sulle centrali dei rischi. Mentre è utile tutelare la privacy, non bisogna dimenticare che la circolazione di informazioni tra le banche sulla solidità dei clienti può abbassare il costo del credito.
Quanto dobbiamo temere il caro-petrolio? Molte preoccupazioni ricorrenti sembrano eccessive. Non dovrebbe avere effetti negativi molto marcati tanto sulla crescita economica che sull’andamento dei mercati finanziari.
Aggiornamenti sull’attualità :
Multilateralismo ed elezioni americane di Filippo Andreatta, 19-10-2004
Valutare le politiche pubbliche di Salvatore Pirrone, Paolo Sestito e Michele Pellizzari, 19-10-2004
Alitalia dopo gli accordi di Andrea Boitani e Marco Ponti, 21-10-2004
Il protocollo al via di Marzio Galeotti e Alessandro Lanza, 21-10-2004
Sarà forse abbandonato il decreto che fissava un meccanismo automatico di perequazione nella distribuzione delle risorse alle Regioni. Eppure, se applicato correttamente, avrebbe permesso di garantire il finanziamento del fabbisogno sanitario delle diverse Regioni e di avvicinare la loro capacità fiscale. Oltre a essere compatibile con il sistema di federalismo fiscale delineato dall’articolo 119 della Costituzione. L’alternativa ipotizzata è un finanziamento sulla base del fabbisogno. In altre parole, un ritorno alla finanza derivata degli anni Ottanta.
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Regole fisse: questo dovrebbero darsi i governi per la condotta della politica economica, secondo Finn Kydland e Edward Prescott, appena insigniti del premio Nobel. E tali sono ad esempio i parametri di Maastricht. Ma i due economisti hanno anche introdotto una rivoluzione metodologica nello studio sui cicli economici, con la cosiddetta “macroeconomia quantitativa”. Un approccio quasi dogmatico alla ricerca economica, fondato su tre caratteristiche ben definite.
Negli ultimi anni, statistiche ufficiali, sondaggi dÂ’opinione, commenti raccolti per la strada, stime econometriche sono diventate “realtà ” indiscutibili, finendo però per rendere tutto indeterminato. Ora è necessario arrivare alla definizione di un insieme condiviso di dati e indicatori statistici per vagliare la situazione di un paese sotto vari aspetti. Anche lÂ’Italia deve accelerare la riflessione su questo tema chiave. Perché lo sviluppo di scelte politiche valutabili su dati di fatto è una caratteristica irrinunciabile di un paese moderno.
Tra primo e secondo modulo si delinea una riforma fiscale che aumenta le disuguaglianze. E assorbe tredici miliardi che avrebbero potuto essere destinati ad altri programmi. I maggiori beneficiari degli sgravi sono i redditi più bassi e quelli più alti, mentre i guadagni sono inferiori per le classi centrali della distribuzione del reddito. Anche se dalla presentazione della legge delega, il Governo ha ridimensionato significativamente i propositi di passaggio al modello della flat rate.
Lo so, non si dovrebbe, dovrei mostrarmi offeso Lo so, non si dovrebbe, in simili frangenti, Lo so, non si dovrebbe, in fondo il Professore Lo so non si dovrebbe, e cos’avrà mai detto Lo so, non si dovrebbe, ma quando ieri ho letto La faccia alquanto ottusa, lo sguardo un po’ stranito Certo, non di fioretto stavolta hanno colpito
Il sopracciglio crespo, lo sguardo preoccupato
Dovrei risponder secco, con tono asciutto e teso
Non Rocco ma l’Italia avete voi bocciato.
non c’è Destra o Sinistra, ma l’essere italiani
dovremmo essere uniti, stringendo assieme i denti
son schiaffi dati oggi per pungere domani
È degno candidato di solida cultura
Parla diciotto lingue, è uomo di spessore
Forse un po’ medioevale, ma ama la lettura.
In fondo non vuol mica eliminare i gay
Crede nel matrimonio, chiede maggior rispetto
E cosa c’è di male a consultarsi con la Cei?
Del nostro Professore respinto a quell’esame
Non ho potuto nulla, il riso è nato in petto
E rido e rido ancora coi giornali di stamane.
Le accuse roboanti, la congiura dell’Ulivo
Ma io ricordo ancora che lo avevan definito
Un cronico e instancabile Cleropositivo.
Ma cosa ci aspettiamo, che siano proprio tonti?
che abbozzino cortesi senza muover manco un dito
quando mandiamo Rocco ritirando Mario Monti?