DOMENICA 5 LUGLIO 2026

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Dollaro debole e politica monetaria

Le fluttuazioni nei tassi di cambio determinano trasferimenti di ricchezza tra paesi impensabili fino a qualche decennio fa e il riequilibrio della bilancia corrente americana richiede un deprezzamento del dollaro che appare solo iniziato. Quale politica dovrebbero adottare le autorità monetarie? Interdipendenze finanziarie di così grande scala suggeriscono un coordinamento delle politiche monetarie e di cambio. Ma interventi sistematici sembrano difficili in mercati finanziari altamente reattivi. Luca Paolazzi commenta l’intervento; la controreplica dell’autore.

Come misurare le distorsioni dei media

In democrazia è cruciale sapere se esiste una distorsione nel sistema dei media perché è attraverso questi che i cittadini ricevono le informazioni che contribuiscono poi a formare le loro opinioni e il loro voto. Negli Stati Uniti una metodologia elaborata per misurare questa distorsione mostra che, a parte rare eccezioni, grandi giornali e network televisivi hanno un “pregiudizio” più o meno pronunciato pro-liberal. Sarebbe interessante applicare questo metodo al sistema dellÂ’informazione in Italia. Ma per importarlo anche da noi, mancano del tutto i presupposti. Riccardo Puglisi propone un altro metodo per misurare le distorsioni dei media.

Letture per i giorni di festa

Tre libri da leggere sotto l’albero. La riflessione del pensiero libertarista su Stato e libertà, per determinare la sfera di libera azione di ogni uomo e delineare il codice giuridico necessario per difendere questi diritti. Uno sguardo sulle molteplici dimensioni storiche, sociali ed economiche della Cina, la nuova locomotiva della crescita mondiale. Una rilettura dell’Italia negli anni tra la grande guerra e il boom economico, per comprendere il paese di oggi. Scelti e recensiti da Jacopo Allegrini, Pierangelo D. Martinelli e Stefano Tasselli.

Sommario 27 dicembre 2004

Mentre cambiano i direttori del Corriere della Sera e del Sole24ore, una ricerca condotta negli Stati Uniti suggerisce un modo per misurare la distorsione dei media, la loro propensione per questo o quello schieramento politico. Riccardo Puglisi propone un altro metodo di misurazione.

Nel 2005 continuerà il dollaro debole. Senza che molti se ne siano accorti, ha già causato un ingente trasferimento di ricchezza verso gli Stati Uniti. Luca Paolazzi commenta l’intervento; la controreplica dell’autore.

Una teoria un po’ audace sugli effetti delle licenze a vendere alcolici nei bar ci offre una ragione in più per brindare al nuovo anno, sperando che si torni a crescere nel 2005. Perchè l’Italia torni ad essere competitiva ci vorranno comunque regole comuni rispettate da tutti.  Il declino dell’Italia è anche basso tasso di applicazione delle leggi. 
Alcune schede-libro per guidare letture durante le vacanze: dalla Cina alla democrazia al di fuori dell’Occidente, dall’etica della libertà al pensiero dei nuovi conservatori americani, alla storia economica d’Italia.

Rinnoviamo gli auguri di buon anno ai nostri lettori.

Come si esce dalla sacca

La coesione tra le parti del sistema può costituire la risorsa decisiva per uscire dalla crisi. Mentre nuvoloni neri si addensano sull’economia italiana già provata da anni di declino, lÂ’unica via di salvezza sembra essere quella di una intesa tra i protagonisti del sistema basata su regole condivise e sulla fiducia reciproca. L’augurio è che Confindustria e sindacati sappiano ritrovare la spinta per una grande scommessa comune sul futuro del paese.

La povertà dimenticata

La riforma fiscale rafforza la tendenza a utilizzare la via fiscale come strumento principale di politica della famiglia e di sostegno ai redditi più modesti, mostrando tutti i limiti di questa scelta. E tra nuova Ire e Finanziaria, niente si dice della riforma degli ammortizzatori sociali, che avrebbe dovuto accompagnare la legge Biagi. Né del Rui, reddito di ultima istanza. L’Italia rimane così, con la Grecia, l’unico paese dell’Europa a quindici a non avere una misura di garanzia del reddito per i poveri, tra i quali ci sono anche molti minori.

L’Ire del centrosinistra

Con un onere per la finanza pubblica pari a quello dell’emendamento governativo, la proposta del centrosinistra su Ire e trasferimenti monetari alle famiglie ha effetti distributivi di segno opposto, con benefici più accentuati per i redditi bassi e decrescenti in modo abbastanza regolare all’aumentare del reddito. Ha anche effetti di incentivo al lavoro e all’emersione. Soprattutto, è ben chiaro l’obiettivo da raggiungere: liberare risorse di bilancio per curare le basi strutturali della crescita e per rafforzare il sistema di welfare.

Redistribuire: sì, ma come?

La riforma fiscale del Governo e la proposta alternativa del centrosinistra non sembrano tenere conto di tre principi fondamentali. La redistribuzione si fa anche sul lato della spesa e non solo su quello del prelievo. In alcuni casi, come quello dei più poveri, si può fare solo sul lato della spesa. Un sistema che redistribuisce fortemente sul lato della spesa, può redistribuire di meno sul lato del prelievo e viceversa. Infine, la progressività di un sistema fiscale si misura sul complesso dei tributi e contributi, non solo sull’imposta sulle persone fisiche. Vincenzo Visco commenta l’articolo; la controreplica degli autori. Il mancato commento all’articolo da parte di Ermanno Gorrieri, scomparso da pochi giorni.

Il fisco e le donne

La riduzione fiscale a vantaggio delle famiglie con figli dovrebbe essere al centro della riforma fiscale. Più che una riduzione generalizzata delle aliquote, serve un misura permanente che incentivi la partecipazione femminile alla forza lavoro e la natalità. Per esempio attraverso una imposta negativa: una detrazione fiscale condizionata alla presenza di figli, a un reddito congiunto al di sotto di un limite da definirsi e al fatto che entrambi i componenti della coppia siano occupati.

L’Europa e la disuguaglianza

Il processo di integrazione sociale europeo, varato a Lisbona, registra grandi progressi, soprattutto nella capacità di misurare e analizzare i fenomeni della povertà e della disuguaglianza. Timidi miglioramenti si sono avuti anche nei tassi di povertà e nei livelli di disuguaglianza. Rimane tuttavia molto lavoro da fare: ancora troppi cittadini europei vivono in condizioni di disagio. E nuovi fenomeni, come la povertà dei bambini e degli occupati, meritano di essere affrontati rapidamente e con efficacia.

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