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Sommario 25 ottobre 2004

La delocalizzazione produttiva non comporta necessariamente una perdita netta di posti di lavoro. Al contrario. Nel caso dell’Italia, le imprese che hanno trasferito all’estero attività e produzioni hanno registrato un significativo aumento di produttività e continuano a crescere in termini sia di fatturato sia di occupazione. Meglio non penalizzare le imprese che delocalizzano. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito si teme anche che l‘esternalizzazione di servizi provochi la perdita di posti di lavoro altamente qualificati. Ma entrambi i paesi rimangono esportatori netti di servizi e beneficiano della crescita di questo commercio.

Torniamo sui proposti tagli all’Irpef. Non tengono conto del fatto che no tax area, scaglioni e struttura degli assegni familiari finiscono per determinare aliquote marginali di imposta molto elevate per contribuenti con redditi medio bassi. Invece di stimolare l’offerta di lavoroi, si rischia di deprimerla.

Alessandro Figà Talamanca commenta l’intervento di Checchi e Jappelli sugli squilibri fra domanda e offerta di competenze. La controreplica degli autori.

Aggiornamenti sull’attualità:
Come leggere i sondaggi su Bush e Kerry, di Alberto Bisin e Andrea Moro, 27-10-2004
Conflitti istituzionali a Bruxelles, di Stefano Micossi, 27-10-2004
Foto di scuola con studenti, di Solomon Gursky, 28-10-2004
Il dopo-Parmalat delle imprese italiane, di Carlo Maria Pinardi, 28-10-2004

Valutare le politiche pubbliche

Per valutare le politiche pubbliche servono informazioni adeguate e facilmente accessibili. Come spiega Paolo Sestito, Ministero del Lavoro e Inps hanno creato il Clap, campione longitudinale degli attivi e dei pensionati. Tuttavia, rileva Michele Pellizzari. chi fa ricerca rin Italia si trova ad affrontare la carenza di dati statistici individuali, e il Clap si limita alla diffusione di numeri aggregati. Speriamo che non rallenti il processo di distribuzione dei microdati.

Alitalia dopo gli accordi

Esuberi inferiori a quanto richiesto dall’azienda, che dovrà quindi riconquistare quote di mercato per aumentare i ricavi. Ma le alleanze con altri vettori italiani potrebbero tradursi in un aumento del “grado di monopolio” sulle rotte nazionali. E se il nuovo sistema retributivo sembra un effettivo passo in avanti, molti dubbi solleva invece il riassetto societario. Quanto alle otto compagnie che rilanciano il sospetto di aiuti di Stato, potrebbero in realtà puntare a ridurre la capacità nel mercato del trasporto aereo, senza alcun vantaggio per i consumatori.

Il Protocollo al via

Ormai vicina la ratifica russa, il Protocollo di Kyoto potrà finalmente entrare in vigore. E’ un fatto epocale, perché è uno dei pochi trattati internazionali che vincolano così tanti paesi e su una materia di grande rilievo come quella del clima, che tocca interessi economici rilevantissimi. E’ soprattutto un successo della parte ambientalista della burocrazia di Bruxelles. Pone le premesse per l’assunzione di più stringenti impegni nel futuro. E dunque sarà bene che anche in Italia si cominci a pensare seriamente a come rispettare gli impegni internazionali.

Valutare in trasparenza

Se le politiche pubbliche devono essere giudicate sulla base della loro efficacia ed efficienza, servono informazioni adeguate e facilmente accessibili in maniera trasparente. Ministero del Lavoro e Inps creano ora il Clap, campione longitudinale degli attivi e dei pensionati. Dovrebbe fornire uno strumento per le analisi delle politiche e dei flussi tra situazioni occupazionali e previdenziali. Ed è un primo contributo alla soluzione del problema del bilanciamento tra tutela della privacy e accesso della comunità scientifica alle informazioni.

Dati aggregati o dati individuali?

Chi fa ricerca in Italia si trova ad affrontare la carenza di dati statistici individuali, informazioni dettagliate su ciascuno degli individui considerati, rese opportunamente anonime secondo la vigente normativa sulla privacy. Ora, la distribuzione on line dei dati provenienti dagli archivi Inps è presentata come un primo passo per ovviare a questa situazione. E’ certamente un’iniziativa interessante, ma si limita alla diffusione di numeri aggregati. Con il rischio che finisca per sostituire o rallentare il processo di distribuzione dei microdati.

Multilateralismo ed elezioni americane

Una vittoria di Kerry potrebbe modificare la politica estera degli Stati Uniti. Il suo elettorato infatti è molto più disponibile di quello di Bush al ritorno a una politica multilaterale. Ma anche un secondo mandato repubblicano sarebbe meno radicale, dopo la delusione irachena e l’isolamento diplomatico americano. Un riavvicinamento tra le due sponde dellÂ’Atlantico è necessario, dal momento che il mondo non può fare a meno dellÂ’America, e lÂ’America da sola, come dimostra l’Iraq, non può cambiare il mondo.

Un Governatore è per sempre

Della riforma dell’architettura dei poteri di vigilanza e del mandato del Governatore della Banca d’Italia non si parla più. Eppure i poteri di regolamentazione non sono coerenti né con la teoria economica, né con la prassi di altri paesi, né con la necessità di non duplicare i costi di regolamentazione. La giustificazione che così si tutela l’indipendenza di via Nazionale si presta a obiezioni storiche e istituzionali. E la strenua opposizione che le banche italiane hanno fatto ai vari progetti di riforma dei poteri delle autorità è un indizio su cui riflettere.

Il codice delle centrali dei rischi

Nel 2005 entra in vigore il codice deontologico sulle centrali dei rischi voluto dal Garante della privacy. Potrà influire notevolmente sul mercato del credito. Perché una tutela molto rigorosa dei dati personali può impedire o rendere più oneroso l’accesso al credito, mentre una maggior disponibilità per le banche di informazioni tempestive, accurate e complete si traduce spesso in un vantaggio per la clientela, soprattutto se si tratta di piccole e medie imprese e di consumatori. E i tempi di conservazione dei dati non dovrebbero scendere sotto i tre anni.

Il petrolio non brucia la Borsa

I numeri ci dicono che tra variazioni dei corsi azionari e variazioni del prezzo del greggio esiste una relazione minima. Così come è molto limitato l’impatto recessivo se l’accelerazione dei prezzi è una correzione di forti discese precedenti. Molte le differenze con la crisi degli anni Settanta. In termini reali i valori attuali rimangono lontani dai picchi di allora e la dipendenza dal petrolio delle economie industrializzate si è fortemente ridotta. Il fattore strutturale nuovo è la crescita della domanda di petrolio dai paesi asiatici.

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