SABATO 9 MAGGIO 2026

Lavoce.info

La tela di Penelope della tutela del risparmio

I ritardi nella definizione del progetto di legge di tutela del risparmio nascono dalla scelta di trattare i problemi di governance delle imprese e di conflitti di interesse degli operatori di mercato assieme alla riforma delle autorità di vigilanza, fra l’altro con soluzioni non sempre convincenti. Meglio sarebbe separare le due materie e completare l’iter del progetto di legge di tutela del risparmio. In attesa di un riassetto complessivo delle autorità, si potrebbe procedere con il solo potenziamento dei poteri di indagine di Consob.

Irpef

I primi versi di un giovane studente,
interessan il politico e il docente!
Trattan tema oggigiorno assai importante,
che dà luogo a dibattito incessante.

La riforma delle tasse sbandierata,
in soffitta con il resto fu mandata,
per far spazio alle tasse successorie
e alle ormai tanto famose rogatorie.

Ma a giugno si profilan le elezioni,
“mala tempora” aspettan Berlusconi,
che per batter il gruppo di Romano,
al progetto precedente mette mano.

Grazie a Giulio, amico assi fidato,
sforna tosto un documento collaudato:
“due scaglioni”! È la magica ricetta,
per aver la fiscalità perfetta.

Sbava già il pubblico ammaestrato,
non sapendo di essere gabbato,
ed è pronto a votar per Berlusconi,
ascoltando le sirene-cartelloni.

La riforma di stampo liberista,
si fa un baffo del principio progressista,
favorendo chi guadagna fior di milioni
toh che caso! Financo Berlusconi.

Su “La voce” ne ha parlato anche Baldini,
attenzione ai risparmi malandrini!
A goder dei tagli dichiarati,
saran solo i noti fortunati!

Sommario 27 maggio 2004

Montezemolo, nel suo discorso di investitura, sostiene che la piccola impresa italiana deve crescere. Ma quali sono le cause del nanismo delle nostre imprese? Documentiamo la carenza di innovazione nell’industria, lamentata nell’intervento del nuovo Presidente di Confindustria. Non è solo un problema di specializzazione produttiva: anche nei settori high-tech si investe poco in Ricerca e Sviluppo. 

C’è nervosismo sul funzionamento della Borsa elettrica. Fatti un po’ di conti la situazione non è poi così malvagia, ma questo non significa che qualcuno non se ne stia approfittando.
Crisi Alitalia. Non se ne parla più, ma il problema resta.  Qualunque sia il piano per rilanciare la compagnia aerea, Malpensa faticherà a rientrarvi. E se la proponessimo a qualche compagnia estera? Se non nasce qualcosa di serio in Italia…
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Come si dice Malpensa in cinese?

Non sappiamo cosa succederà ad Alitalia. Ma è certo che Malpensa – indebolito dalla rivalità con Linate – non potrà rientrare nei programmi di Alitalia, troppo legata a Roma. E allora, non varrebbe la pena di farne un hub per qualche compagnia, ad esempio dell’Estremo Oriente?

Per Alitalia, guardiamo all’estero

Le esperienze delle compagnie aeree di Kenya e Sri Lanka dimostrano che l’apertura a capitali esteri migliora la gestione e assicura benefici reali. Per raggiungere questi risultati è però necessario che il Governo sviluppi una strategia chiara e credibile. Da far valere negli accordi con gli investitori stranieri e che permetta di non capitolare di fronte alle inevitabili resistenze e proteste. A partire da quelle che si leveranno contro la scelta necessaria di un unico hub nazionale.

Un Borsa ad alta tensione. Pure troppaÂ…

La Borsa elettrica è partita dal 1° Aprile, e già fa paura… Ma i dati devono essere letti con attenzione e cautela, perché, a parte gli ovvi problemi di ogni “gioco” nuovo, non sta andando tanto male. Anche se le imprese – uscite da un sistema di prezzi amministrati – devono stare attente a non ubriacarsi di libertà. Il mercato ha delle regole, e le imprese non possono tirare troppo la corda.

Più R&S! Più R&S! Sì, ma in quali settori?

L’Italia investe poco in ricerca e sviluppo. I dati mostrano che soprattutto i settori maggiormente “high tech” segnano il passo. Occorre una politica della ricerca che ci agganci al resto dell’Europa, non i pericolosi segnali di autarchia industriale che provengono dal Governo.

Perché le imprese non crescono?

Sei ragioni per cui lÂ’impresa fatica a crescere in Italia. Tra queste, anche la scarsa proiezione multinazionale delle nostre imprese e aziende familiari poco orientate ad aprirsi al capitale esterno. Mentre i distretti subiscono lÂ’attacco competitivo dei nuovi paesi concorrenti nella fascia medio-bassa dei prodotti. Senza dimenticare il ruolo dei fattori “ambientali”.

Va in onda la Gasparri

La nuova legge tocca molti aspetti, con alcuni provvedimenti condivisibili. Ma le misure previste non sembrano in grado di ridurre la concentrazione nel mercato televisivo e aumentare il pluralismo. Il Sic è un aggregato arbitrario e non un mercato rilevante come inteso dalle autorità antitrust. E la quota consentita è opportunamente al di sopra di quella oggi detenuta dai principali operatori. E’ perciò probabile che la norma sia solo una tappa provvisoria nella costruzione di un assetto accettabile del sistema televisivo italiano

Un nuovo presidente per Confindustria

Il 27 maggio i completa la transizione ai vertici di Confindustria. Quale struttura il nuovo Presidente si trova ad ereditare? Riproponiamo per i  nostri lettori gli interventi su Confindustria di Tito Boeri, Lorenzo Bordogna, Il Duca d’Acros e Luca Lanzalaco.

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