Concludiamo la pubblicazione delle risposte di partiti e coalizione ai quesiti che avevamo formulato in vista delle elezioni europee. La scheda su Università e ricerca chiedeva quali strumenti dare alla ricerca europea per consentirle di svolgere il ruolo di stimolo alla crescita di lungo periodo: creare centri di eccellenza sopranazionali o finanziare le università dei singoli paesi, come è stato finora? E sui finanziamenti, quali voci del bilancio dell’Ue ridurre per aumentare gli stanziamenti alla ricerca? Come incoraggiare lÂ’intervento dei privati?
Si e’ concluso il tormentato iter della legge Gasparri. Probabilmente non ridurra’ la concentrazione nel mercato televisivo ne’ aumentera’ il pluralismo.
Rimane sostanzialmente invariata la struttura del
settore, caratterizzato da un duopolio dove i due operatori controllano circa il 90 per cento del mercato di
riferimento.
Il digitale terrestre fara’ aumentare il numero teorico dei canali senza modificare le quote di mercato.
Si accentua la dipendenza della Rai dalla politica. Eppure negli altri paesi europei non mancano esempi di come sia possibile garantire
l’autonomia delle emittenti pubbliche dal Governo ed evitare un’accentuata deriva commerciale.
Continua la discussione sul Codice deontologico per il trattamento dei dati personali
utilizzati per scopi statistici e scientifici.
Ultima puntata della pubblicazione delle schede in
vista delle elezioni europee. E’ il turno di quelle su universita’ e ricerca e politiche dell’ambiente. Presto
tabelle riassuntive per i nostri lettori
Continua sul nostro sito la discussione sul Codice deontologico per il trattamento dei dati personali utilizzati per scopi statistici e scientifici. Andrea Ichino replica all’intervento di Ugo Trivellato, sottolineando come il Codice non elimini i troppi ostacoli all’accesso ampio ai dati, con conseguenti danni per l’attività di ricerca in Italia. Nella sua controreplica, Trivellato ricorda che i ritardi italiani sono soprattutto nella produzione di microdati.
Molti paesi dell’Unione europea hanno costruito per le loro emittenti pubbliche statuti e organismi di garanzia che ne salvaguardano l’indipendenza e l’autonomia dal potere politico. In Italia invece i partiti hanno sin qui lasciato la Rai in condizioni di perdurante debolezza strutturale. Una dipendenza dalla politica che ora si accentua con la legge Gasparri. Per nomine e gestione prevede un meccanismo pesante che sacrifica ancor più la natura aziendale della Rai. Mentre un canone troppo basso non la garantisce dalla deriva commerciale.
Sulle Politiche ambientali abbiamo chiesto a partiti e coalizioni di esprimere una posizione sul Protocollo di Kyoto, e in particolare se la Ue debba attuare i limiti previsti anche se il Protocollo non dovesse entrare in vigore. E quali impegni la Ue dovrebbe assumere sulle politiche di risparmio energetico e di trasporto?
Continuiamo la pubblicazione delle risposte di partiti e coalizione ai quesiti che avevamo formulato in vista delle elezioni europee. Nella scheda sul Coordinamento delle politiche fiscali abbiamo chiesto di esprimere una posizione sul Patto di stabilità e crescita. Sulla necessità di armonizzare a livello europeo la tassazione dei redditi da capitale e se adeguare agli standard europei la tassazione italiana dei redditi di impresa. Indicando anche come finanziare le eventuali perdite di gettito. Ecco le risposte della Lista Bonino, Forza Italia, Patto Segni-Scognamiglio e Uniti nell’Ulivo.
Sul Coordinamento delle politiche sociali abbiamo chiesto se, anche in vista del raggiungimento degli obiettivi occupazionali fissati a Lisbona, la riforma dei sistemi previdenziali debba essere lasciata ai singoli paesi. Se sulle politiche sociali sia più opportuno adottare il modello del coordinamento aperto oppure regole comuni più stringenti. Se sullÂ’esempio di altri paesi Ue, lÂ’Italia dovrebbe istituire un reddito minimo garantito. E se la tassazione dei redditi personali debba mantenere caratteristiche redistributive. Le risposte della Lista Bonino, Forza Italia, Patto Segni-Scognamiglio e Uniti nell’Ulivo
Dopo un lungo percorso, è stato definito il Codice di deontologia e buona condotta per il trattamento dei dati personali utilizzati per scopi statistici e scientifici. Amplia la nozione di dato anonimo, non soggetto alla legge sulla privacy, e permette di utilizzare in maniera oculata i dati personali. L’obiettivo da perseguire ora è assicurare la produzione e distribuzione di adeguate basi di microdati, un terreno sul quale la situazione italiana è decisamente insoddisfacente
La valutazione del sistema scolastico è un tema caro all’attuale ministero dell’Istruzione. Eppure la legge di riforma mette in secondo piano il controllo esterno dei risultati raggiunti da studenti e scuole. Affida infatti agli insegnanti la verifica delle competenze, lasciando all’Invalsi solo quella sulle conoscenze. Il rischio è una sostanziale autoreferenzialità di docenti e istituti scolastici. Rilevare e misurare in modo oggettivo le competenze è complesso, ma è l’unica strada per affermare una cultura della valutazione seria e scientificamente fondata.
La valutazione del sistema scolastico è uno dei cavalli di battaglia del ministro Moratti. Bene. Ma molte iniziative attuate sin qui dal ministero si muovono nella direzione opposta: si insediano le commissioni interne per l’esame di maturità , si affida la valutazione delle abilità agli insegnanti (una specie di autovalutazione) anziché a test e riscontri obiettivi, come avviene all’estero. Se si volesse valutare davvero il sistema scolastico bisognerebbe per prima cosa occuparsi di raccogliere dati sugli esiti sul mercato del lavoro degli studenti di diverse scuole. A proposito, c’è una buona notizia di cui nessuno parla: dopo una lunga gestazione è stato sottoscritto il codice deontologico per l’accesso ai dati a scopi scientifici. Non pochi limiti, ma un buon punto di partenza.
Continuiamo la pubblicazione delle schede in vista delle elezioni europee. E’ il turno di quelle sul coordinamento delle politiche fiscali e sociali a livello europeo.