Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a Giulio Tremonti: davvero il centrodestra non ha più fatto condoni dal 1995, mentre il centrosinistra ne ha fatti molti?
Tra le ragioni dell’alta inflazione degli ultimi mesi, c’è la carenza di componenti elettronici, diventati sempre più rari a causa della globalizzazione della domanda a fronte di una forte concentrazione dell’offerta. Taiwan, infatti, copre oltre due terzi della produzione mondiale.
La sempre maggiore importanza dei microprocessori per la produzione mondiale ha spinto la Cina a specializzarsi nel settore, anche se l’industria cinese continua a essere molto meno avanzata rispetto agli altri grandi produttori. Per raggiungere la frontiera, il ruolo di Taiwan è fondamentale.
I distretti italiani hanno registrato un miglioramento dopo la doppia recessione del 2008-2012. Il vantaggio di produttività delle imprese distrettuali medie e grandi è pressoché raddoppiato, raggiungendo i livelli medi conseguiti dalle piccole aziende.
Per i lavoratori dipendenti la coalizione di centrodestra propone di tassare gli aumenti di stipendio con una flat tax del 15 per cento. L’obiettivo è spingere le persone a migliorare la propria posizione. Ma i risparmi di imposta sono troppo esigui.
Il fisco e in particolare la flat tax continuano a essere uno dei principali argomenti di campagna elettorale. Proponiamo una valutazione, dal punto di vista tecnico, della struttura della flat tax così come prevista nella sua fase 2 da un disegno di legge della Lega: il sistema si complica e i benefici per i contribuenti sono pochi. Più in sordina, invece, il dibattito sulle politiche abitative. Nei programmi dei due principali schieramenti ritroviamo però una differenza sostanziale tra chi tutela solo i proprietari e chi pensa anche a chi è in affitto. Su scuola e università, riprendiamo e approfondiamo l’analisi del programma di Forza Italia. Conoscere il funzionamento dei mercati è fondamentale per distinguere tra investimenti sicuri e rischiosi: vale per le criptovalute come per le altre attività finanziarie. Il regolamento Ue MiCa è un passo avanti, ma non risolve la questione cruciale: l’accesso diseguale alle informazioni, che fa sì che gli investitori più ricchi ottengano rendimenti maggiori. Le finanze dei comuni migliorano quando sono amministrate da un commissario prefettizio, come mostra uno studio recente. Succede perché, a differenza del sindaco, il commissario non ha ambizioni di rielezione e quindi non risponde alle logiche del ciclo elettorale.
Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”. Questa settimana abbiamo realizzato una serie di grafici sulla probabilità che avranno le donne di essere elette nei collegi uninominali.
In questa campagna elettorale lavoce è impegnata in un lavoro straordinario di analisi e fact-checking delle proposte elettorali. Lavoce non ospita pubblicità e i nostri contenuti aperti a tutti. Per svolgere il nostro lavoro nel modo migliore possibile, abbiamo quindi bisogno del supporto dei lettori: sostienici con una donazione, anche piccola!
La proposta della Lega non disegna una vera flat tax, ma un’imposta in cui le aliquote diventano moltissime. L’analisi rivela una “fase 2” solo apparentemente semplice, ma in realtà complessa e confusa, che produce benefici limitati per i contribuenti.
L’Unione europea ha definito un quadro normativo per le criptovalute. È un passo avanti, ma potrebbe non bastare per risolvere le disuguaglianze tra investitori nell’accesso alle informazioni utili per distinguere tra investimenti sicuri e rischiosi.
Sotto la gestione dei commissari prefettizi, l’autonomia finanziaria dei comuni aumenta. Questi amministratori non ricercano infatti il consenso necessario ai sindaci per essere rieletti. Ma coniugare la democrazia con la capacità amministrativa è cruciale.