MERCOLEDì 6 MAGGIO 2026

Lavoce.info

Il Punto

Il Meccanismo europeo di stabilità viene descritto dalla Lega come uno strumento che ha sempre espropriato gli italiani a vantaggio delle banche tedesche e francesi. Per 60 miliardi, dice il deputato del Carroccio Claudio Borghi. Con un po’ di calcoli si vede invece che i miliardi sono meno di tre. Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le (erronee) dichiarazioni al riguardo di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.
È bassissimo – lo dicono i test Ocse-Pisa – l’apprendimento nelle scuole italiane, con enormi differenze tra Nord e Sud. Per rimediare si può ridefinire il sistema dell’obbligo, con cinque anni di elementari e cinque di medie. E poi un triennio di superiori focalizzato su percorsi specifici e con classi organizzate per materie. Per eliminare i divari tra indirizzi scolastici, territori e generi, c’è anche da imparare dalle politiche mirate fatte da altri (Estonia, Singapore, Germania) sulla qualità degli insegnanti.
Con l’acquisto di Gedi (Repubblica, Stampa e altri media) la famiglia Agnelli – attraverso Exor – torna a investire nel difficile settore dei giornali. Dov’era rimasta solo con il 43 per cento dell’Economist: quota di maggioranza ma non di controllo perché l’indipendenza del settimanale è tutelata rispetto agli azionisti. Chissà se Exor applicherà le stesse garanzie anche alle testate di Gedi.
Nei prossimi anni il mondo avrà bisogno di sempre più energia, +1 per cento l’anno. Rinnovabili e gas copriranno buona parte della nuova domanda. Ma non basterà: carbone e petrolio continueranno a crescere e inquinare. I paesi con piani ambientali dovranno rafforzarli. Nella speranza che gli Usa tornino sui loro passi. Le borse vanno avanti a scossoni a seconda degli annunci di Donald Trump su imminenti accordi o nuove guerre commerciali Usa-Cina. Certo i due decreti a favore del movimento democratico di Hong Kong complicano le relazioni bilaterali.

Il podcast de lavoce.info
Il nuovo podcast lavoce in capitolo. Parliamo di “Favorire l’immigrazione legale”, con Paolo Pinotti.

Che cosa ci insegna la rilevazione Pisa

L’indagine sulle competenze dei quindicenni dà indicazioni chiare sui punti di forza e sulle fragilità dei sistemi scolastici. Il quadro per l’Italia è preoccupante. Servono politiche educative più mirate, che puntino sulla qualità degli insegnanti.

E se Exor portasse lo stile inglese nei giornali italiani?

Exor ha comprato il 44 per cento circa di Gedi, editore di Repubblica. È un terremoto, seppure annunciato, nel mondo dell’editoria. La remota speranza è che la holding degli Agnelli adotti la stessa governance che ha accettato come primo azionista dell’Economist.

Dagli scenari sul clima di domani una spinta all’azione

Il World Energy Outlook descrive alcuni scenari sull’evoluzione del consumo di energia da qui al 2040. Gli fa eco l’Emissions Gap Report. Per entrambi solo perseguendo obiettivi ambiziosi si può limitare l’aumento della temperatura a livelli accettabili.

Tra Usa e Cina c’è di mezzo Hong Kong

Un accordo per chiudere la guerra commerciale tra Usa e Cina è sempre più lontano. Non solo gli americani non hanno alcun interesse a concluderlo, ma forse oggi non ci sono neanche le condizioni per ipotizzarlo. Il rischio è che il conflitto si allarghi.

Davvero il Mes ruba i soldi italiani per salvare le banche tedesche?

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a Matteo Salvini e Giorgia Meloni: davvero il Mes porta via i risparmi degli italiani per salvare le banche tedesche?

L’autunno delle banche europee

Tutto il settore bancario europeo, non solo quello tedesco, è ipertrofico. Il problema si fa più acuto quando i tassi sono molto bassi. Per risolverlo non bastano le fusioni, occorrono politiche fiscali e finanziarie coraggiose, che non sono all’orizzonte.

Riforma Mes: la versione attuale è un passo avanti

Nel 2018 la modifica delle clausole di azione collettiva che si applicano ai titoli di stato suscitava preoccupazione. Ora il contesto è mutato e la nuova versione della riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) rimuove le riserve di allora. Sorprendenti le strumentalizzazioni postume.

Il Punto

Banche in sofferenza, anche in Germania (ma non c’è da rallegrarsene!) e nel resto d’Europa. Troppi istituti, troppi sportelli in presenza di una tecnologia che li rende inutili e troppo credito al costo più basso della storia che riduce la redditività. Servono, ma non bastano, fusioni bancarie. Potrebbero aiutare politiche di bilancio più espansive. Intanto in Italia tiene banco il confronto sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. Che comunque già oggi vincola il ricorso a eventuali prestiti e la cui riforma risponderebbe a esigenze di condivisione europea dei rischi bancari reclamate proprio dal nostro paese.
Tra pochi giorni i britannici votano per il rinnovo del Parlamento. Sarà una battaglia elettorale collegio per collegio (sono 650). Dal risultato incerto. Difficile capire quanto peseranno le opinioni sulla Brexit, della quale i candidati sia Tory sia del Labour spesso preferiscono non parlare.
Caso unico nella Ue, nell’ultimo quarto di secolo si è azzerata la crescita della produttività (di lavoro e capitale) nell’economia italiana. Piuttosto chiare le cause (inefficienza del settore pubblico, risorse male allocate, scarsi investimenti in tecnologia, poca meritocrazia). Ma totale il disinteresse della politica.
Al governatore dell’Emilia-Romagna è piaciuta, a quello della Lombardia così così, a quello del Veneto per niente: la bozza della legge quadro per avviare il federalismo differenziato parte in salita. Con norme che cercano di impedire l’approfondirsi del solco tra Nord e Sud.

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Istruzioni per capire il voto del Regno Unito

Si avvicinano le elezioni nel Regno Unito. Per una volta, parlare di scelta epocale non è un’iperbole. Una maggioranza per Boris Johnson significa l’approvazione dell’accordo raggiunto con la Ue. In caso contrario si andrà a un secondo referendum.

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