VENERDì 13 FEBBRAIO 2026

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Se Zuckerberg vuol diventare il banchiere centrale del mondo

Libra ha il potenziale per diventare la nuova valuta di riferimento per gli scambi commerciali e finanziari mondiali, al posto del dollaro. Si può anche immaginare Facebook come il futuro banchiere centrale del mondo. Al di fuori di ogni controllo pubblico.

Tante critiche e pochi impegni: la risposta del governo alla Ue

Il governo italiano tenta di evitare la procedura di infrazione per deficit eccessivo con una risposta piena di critiche all’Europa e agli altri partner europei. Ma omette i dettagli sugli impegni che intende assumere, soprattutto per il 2020.

Il Punto

Libra, la criptovaluta di Zuckerberg, sarà potenzialmente una nuova moneta. Con un valore basato su un paniere di valute e oltre 2 miliardi di possibili utilizzatori. Ma come tutte le monete dovrà guadagnarsi la fiducia degli utenti. Servirà regolamentarne la creazione per ridurre i rischi per i suoi detentori, forse tutti noi.
La risposta del governo italiano a Bruxelles è ricca di critiche all’architettura dell’Europa e povera di contenuti di dettaglio sulle misure da adottare per il 2019 e – soprattutto – per il 2020 per evitare la procedura di infrazione. Si vede che qualcuno nel governo vuole lo scontro. Un aiuto implicito a un’Italia che collabori verrebbe dai nuovi interventi della Bce su tassi e Qe che potrebbero arrivare in assenza di miglioramenti significativi della congiuntura. Ne ha parlato il presidente uscente della Bce Mario Draghi. Con quella della banca centrale, in autunno ci sono altre tre presidenze europee da rinnovare: Commissione Ue, Parlamento, Consiglio europeo. Le scelte dipendono dalla persona, dal suo colore politico e dalla sua nazionalità. Vediamo come è andata in passato.
Tra le magagne che saltano fuori dal reddito di cittadinanza – misura costruita in fretta in vista del voto Ue – c’è anche il modo iniquo in cui sono trattate famiglie con affitti diversi, nuclei con lo stesso affitto e perfino nuclei in affitto identici ma destinatari di pensione di cittadinanza. Eppure la soluzione sarebbe semplice.
In Italia continuiamo ad applicare limiti di esposizione ai campi elettromagnetici più alti rispetto agli altri paesi Ue. Se fino a ieri su temi non del tutto esplorati siamo stati più che scrupolosi, oggi potremmo aggiornare le regole tenendo conto dei progressi scientifici e dell’arrivo della tecnologia 5G.

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Dopo Draghi, tocca alla politica

Al Forum per i primi venti anni di euro, Mario Draghi ha aperto a nuovi interventi della Bce per sostenere l’economia europea. La Bce ha già salvato l’Europa una volta dall’implosione finanziaria. Ora però è tempo di scelte politiche condivise.

Chi vince e chi perde nel giro di poltrone dell’Europa

Con l’elezione del Parlamento europeo il rinnovo delle istituzioni è appena cominciato: entro l’autunno dovranno essere scelte quattro cariche determinati. In passato il gioco delle nomine ha favorito i paesi fondatori della Ue, in particolare Francia e Germania.

Famiglie in affitto: quante ingiustizie nel Rdc*

Il reddito di cittadinanza sembra avere un occhio di riguardo per le famiglie in affitto. In realtà, a parità di canone o di reddito, le iniquità sono tante. Differenze anche con la pensione di cittadinanza. Eppure, la soluzione sarebbe a portata di mano.

Campi elettromagnetici: limiti italiani da rivedere

Invocando il principio europeo di precauzione, l’Italia continua a mantenere limiti di esposizione ai campi elettromagnetici più alti rispetto agli altri paesi Ue. Ma è arrivato il tempo di aggiornare le norme, per tener conto dei progressi scientifici.

Un economista nel paese delle meraviglie

Un intervento di Olivier Blanchard ha ottenuto un grande successo mediatico perché sembra suggerire che il debito pubblico non è in fin dei conti un problema di cui preoccuparsi troppo. Ma si tratta di un’interpretazione del tutto fuorviante.

Mettere le mani nelle cassette di sicurezza degli italiani

Le stime sui contanti nascosti indicano una cifra largamente superiore a 100 miliardi di euro. Tentativi di rimetterli in circolazione ci sono già stati, l’ultimo con scarsi risultati. E c’è chi pensa a passi indietro sulla trasparenza della sanatoria.

Ma tanti poveri non chiedono il Rdc. Ecco perché

Il vivace dibattito sui beneficiari del reddito di cittadinanza sbaglia bersaglio. È troppo presto per giudicare se le domande ricevute siano tante o poche. Bisognerebbe invece concentrarsi sulle difficoltà dei più deboli a fruire di un loro diritto.

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