La nuova convenzione stipulata dall’Inps con le confederazioni maggiori e Confindustria è un passo avanti nella costruzione di un sistema di misurazione della rappresentatività dei sindacati. Ma non risolve tutti i problemi. La crepa interna dell’articolo 39.
Le aperture di Francia e Germania sulla redistribuzione delle persone salvate in mare e candidate all’asilo hanno fatto parlare di svolta nelle politiche migratorie. Rimangono però incertezze e ambiguità. Perché in realtà serve tutta un’altra politica.
Premiare i pagamenti elettronici serve a poco, perché l’utilizzo di questi dati per contrastare l’evasione è molto limitato. La possibilità di usare l’anagrafe dei rapporti per l’analisi del rischio evasione è stata bloccata dal Garante della privacy.
Al di là dell’inviperito tweet di Trump sul taglio dei tassi timido, ha fatto notizia la decisione della Fed di immettere liquidità in un sistema bancario che ha un eccesso di riserve. Fa trasparire la necessità di una messa a punto delle tecniche operative.
La Cina non ha più un enorme avanzo della bilancia dei pagamenti. Anche il disavanzo commerciale degli Stati Uniti con Pechino si è ridotto. Ma Trump continua con la politica dei dazi. Che paradossalmente finisce per rallentare i processi auspicati dagli Usa.
In una settimana difficile la Fed ha immesso un oceano di 203 miliardi di dollari di liquidità per mantenere i tassi sui prestiti a brevissima scadenza entro il corridoio prestabilito. Proprio mentre il suo presidente Powell tagliava il tasso di riferimento per rimediare – dice lui, facendo saltare la mosca al naso a Trump – ai rischi di recessione causati dalla guerra dei dazi Usa-Cina. La quale – dicono i dati – sarebbe oggi un freno alla normalizzazione dei conti con l’estero della Cina. I grandi surplus commerciali di Pechino verso i paesi europei e asiatici ma anche quello verso l’America sono infatti ormai molto ridotti.
Mentre Greta Thunberg diventa sempre più popolare anche negli Usa, a New York si tiene il summit dell’Onu sul clima. Dove i capi di stato e di governo si impegneranno a far salire le temperature meno di due gradi rispetto ai livelli pre-industriali. Ripercorriamo la genesi e lo sviluppo di questa parola d’ordine.
Dal mercato che aggiusta tutto all’intervento dei poteri pubblici – con priorità ora alla politica fiscale ora a quella monetaria – chiamati a mettere pezze su crisi e recessioni: teoria e politica economica segnano la storia con ondate che vanno e vengono sempre in queste due direzioni. Un nuovo libro ne spiega il senso.
Anche nell’università e nella ricerca la maternità è il momento più critico nella carriera delle donne. Nel cammino verso la parità di genere, dunque, è obiettivo prioritario abbattere il “muro della maternità”. Le istituzioni accademiche possono dare un contributo per realizzare tale traguardo.
Due gradi in più rispetto alla temperatura dell’era pre-industriale: è il limite indicato per evitare danni irreparabili dovuti al cambiamento climatico. Non è un valore puntuale, ma è ciò che serve per tenere le fila dei negoziati internazionali.
Il libro di Saraceno analizza con pragmatismo le varie “ondate” del pensiero economico rispetto al ruolo più o meno ampio dello stato nello stimolare produzione, occupazione e reddito. Per esempio, durante la grande depressione e la grande recessione.
La maternità è il momento più critico nella carriera delle donne e l’accademia non fa eccezione. Abbattere il “muro della maternità” è un obiettivo prioritario nella lotta per le pari opportunità. Le università potrebbero dare il buon esempio con quattro azioni.
L’European Fiscal Board propone una radicale revisione delle regole fiscali della Ue. Non è un via libera alla crescita indiscriminata della spesa pubblica. Ma uno sforzo di razionalizzazione e miglioramento della qualità della politica fiscale in Europa.