Qualche calcolo a partire dai dati sulla disoccupazione degli ultimi dieci anni mostra l’inversione di tendenza consentita dalle riforme Poletti-Renzi e il contributo della crescita del Pil al calo dei senza lavoro. Mentre è presto per valutare gli effetti del “decreto dignità”.
Luci e ombre nelle nomine ai vertici della Ue. È un passo indietro il fatto che a decidere il nome del presidente della Commissione siano stati i paesi membri, esautorando il Parlamento europeo. Bene invece l’arrivo di Lagarde alla presidenza Bce.
I dati mensili sul mercato del lavoro sono ora positivi malgrado l’economia italiana sia ferma. Per capire meglio cosa succede guardiamo i dati degli ultimi dieci anni. Da cui si vede l’effetto dei cambiamenti di regole (decreto Poletti, Jobs act) ma soprattutto il cruciale contributo del Pil. Mentre è presto per valutare il decreto dignità.
Settimana di nomine Ue. Indicare Christine Lagarde alla testa della Bce è una scelta di continuità – apprezzata dai mercati – con la linea di Mario Draghi. La presidente designata della Commissione, Ursula von der Leyen, è un’europeista che da ministra tedesca si è battuta per una difesa Ue comune. È la prima volta di due donne al comando delle principali istituzioni europee, un bel segnale sul cammino verso la parità di genere. L’evidente ritorno dell’asse franco-tedesco ha però fatto mugugnare il neo-insediato Parlamento. Mentre l’Italia e il suo governo sovranista sono per ora finiti a bordo campo.
Con un debito complessivo di quasi 30 miliardi, sono circa 1,5 milioni le persone che hanno aderito alla pace fiscale, il condono costituito da “rottamazione-ter” (sconto su interessi e sanzioni su cartelle esattoriali) e “saldo e stralcio” (sconto cospicuo sul pagamento di somme evase per chi ha un basso Isee). Più che in passato, troppo poche per finanziare la flat tax. Intanto la legge “concretezza” vuole rendere efficiente e trasparente la pubblica amministrazione. Controlli elettronici sugli assenteisti, norme sui buoni pasto, sull’aspettativa attuati da una task force, un dream team di ben 53 dipendenti che dovrebbero vigilare su 20 mila amministrazioni (ventimila!).
Ha senso un confronto sull’impatto economico tra le Olimpiadi invernali Torino 2006 e le future Milano-Cortina 2026? In realtà può essere fuorviante a causa dei diversi metodi di valutazione adottati. Da evitare, anzitutto, le stime troppo ottimistiche.
Spargete lavoce: 5 per mille a lavoce.info
Destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!
Per la prima volta due donne sono state indicate per i vertici di istituzioni chiave della Ue. Ma è proprio in ambito politico che la disuguaglianza tra uomini e donne raggiunge il livello più elevato. Ecco come von der Leyen e Lagarde potranno aiutare l’Europa a ridurla.
Sono quasi 13 milioni le cartelle interessate da rottamazione-ter e “saldo e stralcio”: molte di più rispetto al passato, anche perché le condizioni di pagamento erano decisamente favorevoli. Però, alle casse dello stato arriveranno ben poche risorse in più rispetto a quelle già previste.
La “legge concretezza” ha il merito di intervenire su pochi punti nodali dell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni. Il problema è la difficile applicabilità delle disposizioni. Insomma, sembra prevalere l’effetto mediatico più che la concretezza.
Quali saranno gli effetti delle Olimpiadi invernali 2026 a Milano e Cortina sull’economia locale e su quella italiana? Il confronto con Torino 2006 può essere fuorviante. Ma il rischio è soprattutto quello di fidarsi di stime troppo ottimistiche.
Ha ragione Salvini quando dice che gli altri stati Ue non fanno la loro parte nell’accoglienza dei rifugiati? Non proprio: se le domande d’asilo fossero ripartite in base al Pil, l’Italia dovrebbe accettarne più di quanto non abbia fatto finora.
Il vertice di Osaka ha evitato un avvitarsi della guerra commerciale tra Usa e Cina, però non ha fatto alcun passo avanti su temi propri del G20 come la riforma del Wto. I due grandi si scambiano concessioni, ma tengono sotto scacco il resto del mondo.
“Gli altri paesi Ue non fanno la loro parte”: così, durante la vicenda Sea Watch, ha tuonato Matteo Salvini. Ma se migranti e profughi fossero assegnati ai paesi Ue in proporzione a Pil o popolazione e non secondo l’accordo di Dublino l’Italia dovrebbe accoglierne di più. Sarà per questo che le grida contro l’Europa non diventano volontà di cambiarne le regole.
Dopo la guerra dei dazi, Donald Trump e Xi Jinping hanno annunciato che toneranno a trattare. Sul tavolo della partita tra i due ci sarà un po’ di tutto, dal commercio della soia americana alla tecnologia della cinese Huawei. In un quadro in cui conta la legge del più forte e non le logiche multilaterali del Wto.
Belli i dati di mercato del lavoro del mese di maggio: disoccupazione appena sotto al 10 per cento e la proporzione di adulti occupati al record del 59 per cento. Sperando che i “segni più” si consolidino, per ora il basso numero delle ore lavorate totali segnala che il lavoro creato continua ad essere poco “dignitoso”.
Scarseggiano i medici? Non c’è limite al peggio: tra poco, nel 2025, gli specialisti del Ssn saranno dimezzati, da 105 mila a 52 mila. Varie le cause, imputabili alla trascuratezza dei governi di ogni colore, ma adesso, coi pensionamenti anticipati di quota 100 è arrivato il colpo di grazia. Vediamo cosa si può fare.
Uno dopo l’altro, in cinque anni in Italia tre partiti – Pd, M5s, Lega – hanno fatto il pieno di consensi per poi (in due casi, per ora) dilapidarli in un lampo. La volatilità del voto caratterizza questa fase storica, da noi come in Francia. Meno in Germania e nel Regno Unito.
Spargete lavoce: 5 per mille a lavoce.info
Destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!