L’Italia ha alti livelli di evasione, in particolare dell’Iva e, a cascata, dell’Irpef e dell’Ires. La fattura elettronica consegna al fisco informazioni che aiutano a contrastarla. Ma solo se l’amministrazione è effettivamente capace di utilizzarle.
Se le inadempienze probabili sono la nuova sfida per le banche, la soluzione è trasformarle in crediti che il debitore possa pagare. Per ottenere il risultato gli istituti devono però dotarsi di personale specializzato. O affidarsi a consulenti esterni.
La legge di bilancio estende ai negozi la cedolare secca. Si applica a quelli sfitti o con contratti che scadono nel 2019. Ma non è la soluzione giusta per aumentare il numero degli immobili locati. Più vantaggi si otterrebbero con lo sconto sull’Imu.
Il governo Conte interviene sulla Rc-auto con due proposte contraddittorie. D’altra parte, non è una storia nuova: le misure legislative sono state tante nell’ultimo decennio, ma nessuna ha cambiato il fatto che l’Italia ha le polizze più care d’Europa.
Il prestito ponte per Alitalia è stato prorogato fino a giugno 2019. Con l’interventismo di stato, è l’unico dato certo sul futuro della compagnia. Ancora una volta, saranno i contribuenti a pagare per mantenere in vita un vettore ormai fuori mercato.
La conferenza Onu sul clima Cop 24 si è chiusa scontentando sia chi sperava in un accordo coraggioso sia chi ha cercato di sabotare l’intero impianto, in prima fila gli Usa. Unico buon risultato: regole condivise su come i paesi devono misurare le emissioni e i relativi obiettivi in base agli impegni assunti nel 2015 a Parigi.
Mentre vuole far cassa con più privatizzazioni, il governo chiama ancora i contribuenti, oltre che fornitori e banche, a pagare l’ennesimo salvataggio di Alitalia. Un prestito ponte di 900 milioni parzialmente convertito in azioni con l’intervento di Fs e la partecipazione di EasyJet e Delta. In un mosaico difficile da comporre. Facile invece concludere che la battaglia dell’esecutivo contro le pensioni d’oro produrrà poco. Il previsto prelievo progressivo per cinque anni sulle cifre sopra i 90 mila euro incassate da 40 mila persone darà un gettito di 74 milioni – il netto tra 130 milioni di incassi lordi e il calo Irpef di 56 milioni. Intanto, in attesa della fine della povertà, l’Istat registra grandi differenze – e ben radicate – nelle retribuzioni. Un nuovo rapporto mostra l’origine delle disuguaglianze: studi, posizione lavorativa, genere, area geografica, dimensione d’impresa.
Dalla vicenda della nave Diciotti alla delegittimazione delle Ong impegnate nel Mediterraneo, dagli ambigui rapporti con la Libia al “decreto sicurezza”, l’azione del nostro governo ha attratto l’attenzione di Amnesty international, che condanna la politica italiana nei confronti degli stranieri in modo dettagliato.
Serve a finanziare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti (un quarto della spesa corrente comunale) e dà un gettito di circa 10 miliardi ma, per come è congegnata, la Tari è di fatto una patrimoniale. Il sistema non incentiva l’efficienza del servizio e fa pagare di più chi consuma di meno e produce meno rifiuti.
Sulle retribuzioni del settore privato ancora oggi pesano fattori diversi dalle competenze. Come genere, regione di appartenenza e datore di lavoro. Un rapporto dell’Istat ci dà un’immagine chiara del fenomeno.
Tra spinte verso obiettivi più ambiziosi e minacce di cancellare ogni accordo, le conclusioni della Cop24 hanno scontentato tutti. I disastri ambientali e gli allarmi degli scienziati non bastano a scardinare gli interessi particolari dei singoli paesi.
Dopo mesi di annunci, l’intervento sulle pensioni d’oro si riduce a un contributo di cinque anni, mal congegnato e con un gettito di 130 milioni. Verrà richiesto a poche migliaia di pensionati e non muterà l’assetto distributivo del sistema pensionistico.