LUNEDì 10 AGOSTO 2026

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Il Punto

Manca un mese alla Brexit. Ancora nessuno (neanche la signora May) sa se l’uscita dalla Ue sarà condivisa o senza accordo oppure se ci sarà un rinvio e – forse – un nuovo referendum. Il caos di oggi ha una causa principale: il timore degli elettori britannici di fronte a un’immigrazione vista come fuori controllo. A preoccupare non sono tanto i flussi di persone da Africa e Asia (ci sono da sempre), quanto quelli dai paesi Ue dell’Est, cresciuti del 148 per cento in 15 anni.
A impedire gli indennizzi di chi ha perso nei crac bancari non è la perfida Europa con il suo “bail-in”. Per la Ue lo stato italiano può benissimo accollarsi le “conseguenze sociali” della condotta illegittima della banca. Ma esige che il denaro pubblico vada alle vittime, non a quelli che, volendo rischiare, hanno perso. Rimane l’esigenza che i risparmiatori incauti imparino a valutare opportunità e rischi dei diversi investimenti. Con l’educazione finanziaria, di cui Consob e Banca d’Italia hanno cominciato a occuparsi.
È molto di moda parlare di economia circolare. In pratica vuol dire creare modelli di business basati su risorse facilmente riciclabili o biodegradabili, usare energia da fonti rinnovabili, progettare prodotti con una vita utile più lunga. Vediamo l’importanza che danno al tema Ocse e Commissione Ue.

Paletti per i rimborsi alle vittime dei dissesti bancari

La legge di bilancio 2019 ha istituito il Fondo indennizzo risparmiatori per le vittime dei recenti dissesti bancari. A molti risparmiatori e ad alcuni politici non basta. Ma le erogazioni quasi automatiche rischiano di essere ingiuste e inapplicabili.

L’educazione finanziaria parte dal proprio portafoglio*

L’efficacia dell’educazione finanziaria dipende, tra l’altro, dalla motivazione all’apprendimento dei potenziali destinatari. Nella definizione dei contenuti e dei canali di comunicazione delle iniziative per diffonderla è utile tenerne conto.

Quando in Europa girerà l’economia circolare?

In un mondo in cui il consumo di risorse è sempre più insostenibile, l’economia circolare è un investimento strategico. Soprattutto per l’Europa, che importa gran parte delle materie prime e può trarne benefici non solo ambientali ma anche economici.

Manovra bis? Meglio un realistico bilancio 2020

Per aggiustare il deficit 2019 tutti chiedono al governo una manovra correttiva. Che si potrebbe evitare se l’esecutivo scrivesse una legge di bilancio 2020 che rispetti l’algebra e il buonsenso, prima ancora che l’economia.

C’è un errore nella legge di bilancio

Il livello massimo del saldo netto da finanziare riportato nell’articolo 1 della legge bilancio non corrisponde a quello dei prospetti dei bilanci di previsione. L’errore va corretto. Altrimenti il saldo netto da finanziare risulterebbe molto più alto.

Il Punto

Non serve una manovra correttiva in corso d’anno per aggiustare i conti. Basta che il governo scriva un bilancio 2020 che non sia un libro dei sogni di flat tax ad aliquote troppo basse finanziate con aumenti di Iva per decine di miliardi. Di sicuro, nella legge di bilancio 2019, approvata in fretta e furia a fine anno e già in vigore, c’è una grave svista: il livello massimo del saldo netto da finanziare di qui al 2021 è indicato nei prospetti per ciascuno dei tre anni con errori che vanno da 9 a 16 miliardi di euro. Non proprio bruscolini.
Se non fosse occupato h24 a produrre consenso, l’esecutivo potrebbe occuparsi anche del sistema di istruzione. Incapace di ridurre i divari socio-territoriali e di genere che anzi a scuola aumentano. Tanto poi, con il federalismo differenziato, ogni regione avrà il suo sistema e niente più rognosi confronti tra italiani.
In vista delle elezioni Ue accendiamo i riflettori sui problemi importanti dell’Europa. Cominciando con il rischio di povertà, mai stato così alto e diffuso. Tra gli autoctoni – di cui si occupano i politici – e soprattutto tra gli extracomunitari. Per cancellare la miseria non si può discriminare sull’origine delle persone. Sempre guardando al benessere sociale, un rapporto Istat trova che la condizione dei pensionati è migliore rispetto a quella di altre fasce di popolazione. A chi andrà la pensione di cittadinanza?
I parlamentari che discutono se cambiare il referendum d’iniziativa popolare e di ridurre il numero degli eletti dovrebbero tenere ferma l’esigenza di creare un sistema elettorale che rispetti davvero i diritti politici di ogni cittadino e non metta i partiti al primo posto.

Paolo Beria e Alfredo Drufuca, membri della Struttura per le analisi costi-benefici presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, commentano l’articolo di Andrea Costantino, Paolo Foietta e Roberto Zucchetti “Punti deboli e oscuri dell’analisi sulla Torino-Lione”. Con la replica degli autori.

Ma la pensione di cittadinanza serve?

Il 27 aprile parte ufficialmente la pensione di cittadinanza. Il suo obiettivo è contrastare la povertà tra i più anziani. Un report Istat rivela però che la condizione dei pensionati è nettamente migliore rispetto a quella di altre fasce della popolazione.

Analisi Tav: a ciascuno il suo punto di vista

Chi ha paura dei dati Invalsi?

La misurazione delle competenze degli studenti è uno strumento di conoscenza molto utile. Permette per esempio di evidenziare le differenze territoriali, sociali e di genere che caratterizzano la scuola italiana. Molti però sembrano volerne fare a meno.

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