MARTEDì 11 AGOSTO 2026

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Quando gli investimenti pubblici sono solo un’illusione*

Dal 2010, tutti i vari governi hanno promesso un aumento della spesa per gli investimenti pubblici, a sostegno della crescita. Non fa eccezione la Nadef 2018. Ma si tratta di esercizi di “illusione finanziaria” più che di previsioni realistiche.

Così Eduscopio aiuta studenti e famiglie

Il reddito di cittadinanza è più importante dei calcoli elettorali

Il reddito di cittadinanza è una occasione da non sprecare nella lotta alla povertà in Italia. Per questo vanno evitati alcuni rischi. Primo fra tutti, quello di fare scelte decisive per il futuro pensando solo a trarne vantaggi in vista delle europee.

Ma la mensa a scuola è parte dell’educazione

I pasti a scuola sono centrali per lo sviluppo armonico dei bambini e parte integrante dell’istruzione prescolare e obbligatoria. Per questo la mensa scolastica dovrebbe essere gratuita per tutti. Costa, ma è un investimento sulle generazioni future.

I numeri dicono che la flat tax non si finanzia da sola*

I promotori descrivono la flat tax come un mezzo per rilanciare l’economia, grazie al sostegno fiscale. Ma i risultati di una stima degli effetti macroeconomici mostrano che la riforma non si autofinanzia. È quindi necessario trovare le coperture.

Il Punto

Mentre il governo invia a Bruxelles una manovra dai contorni ancora imprecisi, è giusto chiedersi se il reddito di cittadinanza all’italiana sarà uno strumento contro la povertà o di politica per il lavoro. Il rischio è quello di usare tanti soldi pubblici per consolidare il consenso elettorale in vista del voto europeo. A proposito di povertà, a Lodi l’amministrazione leghista ha di fatto escluso dalle mense scolastiche i bambini stranieri. Sarebbe invece ora che tutti gli alunni avessero diritto, nel pacchetto istruzione, a un pranzo. Universale: tutti assieme, di qualità, gratuito. Come in tanti altri paesi, avanzati e non solo.
Chi vuole la (quasi) flat tax sui redditi personali sostiene che rilanci l’economia: meno tasse, maggiore capacità di spesa e, alla fine, recupero del gettito complessivo. Ma, conti alla mano, una ricerca dice che la riemersione della base imponibile non sarebbe sufficiente. Meglio mettere in conto altre coperture.
Domenica 21 la provincia Verbano-Cusio-Ossola vota per staccarsi dal Piemonte e annettersi alla Lombardia. È il primo referendum del genere. Nel caso – improbabile – di successo potrebbero diffondersi queste spinte federaliste. Di cui non è sempre facile vedere e misurare il tornaconto.
Il decreto Salvini su immigrazione e sicurezza ridimensiona il Sistema per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), che sarà limitato solo a chi ha già protezione internazionale o ai minori soli. Tra gli effetti della misura, meno occupazione e meno reddito per gli italiani nei comuni della rete Sprar.
Un aiuto a studenti e famiglie nella scelta della scuola superiore arriva dalle classifiche degli istituti. La cui predisposizione solleva delicate questioni interpretative. Se la mobilità studentesca è limitata, la qualità misurata degli istituti spesso riflette spesso disuguaglianze di contesto sociale che complicano i confronti.

Dal Piemonte alla Lombardia la secessione è provinciale

Domenica prossima la provincia del Verbano Cusio Ossola decide se passare dal Piemonte alla Lombardia. Sarà comunque un avvenimento storico. E forse si tornerà ad affrontare con serietà il tema della completa applicazione del federalismo differenziato.

Se i rifugiati danno posti di lavoro agli italiani

Prima di cancellare la rete Sprar, il governo dovrebbe procedere a una rigorosa valutazione. Non solo per raccogliere dati certi su richiedenti asilo e rifugiati accolti. Ma anche per calcolare il valore dell’indotto generato dai centri accoglienza.

Per sempre ultime: scuole condannate dalle classifiche*

Le classifiche degli istituti scolastici stanno acquisendo sempre maggiore risonanza e visibilità. In teoria dovrebbero aiutare le famiglie a orientarsi ma rischiano di far aumentare i divari tra le scuole.

I validi motivi per bocciare i numeri del Def

Le bocciature delle cifre del governo da parte della Banca d’Italia e dell’Ufficio parlamentare di bilancio hanno una ragione d’essere. Nel Def hanno scritto una previsione di crescita troppo ottimista rispetto allo stesso quadro economico presentato nel documento. E quindi il debito non scenderà.

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