L’uso improprio dei ranking di scuole e università porta alla polarizzazione delle opportunità educative. Col tempo genera diseguaglianze tra gruppi sociali e tra territori. Un rischio che il nostro paese, già alle prese con tanti divari, non può correre.
Con le deroghe al codice civile, le procedure di risoluzione delle banche penalizzano “per principio” subordinati e azionisti. Così l’acquisizione delle banche venete da parte di Intesa si è conclusa con un bel regalo agli azionisti di quest’ultima.
In alcuni casi i contributi al Fondo di solidarietà comunale finiscono per minare la capacità delle amministrazioni locali di fornire servizi ai propri cittadini. Queste situazioni paradossali si possono evitare con un leggero aggravio per lo stato centrale.
La Commissione di indagine sulle banche è solo un ring per lo scambio di accuse. Sarebbe molto più utile, invece, una discussione aperta su come costruire un sistema di vigilanza adeguato alle nuove esigenze di tutela di risparmiatori e investitori.
Netflix ha rotto il predominio delle major nella produzione e distribuzione di contenuti per la tv. Ora Disney passa al contrattacco con l’acquisizione di 21th Century Fox. Il settore si avvia probabilmente a un nuovo cambiamento, Antitrust permettendo.
La Commissione di indagine sulle banche avrebbe potuto mettere le basi per ripensare la vigilanza su credito, mercato e prodotti finanziari. Di questo c’è bisogno, anziché di regolare conti politici pre-elettorali. Come si è capito dalle audizioni, le autorità (Banca d’Italia e Consob) non si parlano e la protezione del risparmio rimane solo formale.
Intanto il mondo là fuori corre. La Disney, una delle grandi società produttrici di contenuti minacciate da Netflix, acquista la 21th Century Fox per 52,4 miliardi di dollari e scrive un nuovo capitolo della rapida trasformazione di tutto ciò che è Tv, cinema, internet, Tlc. E in Oriente la Cina si avvicina all’Europa con un grande progetto di cambiamento delle modalità di trasporto. Oggi l’80 per cento delle merci viaggia (lentamente) via mare. In futuro sempre più spazio alla ferrovia. Con fine dell’isolamento commerciale dei paesi dell’Asia Centrale.
I piloti di Ryanair hanno scioperato e – strano ma vero! – ottenuto di costituire un sindacato. C’è un perché. Le loro competenze professionali sono più richieste che in passato. Gli aumenti che reclamano possono essere soddisfatti senza grandi problemi di bilancio per la compagnia. Vedere i conti per credere.
Si torna a discutere di flat tax. Che il ministro Martina ha inesorabilmente bocciato come “non progressiva”. Nel fact-checking de lavoce.info ricordiamo che questo tipo di imposta può contenere elementi di progressività. Dipende dall’entità delle deduzioni previste.
Creato per aiutare le famiglie svantaggiate, fragili o vulnerabili, il Reddito d’inclusione (Rei) si basa su parametri che sotto-rappresentano molto il numero di chi dovrebbe esserne beneficiario: per il ministero, 780 mila nuclei, 3 per cento delle famiglie. Qual è la formula per identificarli nel modo più corretto e completo?
Che cosa sono gli “strumenti di analisi comparata” e perché permetterebbero di minimizzare i costi di abbattimento delle emissioni? Se venissero utilizzati, si eviterebbe una politica ambientale che colpisce pesantemente alcuni settori, mentre addirittura ne sussidia altri.
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La Nuova via della seta progettata dal governo cinese aumenterà gli scambi commerciali internazionali. Avrà effetti anche sulle modalità di trasporto: oggi gran parte delle merci viaggia via mare, ma la ferrovia può diventare una concorrente agguerrita.
Non sarà l’aumento di stipendio ai piloti che minerà la competitività di Ryanair. Basterà un leggero incremento dei biglietti o una altrettanto piccola riduzione dei profitti. Ma è lo scenario che è cambiato, con la recente accelerazione del mercato.
Così com’è disegnato, l’Isee non è adeguato a identificare chi è povero. E ciò ha inevitabili conseguenze sulla platea dei beneficiari del reddito di inclusione. La mappa delle famiglie in condizioni di disagio è più ampia delle previsioni del governo.
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle dichiarazioni di Maurizio Martina sulla progressività della flat tax.