MERCOLEDì 17 GIUGNO 2026

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Prof e professionista: se l’accademico ha due identità

Coniugare l’attività accademica con incarichi professionali esterni è difficile. Ma è pericolosa anche una cesura netta tra università e professioni. Il problema è particolarmente evidente per i giuristi. E va risolto con equilibrio e trasparenza.

La storia surreale del voucher “che toglie dignità al lavoro”*

Prima di far scomparire i voucher, si sarebbe dovuto stabilire se hanno o meno prodotto effetti positivi. Ma la Cgil ne fa una questione di principio, considerando sbagliata gran parte della legislazione per la semplificazione della disciplina del rapporto di lavoro dipendente.

Ritorno alla politica monetaria normale

Il messaggio principale della decisione della Federal Reserve sul rialzo dei tassi è che il regime in cui opera l’economia è tornato normale e anche la politica monetaria può tornare a essere tale. E si possono pianificare le mosse future in modo trasparente.

Il Punto

Scompaiono i voucher, utili per compensare attività occasionali senza pesi burocratici. Al picco del loro uso, rappresentavano circa lo 0,3 per cento delle ore di lavoro totali. Ma poi la Cgil ne ha fatto una battaglia di bandiera e nessun politico li ha difesi. Ora, almeno, si torni a rafforzare il lavoro a chiamata.
Con il rialzo dei tassi, la Federal reserve trasmette un messaggio di normalizzazione. Del resto i dati dell’economia Usa sono tutti positivi. E l’aumento del greggio e i salari in crescita hanno fatto tornare l’inflazione a quel 2 per cento che per la Fed è una scelta, per la Bce un assurdo vincolo statutario.
Il vero punto critico della riforma della Buona scuola si chiama “valutazione”. Studenti giudicati in modo non omogeneo e ostacoli allo svolgimento delle prove Invalsi. Insegnanti valutati da comitati con metodi discrezionali. Presidi a giudizio dai loro pari a loro volta soggetti a valutazione. Si può fare molto meglio.
Se la Corte costituzionale dice no a misure di taglio delle pensioni più alte, perché non usare lo strumento fiscale? Una “pension tax” divisa in due: solite aliquote Irpef  sulla parte di trattamento accumulato con la capitalizzazione dei contributi e, invece, aliquote più salate e progressive sulla parte “regalata”. Dove è alto il rischio di obiezioni della Consulta è sul progetto di modulare le aliquote Irpef in funzione dell’età anagrafica. Certo, l’Italia non è un paese per giovani. Ma se il reddito di un giovane è pari a quello di un contribuente maturo, perché dovrebbe pagare meno?
I dati dicono che molte Pmi sono ripartite. I casi di successo riguardano tutti i settori, tranne l’energia ma incluse le costruzioni (già in crisi profonda). Crescita dei ricavi e del valore aggiunto, con margini più elevati. Tutto bene? No. Malgrado il calo del costo del lavoro la produttività è sempre troppo bassa.

Se a scuola non c’è valutazione

Tutti concordano sui mali che affliggono il nostro sistema scolastico. La Buona scuola ha cercato di introdurre uno scambio: più insegnanti, ma con valutazione del loro operato. E qui ha fallito. Anche perché per essere credibile la catena valutativa deve partire dall’operato dei dirigenti.

Come tassare le pensioni d’oro

I tentativi di ridurre le pensioni troppo sperequate rispetto ai contributi versati sono falliti, infrangendosi contro i diritti acquisiti. La soluzione potrebbe essere la doppia tassazione dell’assegno pensionistico. Avrebbe dei vantaggi e potrebbe passare il vaglio della Consulta.

Irpef ridotta per i giovani? A rischio di incostituzionalità

La modulazione delle aliquote Irpef in funzione dell’età anagrafica andrebbe probabilmente incontro a un giudizio di incostituzionalità. Se il reddito è lo stesso non c’è ragione perché un contribuente giovane debba pagare meno imposte di uno maturo. Gli argomenti a sostegno non convincono.

Pmi in ripresa, ma la produttività resta un problema

L’impatto della crisi è stato duro, ma già nel 2014 molte Pmi italiane hanno dato segnali di ripresa. I bilanci 2015 confermano il rafforzamento della crescita, anche nelle costruzioni. Il miglioramento congiunturale non risolve però il problema antico della bassa produttività.

Quei burocrati che frenano l’Italia

Come ha fatto la burocrazia a diventare un centro di potere capace di ostacolare le riforme e lo sviluppo dell’Italia? Lo spiegano Francesco Giavazzi e Giorgio Barbieri ne “I signori del tempo perso”, di cui pubblichiamo uno stralcio.

Reddito di inclusione, un buon primo passo

La legge delega contro la povertà è stata approvata definitivamente. La misura principale è l’introduzione del Rei, il reddito di inclusione. Avvia un processo che può portare in pochi anni l’Italia ad avere un reddito minimo universale.

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