GIOVEDì 14 MAGGIO 2026

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Migranti: quel patto Ue-Niger che sa di xenofobia

Aiuti dalla Ue al Niger perché coopera nell’arginare i flussi migratori. Pericoloso, perché definisce come migrante irregolare chi attraversa il paese. E dà ragione alle forze che in Europa da tempo etichettano come clandestini i profughi provenienti dall’Africa.

Ritorno al protezionismo: ecco dov’è il paradosso

Nel mondo tira un’aria preoccupante di rifiuto del libero scambio. Brexit e Trump sono i sintomi di una nuova forma di nazionalismo. Che respinge gli accordi di libero scambio e promuove l’innalzamento di barriere. Un paradosso, dato che la globalizzazione ha abbattuto la povertà estrema.

Mps, una crisi venuta da lontano

Nelle discussioni sul salvataggio del Monte dei Paschi è assente la prospettiva storica dell’evoluzione del rischio di insolvenza delle banche italiane. Gli istituti di credito infatti non falliscono in un giorno. Perché la crisi arriva da lontano e i fattori che hanno contribuito ad aggravarla.

Trasporto pubblico locale bloccato dai contenziosi

Un complesso processo di riforma interessa ormai da anni l’organizzazione sul territorio dei servizi di trasporto pubblico. Le iniziative delle regioni si sono spesso arenate per i contenziosi dovuti a normative nazionali ed europee mutevoli. Ma il sistema ha necessità di una cornice coerente.

Referendum sul Jobs act? Un’arma impropria*

I referendum proposti dalla Cgil su licenziamenti, voucher e appalti devono ancora sottostare all’esame della Corte costituzionale. Ma si può iniziare a ragionare sul loro contenuto e sugli effetti che una ipotetica vittoria dei “sì” provocherebbe sul nostro mercato del lavoro.

La politica monetaria globale della Fed

La Fed ha rialzato i tassi. I più interessati a capire se è una inversione di rotta definitiva sono imprese e operatori al di fuori degli Usa. Perché in un mondo dominato dal dollaro come valuta di denominazione delle transazioni finanziarie, la sovranità della politica monetaria è un’illusione.

Divario di genere: nel mercato del lavoro resta profondo

L’Italia continua a non brillare nelle classifiche sulla parità di genere. Il tasso di attività femminile è basso rispetto alla media europea. E gli stipendi annuali delle lavoratrici sono nettamente inferiori a quelli degli uomini. L’importanza delle politiche di conciliazione lavoro-famiglia.

Il Punto

Il rialzo dei tassi deciso dalla Fed a dicembre continuerà nel 2017. Guardando la geografia del dollaro si vede che a pagare il conto saranno soprattutto i paesi emergenti. Indebitati in dollari a tassi variabili, vedono svanire in un attimo i benefici sull’export della perdita di valore delle loro valute. Una lezione da ricordare per chi crede nel recupero di sovranità con l’uscita dall’euro.
L’Europa assediata dal rischio terrorismo non può che stringersi intorno ai suoi valori fondanti. Tra questi c’è la parità di genere o – meglio – la minor disparità al mondo: “solo” il 25 per cento. Peccato che l’Italia sia in fondo alla classifica europea, seguita da Austria, Cipro, Grecia e Malta. Da noi le differenze tra uomini e donne nascono nel mercato del lavoro dove, per ridurre i disagi professionali della maternità, servono politiche di conciliazione famiglia-lavoro. Ma il congedo di paternità obbligatorio è stato ora introdotto in via definitiva per appena due giorni.
Quello del 4 dicembre è stato un referendum sulla riforma costituzionale. Ma, come sappiamo, molti hanno espresso con il voto il loro scontento economico e sociale. Lo si vede nelle alte percentuali di “no” nelle aree dove è maggiore il rischio di povertà e minore l’occupazione. Per uscire dal groviglio delle leggi elettorali ora vigenti, ci sarà da trovare un compromesso su una di queste alternative semplificate: il sistema uninominale – che favorisce il bipolarismo – oppure un proporzionale con piccoli collegi che rispecchia meglio l’attuale scenario tripolare.
Milioni di italiani prendono l’autostrada in questi giorni. E molti si chiedono chi fissa le tariffe e come lo fa. È all’Anas che spetta approvare quanto richiesto dai concessionari. Considerando inflazione, qualità del servizio, investimenti fatti. Parametri di giudizio certi, valutati con tanta discrezionalità e poca trasparenza.

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Quanto costa (alle donne) la maternità

I dati Inps dicono che più dell’80 per cento dei congedi parentali è ancora utilizzato da donne. E la maternità comporta forti penalizzazioni in termini di reddito e di carriera. L’allungamento del congedo obbligatorio dei padri permetterebbe di ridurre le disuguaglianze sul mercato del lavoro.

Referendum: il “no” cambia da Nord a Sud

I risultati del referendum costituzionale sono legati più a ragioni politiche e sociali che a valutazioni sul merito della riforma: un segnale importante per le forze politiche. Analisi di un voto disomogeneo territorialmente e socialmente, influenzato dalla condizione occupazionale e reddituale.

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