LUNEDì 15 GIUGNO 2026

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I primi cento giorni di Trump e l’umore dei mercati

Nei suoi primi cento giorni l’amministrazione Trump dovrà prendere decisioni importanti: proposta di budget per il 2018, agenda sul commercio internazionale e riforma fiscale. Le scelte potrebbero portare a un rapido cambiamento d’umore dei mercati finanziari, sinora benevoli con il nuovo presidente.

Dagli Stati Uniti l’ombra di un nuovo nazionalismo*

Trump ha convinto milioni di americani a votare per lui promettendo di costruire un muro lungo il confine messicano e di deportare milioni di immigrati illegali. Ma tendenze simili, che contengono una matrice protezionista e localista, si manifestano anche altrove, fino a contagiare i paesi europei.

Se a crescere è solo la disuguaglianza

Disuguaglianza e povertà sono un ostacolo allo sviluppo umano e alla crescita economica. Lo afferma l’Ocse, che sostiene la necessità di contrastarle con politiche che favoriscano socializzazione, scolarizzazione, inserimento lavorativo e tutela della salute. Un approccio mai applicato in Italia.

Tony Atkinson, pioniere degli studi su ricchezza e povertà

Con le sue analisi teoriche ed empiriche, Tony Atkinson ha offerto contributi fondamentali e pionieristici alle ricerche sulla distribuzione del reddito. Disuguaglianze considerate non solo come il risultato dell’operare del mercato, ma come il prodotto della mancanza di politiche atte a ridurle.

Conti pubblici: qualcuno ci può giudicare

La musica sembra cambiata in Europa per i conti italiani. L’ennesimo sforamento della legge di bilancio 2017 sugli obiettivi precedenti non ha trovato l’atteggiamento benevolo del passato. Anche il rating del debito ne soffre. È arrivato il momento per la spending review sempre rinviata.

Morale rigida per il perfetto amministratore di banca

Sono ormai vicine all’approvazione le nuove “linee guida” delle autorità finanziarie europee sui requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza dei vertici delle banche. I criteri sono però definiti in modo molto generico. E c’è il rischio di un’applicazione disomogenea e arbitraria.

Il Punto

Mentre da Bruxelles arriva la richiesta di manovra correttiva e il rating del debito italiano torna ad abbassarsi, i mercati non reagiscono negativamente perché sanno che la Bce ci copre le spalle. Meglio rafforzare le aperture di credito aggiustando i conti con una vera spending review.
Troppo vaghe le nuove linee guida delle autorità finanziarie europee – in arrivo a breve – sui requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza dei vertici delle banche. Si rischiano interpretazioni molto varie perché il senso dell’etica è ben diverso tra Berlino, Stoccolma, Atene, Roma e Lussemburgo.
Trump abbandonerà Wto e Nafta, come promesso agli elettori americani? Per il diritto internazionale può farlo: i due trattati prevedono l’uscita con procedure più semplici che nel caso della Brexit. Il rischio è una guerra commerciale che lascerebbe sul terreno – è stato stimato – 4 milioni di posti di lavoro Usa. In buona parte proprio quei lavoratori che sono stati conquistati dal programma protezionistico del tycoon.
Ricercatori di un’università californiana hanno inviato un articolo palesemente artefatto a un gran numero di riviste che si dichiarano “scientifiche”. Il 16 per cento di queste l’ha rifiutato, mentre l’84 per cento l’ha accettato senza alcuna revisione. E una ricerca dice che queste pubblicazioni truffaldine sono diffuse anche in Italia.
Alla fine, le province sono vive o no? Domanda legittima. Con le modifiche apportate dalla legge Delrio e la loro mancata abrogazione via referendum, rimangono sulla carta (costituzionale). Prive di obiettivi di interesse generale e limitate a compiti di sportello come quelli delle Camere di Commercio.

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Se Trump esce da Wto e Nafta

Con l’insediamento di Donald Trump, gli Stati Uniti potrebbero chiedere di uscire dal Wto e dal Nafta. La procedure sono tutto sommato semplici, meno chiari i vantaggi per l’economia americana. Ma davvero gli Usa vogliono denunciare i più importanti sistemi di regole ispirati al liberismo economico?

I rischi del nuovo protezionismo americano

Apertura economica e commercio internazionale sono stati al centro della campagna elettorale Usa. E saranno temi importanti anche nell’Europa del 2017. Il protezionismo è oggi un’opzione politica allettante. Ma oltre a creare danni all’economia mondiale potrebbe alimentare tensioni geopolitiche.

Riviste predatorie, un pericolo per la scienza

Esistono riviste scientifiche che millantano standard accademici, ma che a pagamento pubblicano qualsiasi articolo. Sono un pericolo perché a volte queste pubblicazioni sono considerate nelle valutazioni della qualità della ricerca. Un problema anche in Italia. I suggerimenti per risolverlo.

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