La Costituzione pone limiti precisi all’obiezione di coscienza nelle istituzioni pubbliche. È possibile solo in casi eccezionali e secondo la legge. E la Pa deve assicurare la continuità del servizio con personale non obiettore.
Anche Snapchat è approdato in borsa. Con risultati per ora abbastanza positivi per una società che è lontana dai profitti e la cui quotazione non dà alcun potere decisionale agli azionisti. Le contromosse dei social network più affermati e la concorrenza che arriva dalla Cina.
Il ritorno al militarismo annunciato da Trump sarà un ostacolo allo sviluppo di lungo periodo, non solo negli Usa. La conseguenza peggiore sarà la non accumulazione di capitale umano, con effetti sulla produttività. Aggravati dai danni alla salute fisica e mentale dei reduci.
L’unione bancaria rischia di diventare l’ennesima delusione europea: un progetto promettente, ma realizzato male e a metà, tra scarsa trasparenza e veti incrociati. È però uno dei fronti sui quali l’Europa deve progredire. Altrimenti, i movimenti anti-europei saranno più forti.
Nata negli anni Ottanta, la politica europea di coesione aiuta lo sviluppo economico delle regioni più svantaggiate. Un obiettivo raggiunto anche durante crisi. Le province a cui sono stati assegnati i fondi hanno visto crescere il loro reddito pro-capite più velocemente.
L’unione bancaria europea dovrebbe prevedere tre pilastri: vigilanza unica, risoluzione delle crisi e assicurazione europea dei depositi. Finora, però, il primo funziona ma in modo poco trasparente, il secondo ha fallito, per esempio, nel caso dell’Italia e il terzo non c’è, bloccato da veti incrociati. Nel bilancio dei 60 anni di Europa, questo è uno degli strumenti che hanno deluso. Di altro segno – positivo – il risultato dei fondi Ue per la convergenza economica. Nelle regioni più povere, queste risorse sono state utili nell’arginare gli effetti della Grande crisi.
A 95 anni si è spento Kenneth Arrow, il premio Nobel dell’economia più giovane di sempre. Uno tanto brillante che, mentre tutti provavano a raffinare le sue scoperte, si mise subito a studiarne i punti deboli. E li trovò, gettando le basi dello studio delle asimmetrie informative che quattro suoi studenti svilupparono vincendo altrettanti Nobel.
I dati Istat sul mercato del lavoro di gennaio 2017 confermano che non si arresta il lento (troppo lento!) miglioramento in corso da un paio di anni. Rimane da capire una cosuccia come i meriti relativi della decontribuzione e del Jobs act nel riportare il segno più sul fronte dell’occupazione. Nel frattempo, i dati Istat mostrano che la ripresa finora è stata trainata da export e consumi e frenata da un’inusuale crescita dell’import.
Con il rilancio delle grandi opere (si parla di 70 miliardi in infrastrutture) torna il timore dei soldi sprecati in lavori inutili. Bene ha fatto il ministro Delrio a creare una struttura tecnica per la valutazione di tali investimenti. Ora serve approvare linee guida e criteri per non ripetere le scelte solo politiche del passato.
Serve sforbiciare le detrazioni Irpef (66 miliardi nel 2016) per correggere i conti dello stato e non incorrere nella procedura d’infrazione europea? Se si va giù pesante si raggiunge l’obiettivo ma si introducono forti elementi di iniquità fiscale. Se si colpiscono solo gli alti redditi non si ottengono i numeri utili allo scopo.
Sergei Kovbasyuk e Fabiano Schivardi rispondono ai commenti al loro articolo “Una tassa per liberalizzare i taxi con il consenso dei tassisti”
Kenneth Arrow è stato un gigante dell’economia, è tuttora il più giovane vincitore del premio Nobel per l’economia. È stato un pioniere di molte discipline e il suo lavoro ha rivoluzionato il modo di fare teoria. La sua ricerca all’insegna di inesauribile curiosità e rigorosa onestà intellettuale.
I dati confermano che negli ultimi mesi non si è arrestato il lento ma progressivo miglioramento del mercato del lavoro. La decontribuzione ha avuto un ruolo importante, ma è stata un investimento ragionevole in tempo di crisi. Più difficile indicare il contributo del Jobs act.
Non mancano gli esempi di grandi opere che si sono rivelate uno spreco di soldi dei cittadini. Il ministero ha ora creato una struttura tecnica che valuterà gli investimenti pubblici secondo regole precise, per rendere meno discrezionali le scelte politiche. Ma riuscirà a svolgere il suo ruolo?
Non sarà la revisione delle detrazioni fiscali a permetterci di evitare la procedura di infrazione europea. Per non avere effetti negativi sulla ripresa, il taglio dovrebbe concentrarsi sui contribuenti con redditi più alti, che però ne beneficiano già in misura limitata.